La musica nel 1986
- added July 6, 2008
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Il 1986 è stato sicuramente l’anno di Veronica Ciccone in arte Madonna che nella classifica italiana dei 45 giri piazza al primo posto assoluto “Papa don’t preach” e si comporta molto bene anche con i brani “Live to tell” e “True blue”. Discreta è la figura che colleziona la musica creata in Italia anche se a capitanarla vi sono prodotti stranieri come Tracy Spencer ( “Run to me”) e Ivana Spagna ( “Easy lady”) che canta in inglese, come pure i Via Verdi ( Diamond) e la solita Taffy ( “Once more”). Per trovare qualcosa di più classico bisogna dar fondo a tutto il talento di Gianna Nannini ( “Bello e impossibile”) e del virgulto Eros Ramazzotti ( “Adesso tu”). Una nota di merito anche a Mango ( “Lei verrà”)e ai Mattia Bazar ( “Ti sento”). Tra i brani che colpiscono non si può non citare Russian di Sting, “Trough the barricades” degli Spandau Ballet, “You can leave your hat on” di Joe Cocker ( colonna sonora del film cult “Nove settimane e mezzo”), “Kiss” di Prince, “Walk this way” della coppia Run DMC- Aerosmith, “Say you say me” di Lionel Richie. Le grandi star sono vive e vitali e impazzano con “Absolute beginners” (David Bowie), “Sledgehammer” ( Peter Gabriel), “Harlem shuffle” ( Rolling Stones) e Living in America ( James Brown).
Tra i pezzi di tendenza ricordiamo in particolare “One step” dei Kissing pink, “ We need protection” dei Picnic at the white house, “Too much” degli Hong Kong Syndikat, “Broken wings” dei Mr. Mister e “Spirit in the sky” dei Doctor and the Medics.
Spopola il rap commerciale del duo di dj “bianchi” M.C Miker G & D.J. Sven ( “Holiday rap”), mentre gli Wham ( “I’m your man”) e i Duran Duran ( “Notorius”) mostrano una grande capacità di affermarsi ( e ripetersi) ad alti livelli. Se “Don’t leave me this way” dei Communards, è forse la canzone più riuscita di questo anno, non dimentichiamoci anche “Lessons in love” dei Level 42. Se “Take my breath away” dei Berlin contende a Joe Cocker il titolo di migliore colonna sonora dell’anno, Samantha Fox ( “Touch me”) è sicuramente la cantante più sexy con quei jeans strappati e il seno prorompente, seguita a ruota da Patsy Kensit degli Eight wonder ( “Stay with me”). A livello melodico risalta in tutta la sua bellezza “ The captain of her heart” dei Double ( bella è anche That’s what friends are for” di Dionne Warwick & c.) anche se il Videoclip più azzeccato è quello dei A-Ha con la sgrammaticata “Take on me”, forse il più luminoso e imprevisto successo dell’anno. La canzone più impegnata, è senza ombra di dubbio “ Sun city” degli Artists united against apartheid.
Nei 33 giri brilla “True blue” di Madonna, anche se gli Italiani non sono da meno. Antonello Venditti ( "Venditti e segreti”), Lucio Battisti ( “Don Giovanni”), Eros Ramazzotti ( “Nuovi eroi”) e Lucio Dalla ( “Bugie”) si piazzano subito dopo. A fianco di queste star conclamate si colloca uno spumeggiante e sorprendente Zucchero con “Rispetto”.
Tra i pezzi di tendenza ricordiamo in particolare “One step” dei Kissing pink, “ We need protection” dei Picnic at the white house, “Too much” degli Hong Kong Syndikat, “Broken wings” dei Mr. Mister e “Spirit in the sky” dei Doctor and the Medics.
Spopola il rap commerciale del duo di dj “bianchi” M.C Miker G & D.J. Sven ( “Holiday rap”), mentre gli Wham ( “I’m your man”) e i Duran Duran ( “Notorius”) mostrano una grande capacità di affermarsi ( e ripetersi) ad alti livelli. Se “Don’t leave me this way” dei Communards, è forse la canzone più riuscita di questo anno, non dimentichiamoci anche “Lessons in love” dei Level 42. Se “Take my breath away” dei Berlin contende a Joe Cocker il titolo di migliore colonna sonora dell’anno, Samantha Fox ( “Touch me”) è sicuramente la cantante più sexy con quei jeans strappati e il seno prorompente, seguita a ruota da Patsy Kensit degli Eight wonder ( “Stay with me”). A livello melodico risalta in tutta la sua bellezza “ The captain of her heart” dei Double ( bella è anche That’s what friends are for” di Dionne Warwick & c.) anche se il Videoclip più azzeccato è quello dei A-Ha con la sgrammaticata “Take on me”, forse il più luminoso e imprevisto successo dell’anno. La canzone più impegnata, è senza ombra di dubbio “ Sun city” degli Artists united against apartheid.
Nei 33 giri brilla “True blue” di Madonna, anche se gli Italiani non sono da meno. Antonello Venditti ( "Venditti e segreti”), Lucio Battisti ( “Don Giovanni”), Eros Ramazzotti ( “Nuovi eroi”) e Lucio Dalla ( “Bugie”) si piazzano subito dopo. A fianco di queste star conclamate si colloca uno spumeggiante e sorprendente Zucchero con “Rispetto”.
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