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Campania: l'emergenza che non c'era

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L'emergenza rifiuti in Campania poteva essere risolta già almeno 4 anni fa.
Ci sono infatti impianti già pronti, fra cui una discarica da 600mila tonnellate, misteriosamente dimenticati.

Manuela Lasagna ha prodotto un’inchiesta per conto di RaiNews24 che dimostra come la cosiddetta "emergenza rifiuti" in Campania in realtà è architettata ed orchestrata dall'alto affinché perduri nel tempo.

L'inchiesta parte dall’intervista a Walter Ganapini, assessore all’ambiente della regione Campania, fatta da Matteo Incerti del Meetup di Napoli, nella quale tra le altre cose Ganapini denuncia come ci siano impianti già pronti, fra cui una discarica perfettamente regolare da 600mila tonnellate pronta da 6 anni, misteriosamente dimenticati.
Modernissimi impianti di Trattamento Meccanico Biologico tra i migliori d'Europa boicottati.

Ora che il fatto è stato scoperto e denunciato sui media da Ganapini, nessuno sembra intenzionato a tenerne conto.
  1. credits:
    Rainews24 ha mandato in onda il servizio,
    Manuela Lasagna ha realizzato l'inchiesta
  • added June 29, 2008
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13 responses // Campania: l'emergenza che non c'era

  •  

    ALLUCINANTE.

    Sinceramente non arrivavo a sospettare una situazione del genere....

    Hai altre informazioni per controllarne la veridicità e approfondire il problema?

    jerofante
  •  

    certe denunzie su un problema cosi' grave per la salute dei cittadini vadano fatte alla magistratura e in tempo reale.

    luccardin
  •  

    Premetto che io non sono per nulla meravigliato da questo genere di situazioni. Non è da oggi che penso, ed ho motivo di farlo come vedi, che tutto sia combinato ad arte per dare all'opinione pubblica determinate impressioni, studiate e volute da chi ha messo in piedi e mantiene questa "macchina dell'emergenza".

    La situazione è questa: i rifiuti devono comunque entrare nel ciclo dell'incenerimento. Le banche che hanno finanziato e finanziano gli inceneritori hanno come garanzia cosa? La monnezza, le ecoballe.
    Impregilo e chi ruota attorno a questo folle mercato dei disastri, portava in garanzia ai finanziatori le ecoballe. Quelle ecoballe poi, a seguito di analisi, sono state dichiarate NON bruciabili perchè contengono materiali estramemente pericolosi... Hanno di colpo perso tutto il loro valore "monetario" lasciando a 'piedi' Impregilo (ad Acerra non ha ancora terminato di costruire perchè i finanziamenti sono stati ritirati).
    E cosa è successo negli ultimi giorni?
    Che Prodi, a termine mandato, ha ripristinato la "bruciabilità" delle ecoballe con un decreto (= hanno riacquistato valore) ed ha istituito il segreto di stato su questi impianti, con la possibilità di protezione dell'esercito: cosa prontamente fatta dal governo entrante Berlusconi.
    L'uscente ha fatto una legge, all'ultimo giorno, colta al balzo ed applicata dall'entrante: c'è puzza di marcio già da lontano in questa operazione politica.

    L'incenerimento apre l'accesso ai contributi pubblici (illegali, i CIP6) e sono miliardi di euro. Ecco l'altro caso, Prodi, sempre lui, li ha prorogati questi contributi fino al 2015 per gli inceneritori, avallando il sistema anzichè fermarlo.

    Tale movimento di soldi pubblici ha messo in moto il boicottamento della raccolta porta a porta, degli impianti esistenti, etc...
    Il casertano può lavorare, in termini di recupero, molti più materiali di quanti ne lavora oggi.
    Strano eh?
    Mandano l'esercito a barricare impianti mentre ci sono altri impianti, puliti, sono vuoti di materiali e boicottati.

    A questo ci siamo arrivati grazie alla martellante disinformazione fatta negli anni, dal coniare un nuovo termine "termovalorizzatore" per mascherare un inceneritore (= produce cenere, pericolosissima da stoccare) in qualcosa di bello al preparare a colpi di decreti il 'velo militare' che nasconde tutto alla vista.

    Anche il servizio si chiude con questa affermazione: alla base c'è la volontà politica di costruire gli inceneritori.

    Rifletti Italia.

    godot_74
  •  

    concordo pienamente e aggiungo che in un servizio televisivo rai o mediaset una società del veneto costruiva termovalorizzatori ad emissione zero cioè senza canna fumaria trattando i rifiuti con una temperatura a 900 gradi intervenendo sulla struttura molecolare impianti che sono in esercizio anche in italia ma che vengono ignorati da chi ha già deciso la commessa industriale.

    luccardin
  •  

    Era una bufala luccardin!

    Non esistono INCENERITORI (si chiamano proprio così, cerca nei dizionari) ad "emissioni zero" o che non producano materiale dannoso alla salute/ambiente.

    Principio di conservazione della massa si chiama: se 'bruci' una tonnellata di qualsiasi cosa, avrai in cambio, per una legge della fisica, altrettanta massa di qualcosa d'altro... in questo caso polveri e ceneri molto più dannose del rifiuto che c'è entrato.

    Se hai la buona volontà di segnalarci questi "impianti funzionanti in Italia", approfondiremo il discorso.

    In alto ti segnalo un link, prendine visione a titolo informativo.

    Segui anche questo:
    http://current.com/topics/88810326_inceneritori

    Purtroppo quasi sempre ciò che ci dice la magica TV non corrisponde a verità, perchè segue logiche politiche ed economiche che a tutto puntano tranne che ad informare in maniera corretta e ad agire per il bene comune.

    Gli inceneritori si costruiscono, qui in Italia, esclusivamente per accedere a fondi pubblici ILLEGITTIMI che dovrebbero andare, secondo quanto disposto dal legislatore europeo, allo sviluppo di fonti rinnovabili.

    I soldi sono tanti, tantissimi... il 7% della bolletta elettrica di ogni italiano: questo è l'UNICO reale motivo per cui si 'spinge' questa stupida pratica di gestire i rifiuti. Ne paghiamo e ne pagheremo tutti le conseguenze. Per adesso PAGANDO questi impianti, oggi e in futuro iniziando a rimetterci la pelle.

    Sta a te, anche seguendoci qui su CurrentTV, tenere gli occhi aperti su questo ed altri argomenti.

    godot_74
  •  

    Una domanda:la raccolta differenziata non necessita anche lei d'impianti di riciclaggio e smaltimento?
    Se si, perchè il perverso sistema di finanziamenti che hai descritto non si rivolge verso questa procedura che almeno è la meno dannosa?

    jerofante
  •  

    ho verificato più di una bufala è una vera truffa si vuol vendere ciò che è già fallito nel mondo questi impianti sono stati chiusi in tutto il mondo per carenze tecniche e perdite economiche rilevanti sono caduto in buona fede perchè il cracking è una pratica industriale di vecchia data ma sui rifiuti urbani è improponibile e propongo che i professori e ingegneri che leggittimano e avallano tali scelte vengano radiati dall'albo professionale.

    luccardin
  •  

    ;-)

    Magari fosse così semplice caro luccardin!
    Gli albi professionali in Italia fanno sempre capo a qualcuno... e scava scava...

    Come vedi, basta avere la buona volontà di non 'assorbire' quanto ci viene propinanto dalla TV bipartisan, ma essere critici e cercare la veridicità di quanto questi personaggi prezzolati vanno affermando. In fondo non ci vuole poi molto, abbiamo internet che, se usata bene, è una fonte inesauribile... e rivoluzionaria aggiungo.

    Il cracking è un pratica industriale a dir poco preistorica, risale ai tempi della rivoluzione industriale e qualcuno vorrebbe ancora riproporla nel 2008, magari spacciandola per pulita.

    Quei professori e ingegneri di cui parli ricadono in due categorie: gli ignoranti, nonostante gli studi; e quelli in malafede che avvallano tali scelte per il soldo. Mi chiedo se entrambe le categorie abbiano mai pensato ai propri figli e al futuro che a loro stanno regalando. Non so cosa avranno da raccontargli il giorno che tutta questa schifezza che stanno mettendo in piedi gli verrà rinfacciata.

    Il tuo commento mi rende ottimista. Senza urlare e con le buone maniere, armati di pazienza ed educazione ti abbiamo in qualche modo 'informato' e soprattutto un pò aperto gli occhi. Parlo al plurale perchè dietro le cose che ti ho detto qui c'è il lavoro di tante persone di buona volontà che spendono il loro tempo (senza alcun guadagno) per il bene comune. A questi aggiungo la community di CurrentTV che su altri argomenti ed anche questi lavora segnalando e producendo materiali che mai vedrai nei canali ufficiali della televisione/editoria classica.

    Spero che anche tu ti 'accenda' e ti metta a fare nè più e nè meno quello che facciamo noi tutti, informarsi con spirito critico, cercare fonti ed aiuto da persone che ne sanno per davvero e soprattutto INFORMANDO a tua volta, come un virus.

    godot_74
  •  
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    Rispondo a jerovante.

    Il principio di tutto sta, come sempre, nella norma e nella sua interpretazione.

    Il legislatore europeo, nell'emanare la sua direttiva sull'energia, parlò chiaro: 'tassando' appositamente i cittadini bisognava convogliare questi nuovi fondi in ricerca, studio ed implementazione di produzioni energetiche da fonti RINNOVABILI.

    Nel recepire la normativa europea, nel lontano 1992, il legislatore italiano di turno aggiunse la parola magica "e assimilate".

    Risultato?

    Ad oggi, ben 55.000.000.000 di euro, nostri, tantissimi, prelevati dalla nostra bolletta Enel con il 7% di ritenuta, sono finiti nelle tasche di chi produce energia (ma chiedetevi quanta ne spreca per produrla, ne parleremo un'altra volta) incenerendo rifiuti, bruciando scarti di lavorazione del petrolio e via discorrendo.
    Dal 2000 al 2006, il FOTOVOLTAICO in Italia è passato dal produrre 6 Gigawatt, indovinate a quanto? 4 Gigawatt (dati ufficiali Autorità Energia Elettrica e Gas)!
    Se solo una piccola frazione di quella montagna di soldi, avesse realmente finanziato la ricerca del solo fotovoltaico, capite bene che saremmo i primi nel mondo (per adesso lo è solo Carlo Rubbia sulla ricerca, ma per Spagna, Portogallo, Nevada, etc.. non Italia) in quel campo. Produrremmo non 4 Gigawatt, ma forse 40 o 60!
    Allo stesso tempo NON pagheremmo cifre folli per bruciare petrolio (sempre soldi nostri) ed avremmo un ambiente che potremmo guardare senza vergognarci.

    Questo spiega l'enorme interesse nel BRUCIARE rifiuti (ed altro) e lo scarso interesse a recuperare il rifiuto per farne materie prime... Stefano Montanari dice "non c'è trippa per gatti" in quel caso. Perchè i benefici economici si distribuirebbero all'intera popolazione e non a quel manipolo di affaristi che hanno messo e continuano mettere il paese in ginocchio, proprio lavorando sulle leggi che 'piegano' ai loro voleri e non al bene comune.

    Finchè continueremo a dargli credito votandoli e mandandoli nelle stanze dei bottoni, vivremo in maniera sempre più massiccia e grave, di queste dannose storture.
    Finchè ci lasceremo ingannare o finchè terremo la testa sotto la sabbia seppur consapevoli.
    Il paese deve essere governato dai cittadini tutti, con il controllo di tutti, con le proposte di tutti e soprattutto mettendo in mano l'organizzazione di tutti gli apparati a persone che nulla hanno a che vedere con meschini giochi di denari e scambi di potere.
    Se il bene comune è perseguito da tutti, per forza di cose ne dovremmo trarre vantaggio tutti, anche chi a queste cose non vuole interessarsi.

    Rifletti Italia.

    godot_74
  •  

    Dal basso possiamo veramente migliorare il nostro paese. Abbiamo bisogno di impegnarci di più con i fatti. Non basta protestare e di NO, si devono dare informazioni corrette del NO e proporre le soluzioni (che già esistono in realtà di avanzate del nostro paese).

    noviziozio1

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