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- added May 7, 2008
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Solo un frammento di diario.
Personale, ed insieme per nulla privato.
Per un periodo della mia vita, ogni giorno dovevo passare il checkpoint di Qalandia, fra Israele e Territori occupati palestinesi.
Era il 2005, ma di checkpoint ce ne sono ancora, sempre di più, sempre più stabili.
Un giorno, ho deciso di lasciare accesa la telecamera.
Racconta lei.
Personale, ed insieme per nulla privato.
Per un periodo della mia vita, ogni giorno dovevo passare il checkpoint di Qalandia, fra Israele e Territori occupati palestinesi.
Era il 2005, ma di checkpoint ce ne sono ancora, sempre di più, sempre più stabili.
Un giorno, ho deciso di lasciare accesa la telecamera.
Racconta lei.
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Questo Filmato è un ottimo inzio per Current TV in Italia...
Complimenti !-
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- ottaviano1982
- 5 months ago
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bellissimo e toccante. mi raccomando, guardate fino alla fine...è lì che succede tutto!
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dalla realtà non puoi aspettarti niente......
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wow......
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Bellissimo... mi piace la scelta della musica anche e come è stato montato!
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- salvatoreditaranto
- 5 months ago
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accidenti 2 mesi all'anno nei checkpoint!
grazie per averlo condiviso!-
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- Beejay_ITA
- 5 months ago
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La qualità è decisamente diversa da molte altre cose che ho visto qui. Questo è proprio un piccolo film. Il finale è incrredibile. Solo, è un pò lento.
Invece, una cosa che mi lascia molto perplesso é quel cartello finale... due mesi all'anno in fila ad un checkpoint. Francamente, non mi sembra credibile. E' una di quelle esagerazioni che denunciano, a mio modo di vedere, una posizione ideologica.
Io non ne so molto del conflitto fra israele e palestina e non posso dire molto - ma se, durante il film, mi viene da solidarizzare con i palestinesi, alla fine leggo quella cosa e mi casca il palco.
Peccato perchè, ripeto, il video è veramente forte.-
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- dolly_bell
- 5 months ago
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complimenti....questo è proprio il tipo di sensibilità e di approccio vero alle situazioni "difficili" che spero currenttv riesca a trasmettere in tutto il mondo
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Mi piace molto, anche la lentezza che sembra ridurre l'attenzione. A conti fatti dura poco più di una canzone.
Ottimi i titoli di coda con la scelta dell'audio. Non condivido solo la scelta del font per i sottotitoli iniziali. Rendono faticosa la lettura. Avrei scelto lo stesso font usato per i testi finali. -
superiore a tutto quello che ho visto fino adesso....complimenti per questo Pod!!!
Forse un pò lento ma il finale e da 10 e lode!!! -
Beh, intanto grazie assai a tutti.
Per me palestinaisraele è una ferita aperta. fa male. e sentire questo ascolto ad un microracconto da quell'esperienza fa caldo al cuore.
E quindi grazie per i vari complimenti, ma soprattutto grazie per l'ascolto.
Poi: Dolly Bell (da Kusturica?): in effetti hai ragione, quel cartello finale è un pò frettoloso.
Però di fatto i video non sono enciclopedie nè saggi politologici; c'è esigenza di semplificare; a volte si rischia di essere un pò superficiali.
Allora, provo a sviluppare.
Hai ragione: non è esattamente vero che un palestinese passi due mesi (quattro ore al giorno) IN CODA ad un checkpoint.
Ma è vero che il sistema dei checkpoint rende schizofrenico spostarsi nei Territori Occupati.
E che quindi quelle quattro ore al giorno di media se ne vanno.
Faccio un esempio: poniamo che io abiti in un paese nei dintorni di Gerusalemme. Diciamo Biddu, che sta a Nord-Est della città. (E che è, topograficamente, un sobborgo... sta a meno di dieci chilometri dal centro), e che frequenti l'università araba di Gerusalemme, Abu Dis, che sta a sud-ovest della città.
Dunque, in linea d'aria sono una decina di chilometri, forse, massimo, quindici.
Solo che, essendo palestinese, io non posso entrare nel centro di Gerusalemme. Nè posso utilizzare le strade più dirette, che sono riservate ai coloni israeliani.
Debbo quindi andare a Ramallah (a nord!).
Da Ramallah, a Qalandia.
Da Qalandia, via Al Ram, ad Abu Dis.
Già questo giro porta il mio percorso a quaranta chilometri dai dieci iniziali.
Non posso andarci con la mia automobile: devo utilizzare i bus pubblici, che poi sono furgoncini da dieci posti che si chiamano servis.
Quindi: prendo il servis da Biddu per Ramallah. Se sono fortunato vado dritto, e ci metto venti minuti.
Ma potrei anche trovare un checkpoint volante e metterci un'ora, un'ora e mezza.
Da Ramallah, prendo un altro servis.
I servis non hanno orari precisi (sarebbe impossibile, vista la situazione): aspettano di essere pieni.
Posso essere fortunato ed aspettare dieci minuti a Ramallah, o avere sfortuna e restare fermo mezz'ora.
Come arrivo a Qalandia, non si scappa.
La, il checkpoint non è volante, ma fisso.
Di nuovo, posso essere fortunato e passarlo in venti minuti, mediamente sfortunato e perdere un'ora, molto sfortunato e non passarlo del tutto.
Se lo passo, poi prendo un terzo servis.
Di nuovo: se son fortunato parte, sennò aspetto (io una volta a Jenin ho aspettato tre ore che il servis si riempisse).
Il terzo servis mi porta proprio ad Abu Dis, ma in mezzo c'è di sicuro un altro checkpoint (quello di Shufat) e poi, sai mai, altri volanti.
Dipende da quanta tensione c'è, ma almeno cinque o sei giorni al mese i Territori sono completamente blindati.
Insomma, in sintesi:
se devo andare da Biddu ad Abu Dis, il tempo che passo fisicamente al checkpoint in attesa può andare da venti minuti (grande fortuna!) a parecchie ore.
Ma il tempo globale dello spostamento, molto difficilmente è inferiore alle due ore... due ore andare e due ore tornare.
Ed è un tempo assolutamente non prevedibile.
Poi magari arrivo ad Abu Dis, ed il professore non c'è perchè è stato bloccato da qualche altra parte... quindi le mie quattro ore di trasferimento quotidiano sono assolutamente inutili... ma questa è un'altra storia.
Ecco, Dolly Bell, spero di essere stato chiaro... ed anche di averti fatto intendere perchè non son riuscito a sintetizzare efficacemente tutto ciò in un cartello ;) -
Comunque, se qualcuno fosse interessato al contesto in cui il piccolo film è nato, questo è il link del sito.
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Scusa la mia ignoranza: come hai fatto a evitare che ti sequestrassero la telecamerina?
Solo fortuna?
E se te l'avessero trovata? Cosa ti sarebbe successo.
grz -
bravissimo davvero un bel video ottima scelta di commentarlo solo con didascalie..... fa riflettere !!!!
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- giorgiopiracci
- 5 months ago
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realista e al tempo stesso poetico...non riesco comunque a schierarmi con i palestinesi, questa guerra infinita è una vergogna per gli israeliani e i palestinesi che dell'odio hanno fatto la loro ragione di vita
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Lento. Il primo minuto mi ha fatto venir voglia di guardare qualcos'altro. Solo il finale vale la visione comunque. Non so come si fa a dire che è "poetico", dannatamente realista... si, certo non ci vedo nessuna poesia in quel mitra accompagnato dal "divertiti" finale. Bel video, sopratutto il finale. I primi tre minuti però sono inguardabili.
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I palestinesi che dell'odio han fatto la loro ragione di vita??
topa, ma ne conosci di palestinesi?! -
tabata:
spesso le cose più evidenti sono più nascoste.
la camera la tenevo in mano, non coperta da nulla, accesa.
a rigore se mi beccavano non potevano farmi nulla: nessuna legge in Israele proibisce di riprendere ai checkpoint. E' proibito intervistare i soldati, ma se loro parlano, io che ci posso fare ;) ?
Leggi a parte: mi avrebbero sequestrato il materiale e rotto un pò le palle. La cosa più grave sarebbe stato il rimpatrio forzato. Nulla di eccessivo, in fin dei conti, ed è per questo che l'ho fatto io... se lo faceva un palestinese, veniva immediatamente sospettato di star facendo sopralluoghi per un attentato e finiva in galera.
(Gli israeliani possono metterti in galera senza accusa formale e senza processo per sei mesi... si chiama detenzione amministrativa, più o meno quello che noi facciamo agli immigrati in Italia) -
Davvero molto, molto bello.
Mi piace soprattutto assai la semplicità e l'equilibrio nei confronti di una situazione che ispira passioni, ideologie e parzialità.
Qua, c'è solo e proprio quello che succede (e vittime mi sembrano anche quoi soldati).
PERO'
è veramente lento... se la lentezza quando si passa ci sta (perchè da l'idea di quanto tempo si perde) la lentezza nella prima parte con i cartelli è veramente eccessiva (e un pò compiaciuta... il carattere tipo matrix, il muro... cose abbastanza già viste).
se posso dirti: taglierei in tronco il primo minuto. Quelle informazioni puoi anche darle (con un carattere diverso, perfavore) mentre inizi a descrivere il check point -
Mi associo ai commenti degli altri perchè il video ha una efficacia spaventosa (non vado nei dettagli ma mi ha molto colpito).
Una cosa che non è stata commentata è il tuo look molto hippie ^^, sigaretta, barba e fisico smilzo da pazzo in giro per il mondo.
Scusami la confidenza ma a me è risultata molto simpatica anche la tua immagine che appare per qualche secondo. -
Gran bel corto. E con un finale davvero perfetto. E' davvero incredibile come a volte la realtà sia più perfetta del migliore dei copioni: quel soldato che ti augura buon divertimento e innesca la mitragliatrice, è una scena difficile da dimenticare. Complimenti, anche per la qualità e la stabilità del girato nonostante tu fossi "in incognito"
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Un documento eccellente.
Io no ho trovato fastidiosa quella che alcuni hanno chiamato "la lentezza" del video, anzi. I primi minuti, lenti, senza voci fuori campo mi hanno proprio fatto immedesimare in tutte quelle persone che veniva controllate. Ho provato disagio. Immagino che se il video fosse stato tanto più corto non mi avrebbe fatto lo stesso effetto.
Se questo video doveva comunicare qualcosa a me la comunicata con efficacia.-
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- MarcoFriendino
- 5 months ago
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Splendido.
Condivido i molti commenti sulla lentezza... è vero che ci sta quando sei in coda al checkpoint, ma è anche vero che all'inizio è eccessiva (e visto che è un video su internet, secondo me molti dopo un minuto si scocciano e chiudono). -
un pugno allo stomaco.
uno sguardo inatteso sulla quotidianità di quel paese, di cui conosco solo ciò che si vuol far sapere.
grazie. -
Bello.
Avrei voluto avere anche il punto di vista di israele, però... cosi' è parziale.-
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- sballo_continuo
- 4 months ago
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@sballo_continuo
>Avrei voluto avere anche il punto di vista di israele, >però... cosi' è parziale
E parziale che sì, mica è il punto di vista dei palestinesi, è il punto di vista di un passante italiano. Per il genere di filmato non serve proporre un altro punto di vista.
E' come se facessi in un blog in cui esprimo le mie idee dovessi dare il permesso di scrivere a tutti i miei più severi critici. Loro sono liberi di esprimersi, ma non nel mio spazio, non nei miei video.-
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- MarcoFriendino
- 4 months ago
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@sballo
come ha già detto MarcoFriendino
ma che dovevo fare di diverso?
non mi son mica messo a raccogliere voci di palestinesi - che allora si poteva essere opportuno raccogliere anche quelle di israeliani.
Ho semplicemente acceso la telecamera. E l'ho accompaganta con titoli il più possibile equilibrati ed informativi.
Chi vede il video poi è libero di pensare che i checkpoint siano un intollerabile punizione collettiva o una legittima misura di sicurezza antiterroristica.
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