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Con Wikipedia si riscoprono artisti dimenticati


  1. toussaint
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Quella che vi racconto non è che un’esperienza personale, iniziata circa due anni fa quasi per caso. Avevo scorto tra le pagine del web uno spazio in cui chiunque avrebbe potuto scrivere con un taglio enciclopedico. Il suo nome era Wikipedia, che per il momento mi rimaneva ancora oscuro. Spinto dal desiderio di consegnare alla memoria certi miei appunti in tema d’arte, scelsi alcuni pittori di cui redigere una rabberciata biografia. I loro nomi a molti non diranno niente, ma a me dicevano e dicono qualcosa, se non altro perché hanno lavorato nella mia città.
Il vero prodigio di Wikipedia è stato che una volta inseriti gli artisti nell’enciclopedia, questi hanno cominciato a vivere una nuova vita. Erano stati completamente dimenticati dalla critica, dai galleristi, dai collezionisti, ma la circostanza di finire su Internet li ha fatti nuovamente esistere. Case d’aste e siti di valutazione di artisti, si sono interessati a loro e il numero dei link sul web si è moltiplicato.
Per un artista come Corrado Carmassi la riscoperta è stata totale. Quando era in vita una casa editrice di Milano gli aveva dedicato addirittura una monografia, ma poi di lui non si era più sentito parlare.
Io l’ho inserito su Wikipedia e la commissione interna l’ha accettato. Da quel momento in poi alcune sue opere sono finite in aste pubbliche e su E-bay. Qualcuno dunque ( collezionisti e galleristi in primis) ha capito di avere in casa un bell’artista e si è deciso a propagandarlo.
Wikipedia ha così trasformato un artista morto in uno vivo.
Non sempre, naturalmente, tutto ci può andare bene. E’ successo per esempio che alcuni artisti non siano stati accettati dalla commissione interna. Ma questo non ha impedito che qualche casa d’aste o di valutazione artistica si interessasse a loro.
Sto parlando in primis di Giancarlo Cocchia, di cui pubblico qui un suo quadro dal titolo “la città”. Questo artista si era messo in luce per aver affrescato il Coro dell’Antoniano a Bologna e l’Università di Camerino nelle Marche. La sua pittura primitiva che attingeva anche ad una certa tradizione “novecentista” si compone del significativo ciclo degli “Assetati” che aveva attirato l’attenzione di qualche critico attento.
Lui e Angiolo Sirio Pellegrini, altro artista livornese caduto nel dimenticatoio ma di indubbie qualità e talenti, rimangono esponenti di punta di un genere di pittura appartata e non convenzionale.
A Giancarlo Cocchia, purtroppo, viene riconosciuto tutt’oggi un solo merito: quello di essere stato il maestro artistico dell’attore Dario Ballantini.
toussaint

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