La settimana scorsa, il parlamento portoghese ha votato e deciso di cambiare la propria lingua nazionale per renderla più simile al portoghese del Brasile, ovvero la variante usata da quasi l'80% dei 230 milioni di madrelingua portoghesi nel mondo. Nel corso dei prossimi sei anni, il portoghese europeo introdurrà tre nuove consonanti (k, w, y) e perderà trattini e consonanti silenziose.
Perché cambiare radicalmente una lingua che esiste da 2000 anni? L'impatto della globalizzazione, l'influenza di una ex colonia in ascesa economica e l'effetto di internet hanno reso inevitabile la conversione al portoghese brasiliano.
Eppure, di solito sono le varietà linguistiche parlate da piccole comunità a estinguersi, non certo lingue neolatine di simile prestigio.
"È incredibile che una potenza coloniale europea decida di cambiare la propria ortografia per ricalcare quella di una colonia", sottolinea l'esperto linguista Eric Hewett. Ma questa è la legge di Google: in un motore di ricerca, le differenze di spelling hanno un'importanza cruciale e bisogna adeguarsi a quelle più popolari per essere trovati dagli utenti e generare profitto.
English version: http://current.com/items/88974205_portuguese_defunct_because_of_google
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- saverio
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- added May 24, 2008
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saverio, you said "spelling"....
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- Julie_Soller
- 8 months ago
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del resto è naturale che una lingua cambi.
pensa alla rechtschreibreform tedesca, quando i linguisti si sono seduti a un tavolo decidendo quale sarebbe stata la corretta ortografia del tedesco da quel momento in poi..
probabilmente google è stato solo un elemento in mezzo a una confusione linguistica preesistente. -
Hai ragione, Ceci: la lingua appartiene ai parlanti ed è naturale che si evolva. Tuttavia, credo sia importante preservarla come parte del patrimonio culturale di una nazione. Pensa all'italiano: senza l'Accademia della Crusca, probabilmente il congiuntivo si sarebbe già estinto!
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Forse quello che ci sconvolge tanto è che adesso le lingue cambiano molto più velocemente che un tempo.
Quando ero all'università ho avuto la fortuna di assistere a un incontro con il presidente dell'accademia della crusca, sabatini. ci raccontò che in periodo mussoliniano, quando si difendeva strenuamente la purezza della lingua, si erano cercate traduzioni per alcuni termini inglesi: erano così state introdotte nella lingua italiana parole come guardabimbi, fubbia (smog), abbuio (black-out), computiere e briggio per indicare il gioco del bridge. Il fatto che adesso sorridiamo a leggere queste parole dimostra come il tentativo di sottrarre la lingua ai parlanti non sia andato a buon fine. Per me la questione è: c'è un punto in cui bisognerebbe smettere di accogliere i cambiamenti giustificandosi con il fatto che "tanto la lingua è viva e cambia"? Come stabilirlo? Perchè il congiuntivo va salvato, ma davanti agli anglicismi ci siamo arresi?
Concludo con una riflessione del mio professore di linguistica che quel giorno fu molto più brillante di sabatini: le lingue sono oggetti condivisi. Oggetti potenti e fragili che se trascurati impoveriscono e decadono.
Non resta che sperare che qualcuno legga questa discussione..riflettere sulla propria lingua e usarla sono forse gli unici mezzi per evitarne l'impoverimento.

