FREEDOM OF AUTHORS | October 08, 2011 | 0 comments

TUTTO SU MIA MADRE- RECENSIONE

cinephile
Opera strapremiata ( Miglior regia Festival di Cannes, Oscar e David di Donatello per il miglior film straniero ) che fece conoscere lo spagnolo di Calzada de Calatrava al mondo cinematografico.
Film-ringraziamento certificato dalla dedica finale del regista: " A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre ".

Il protagonismo è femminile. Le figure maschili, a parte quella di Sebastian ( figlio di Manuela ), sono marginali o sono diventate donne.
Non c'è denuncia del maschilismo o scontro fra i sessi.
Solamente alcune donne e le loro storie.
Manuela ( Cecilia Roth ): madre, dottoressa, ex prostituta ed ex attrice con il dovere di crescere un figlio ( aspirante scrittore ) e sopravvivere alla sua prematura e accidentale scomparsa.
Rosa ( Penelope Cruz ): volontaria, madre abbandonata da Lola (toni canto ).
Agrado ( Antonia San Juan ), il cui nome rimanda al desiderio di rendere più " gradevole " le sofferenze degli altri, si è fatta operare per poter essere donna e fa la prostituta.
Huma ( Marisa Paredes ) e Nina ( Candela Peña ) sono attrici di teatro innamorate e in forte contrasto sentimentale.

Melodie romantiche e storie di ordinaria complessità che arrivano allo stomaco dello spettatore.
Il regista spagnolo ha più volte detto che il corpo dei suoi film si alimenta di desiderio.
" Tutto su mia madre " si nutre di desideri inappagati, per colpa della tragicità degli eventi.
E' un microcosmo di abbandono e dolore che mostra il coraggio delle donne e delle interpretazioni di una forza rara.
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