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Gay Pride 2008: "Michelle (è un anno che aspetto)"


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  2. lorenzo_galeazzi
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Il 28 giugno 2008 sfila a Bologna la comunità gay, lesbica, bisessuale e trans italiana. In città arriva anche Michelle, diciottenne di Licata in provincia di Agrigento. E’ un anno che aspetta questo momento.
Questo pod racconta il Bologna Pride attraverso gli occhi di Michelle e allo stesso tempo descrive cosa significa essere omosessuale in una piccola città della Sicilia: le difficoltà e i sogni di una persona che ha scelto di essere se stessa.
lorenzo_galeazzi

19 responses // Gay Pride 2008: "Michelle (è un anno che aspetto)"

  • ...ho visto con piacere il video...come al solito ben fatto...condensi in pochi minuti questioni molto ampie..tuttavia devo e voglio esprimere un mio parere sul tema.
    Premetto: sono omosessuale. Non partecipo ai gay pride e sinceramente ne sono disgustato. Le forme di violenza vanno condannate tutte. E' tuttavia vero che il gay pride è una violazione: di cosa? Dell'immagine di tutti coloro che pur essendo gay non richiedono diritti civili con delle piume di struzzo in testa, che non rappresentano la quintessenza dei luoghi comuni gay: a partire dal'abbigliamento per finire ai gesti. Il mondo esterno forma la propria "idea" basandosi sui media. Il gay pride è un evento mediatico. Quello che voglio dire è che la prima cosa a cui un genitore pensa alla notizia che suo figlio è gay è proprio quella legata a personaggi che oserei definire "macchiette". Come possiamo pretendere di essere considerati "normali" se faccimo di tutti per essere degli alieni? Perchè in una discoteca gay devo trovare tipi muscolosi che ballano senza maglia, ragazzini truccati che sculettano. E' questo essere gay? Il punto è uno: la visibilità. All'interno del microcosmo gay ci sono numerosissimi omosessuali che vivono la loro vita di coppia e quella sociale, senza ostentazioni: il tutto è naturale. Dobbiamo dunque dare visibilità anche a questo mondo: quando si scopre che il medico di cui si fida tanto, apparentemente etero, nella sua intimità ama un uomo, è lì che che i preconcetti del mondo etero crollano. Non è compito loro scoprire la normalità del mondo gay. E' nostro. Facciamolo.
    kalosagatoss
  • Ciao Kalosagatoss :)
    in parte sono d'accordo con il tuo commento: la comunità glbtq è varia e i modi in cui ci si vive la propria omosessualità lo sono altrettanto e al Pride devono trovare spazio tutte queste molteplicità... però il gioco esibizionismo vs sobrietà non piace ... mi sa troppo di Carfagna e vincolare l'accesso alla cittadinanza piena (in termini sia di diritti che culturali) alla normalizzazione dei propri comportamenti, del tipo "uh pensa, mi sembravi etero" come se l'eterosessualità fosse cosa buona per natura, non mi piace. In più guardando la storia di Michelle io non ho pensato mai che fosse una storia di esibizionismo e di piume di struzzo, non ci ho trovato una marchetta, ma un adolescente alla ricerca della sua libertà, di un modo per esprimersi e per essere felice ... forse non sarà una persona "per bene" ma è proprio questo di cui abbiamo bisogno? chissà ... cmq io sono etero e francamente non mi sento molto normale nemmeno io ;)
    giulietta
  • Davvero un video stupendo. Hai trovato una storia interessante e un personaggio fantastico.

    Mi piace molto la scena in cui Michelle incontra i due trans.
    Livia
  • Bel video, profondo e ironico.
    Michelle è una persona reale, non di quelle bambole artificiose che si vedono in tv. E' reale, piaccia o no.
    vistodalsud
  • ciao giulietta... sai in realtà...per il solo fatto che tu mi abbia risposto...diciamo che son contento...è interessante il commento...mi piace fare il diavolo tentatore...non vorrei però farti credere che davvero creda in una visione normalizzante del tutto...son il primo a star con la testa fra le nuvole..sai quelìè il punto..che il vero confrono non è tra me omosessuale e te...che tranquillamente forse non avresti problemi a parlarmi anche con le piume di tacchino in testa...ma il punto è un altro..i principali attriti nascono in famiglia...e la famiglia media è fatta di tv..giornali....si forma su quello..allora se davvero bisogna vincere questa lotta( chiamiamola così) dobbiamo farlo nel terreno a loro più vicino..quello del semplice essere..senza essere figli di nessuno stereotipo...credimi pesano a me...Raramente trovo una persona interessante...un maschio...che sia omosessuale...Questo ragazzo che vediamo...ecco sinceramente mi piacerebbe averlo come coinqulino...non mi spaventa.Quanto è stato violato e quanto ha subito. Di fatto no critico il sentirsi donna...il volerle assomigliare...è l'ibrido che in questo caso mi spaventa...sentirsi liberi, la libertà è una giusta aspirazione...il come è la vera questione...cmq ti saluto...e devo dire che la conversazione mi interessa...un bacio...ciao!
    kalosagatoss
  • Si, è proprio difficile essere gay in una regione dove bisogna essere MASCULI!
    Bravi! Emozionante!

    E poi Michelle è proprio bellissimo! :P
    kappolella
  • Davvero un bel lavoro, e fin da subito si capisce che tipo di storia hai voluto raccontare. Di quelle vere, toste....

    Continua così...
  • Complimenti x il video,Michelle mi somiglia molto,premetto sono etero ma sono cresciuta in una provincia del sud,in uno di quei paesini del salento in cui si parla ancora il greco antico,li' dove la cultura e' ancora cio' che si conosce la domenica mattina andando in Chiesa! Anch'io mi sono trovata a sentirmi libera quando ho raggiunto la maggiore eta' e ho spesso agito in modo spropositato davanti a certe situazioni!Mi e' piaciuto tanto l'atteggiamento di Michelle,ho visto la gioia di sentirsi libera di essere se stesso,con quella carica che si ha solo a quell'eta' e che purtroppo spesso,col passare degli anni,diminuisce.
    albaserena
  • Per kalosagatoss:

    Io al Gay Pride di Bologna c'ero. Sono gay e non sono di certo uno che si veste con piume di struzzo o lustrini. La mattina mi alzo, prendo il primo paio di jeans che mi capita davanti, cerco di abbinarci su una maglia decente e non puzzolente e vado in facoltà. Non mi ha però minimamente infastidito vedere persone vestite in modo più eccentrico del mio. Semplicemente perchè le ho viste felici così. E manifestavano per i propri diritti, così come facevo io. Ognuno sceglie di vivere la propria sessualità (che sia etero o omo, poco importa) come meglio crede. Sono stili di vita sicuramente differenti, ma questo non vuol dire che chi si veste di rosa non debba avere gli STESSI ed IDENTICI diritti di chi si veste di nero.

    I diritti si hanno, si devono avere e si devono chiedere -quando non li si ha- a prescindere da come ci si veste, non credi?

    Io, fossi in te, non mi vanterei quindi di non aver partecipato per quel motivo. Dimostri di essere razzista. Anche tu.

    Complimenti.
    VaranasiBoy
  • Cari amici innanzitutto grazie delle numerose visite e commenti. Si sta sviluppando un dibattito interessante e ciò vuole dire che la storia di Michelle ha colpito nel segno.
    Nonostante la mia eterosessualità sono tanti anni che partecipo ai Pride e lo faccio non solo in quanto “eterosolidale”, lo faccio anche per una motivazione più personale e politica al tempo stesso. Sabato in piazza c’era uno striscione con scritto “Ci riguarda tutte”, e secondo me è proprio così: io voglio vivere in un paese che riconosca pari diritti alle persone e alle coppie anche dello stesso sesso, perché quello sarebbe un posto migliore, anche per me che magari un giorno sposerò una donna che mi darà 1, 2, 100 figli con cui andrò a vivere al Mulino Bianco.
    Come ha detto l’amico pennuto all’inizio del servizio “Dare diritti civili è il primo passo per cambiare la mentalità della gente”.
    Sono veramente stufo di un paese dove la classe politica è indietro anni luce rispetto ai suoi cittadini e questo ovviamente non riguarda solo la comunità glbtq, ma come recitava quello striscione ci riguarda davvero tutti.
  • Ho finito ora di vedere il video... mi è piaciuto molto...
    Michelle è davvero una bella persona!!
    E alla fine Vladimir è stata molto dolce...
    Insomma, complimenti ;-)

    E grazie anche a voi etero che partecipate! Spero sarete sempre di più. Ne abbiamo bisogno!
    VaranasiBoy
  • Caro kalosagatoss
    hai detto bene tu non sei mai andato ad un gay pride e presumibilmente hai visto qualche scena riportata in televisione senza tener presente l'immagine distorsiva che i giornalisti nazionali usano trarne.
    Ti basti, che percentualmente lustrini e paillettes connotano il 5% dei partecipanti anche se, non ritengo che diano un'immagine fuorviante poichè si integrano perfettamente nel contesto di rivendicazione politica.

    Dici che i media fanno la famiglia e i diritti ritagliandoli per ciascuna epoca. E' senz'altro giusto, ma la maniera in cui ne parli lascia pensare che tu non conosca l'associazionismo locale e la dura quotidianità dei rapporti con una stampa volutamente assente, le sedute ai tavoli comunali provinciali e regionali solo per ottenere un patrocinio per una manifestazione culturale (neanche politica)..

    insomma io credo che il pride patisca una mancanza di contestualizzazione da parte degli stessi omosessuali che con un eccesso di snobismo guardano con una inngabile sufficienza a chi si traveste e per un giorno, uno soltanto abbandona una costante finzione per una ben più variopinta verità.
    claudiacice
  • Un'ultima cosa e forse la più pregnante, tra le numerose manifestazione di ogni genere viste in televisione e alle quali ho avuto modo di partecipare, solo al pride c'era l'interprete per i sordomuti ed un'organizzazione predisposta al solo scopo di avvicinarli al palco perchè non si perdessero nulla. Solo al pride ho visto così tanto rispetto per la vita umana in tutte le sue forme, in tutti i suoi colori.
    claudiacice
  • Verissimo, quest'ultima cosa l'ho notata anche io e devo dire che mi ha spiazzato positivamente. Non me l'aspettavo.

    Concordo in pieno con tutto ciò che hai detto...!
    VaranasiBoy
  • ci tenevo a dire che di gay pride a Roma ne ho visti, pur non volendo. E non guardo la tv. Quindi ...per giunta parlate di questo microcosmo del pride...e non so quanto conosciate la realtà delle relazioni omosessuali, delle chat, le modalità di incontro e di "disincontro". Io molto bene. Quindi permette che la mia opinione sia frutto di rilfessioni più ampie, non solo da gay pride...orgogli e pregiudizi...
    kalosagatoss
  • beh io parlavo del pride perchè si parlava di pride; hai espresso un'opinione ben definita pur non essendoci stato, non avendolo vissuto e mi sono sentita da partecipante in dovere di contraddirti, sfatando qualche cliché di troppo.
    claudiacice
  • del resto non potrei mai permettermi di sindacare il tuo vissuto, come il tuo ne possono esistere dieci differenti, ma non credo valga questo soltanto a ridisegnare la categoria glt, e poi, il pride sarà anche un microcosmo ma è un capionario ben più significativo quantitativamente rispetto alle esperienze relazionali che singolarmente possiamo fare ;)
    claudiacice

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