Il mediatore culturale, un mestiere controverso.
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- arbergstron
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Un ponte fra culture, costretto a precariato e incertezza. La professione che si impara dal vissuto
Sulla figura del mediatore culturale o interculturale ci sono opinioni controverse, definizioni disparate, punti di vista contrapposti. Per qualcuno indispensabile, per altri inutile, da quando esiste ha fatto aprire non poche dispute. Ed è per questo che da poco è nato un apposito sindacato.
Necessaria o no, su una cosa tutti sono d’accordo: si tratta di una figura “ponte”, che fa da tramite tra culture, che sta tra l’immigrato e uno sportello della Prefettura, un ospedale, un patronato, un centro d’accoglienza. Oppure si pone tra la cattedra e una classe multietnica, sia per facilitare l’inserimento dei bambini stranieri, sia per raccontare alle nuove generazioni di italiani i motivi dell’emigrazione, le realtà che si vivono in Paesi meno fortunati, oltre che le culture “altre”. Perché conoscere le diversità senz’altro aiuta ad abbattere i pregiudizi.
Sulla figura del mediatore culturale o interculturale ci sono opinioni controverse, definizioni disparate, punti di vista contrapposti. Per qualcuno indispensabile, per altri inutile, da quando esiste ha fatto aprire non poche dispute. Ed è per questo che da poco è nato un apposito sindacato.
Necessaria o no, su una cosa tutti sono d’accordo: si tratta di una figura “ponte”, che fa da tramite tra culture, che sta tra l’immigrato e uno sportello della Prefettura, un ospedale, un patronato, un centro d’accoglienza. Oppure si pone tra la cattedra e una classe multietnica, sia per facilitare l’inserimento dei bambini stranieri, sia per raccontare alle nuove generazioni di italiani i motivi dell’emigrazione, le realtà che si vivono in Paesi meno fortunati, oltre che le culture “altre”. Perché conoscere le diversità senz’altro aiuta ad abbattere i pregiudizi.
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- arbergstron
- 7 days ago
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