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Le frasi più banali del calcio

  1. toussaint
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L’apice della banalità si raggiunge nel gioco del calcio, se non altro perché è costellato da regole di una semplicità disarmante. Soltanto quella del “fuorigioco” presenta qualche difficoltà d’intendimento, e un tratto di ambiguità rappresentato dalla distinzione in “passivo” ed “attivo”. Ma da quando il calcio parlato, quindici anni fa, ha assunto un’importanza paragonabile a quella del calcio giocato, frasi fatte, luoghi comuni ed amenità varie hanno cominciato a bombardarci a tappeto. E sono piombate nelle nostre case, mediante il “tubo catodico” della televisione.
E’ nata persino una trasmissione votata al massacro di giocatori ed allenatori che si dilettano in disquisizioni tecniche ed opinioni varie. Si chiamava “Mai dire gol” ed era presentata e condotta dal divertente gruppo della “Gialappa’s band”. Memorabile è rimasta la frase sconnessa del difensore del Lecce Garzya: “Sono completamente d’accordo a metà con il mister”, o il nonsenso di Arrigo Sacchi: “E’ una squadra ostica e agnostica”, per finire con il proverbio “storpiato” di Trapattoni: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
La sagra della banalità è inaugurata dalle interviste dei giocatori. Niente di più sconcertante sembra profilarsi all’orizzonte, quando un individuo ancora accaldato per la partita giocata, si presenta davanti alle telecamere. Sconcezze poche, ma frasi fatte tante, come la classica: “Sono a disposizione dell’allenatore, o le gettonate: “E’ stata una partita difficile”; “abbiamo incontrato una squadra difficile”; “Rispettiamo ma non temiamo gli avversari”, “Noi cercheremo di fare la nostra partita”, “Non credo alla malafede degli arbitri”, “l’importante è muovere la classifica”.
Altre volte è la stampa che ha coniato espressioni di uso comune sul calcio, come la banalissima: “Si vede la mano dell’allenatore”, oppure “Palla avanti e pedalare”, “Salvarsi in calcio d’angolo”, “Entrare in zona Cesarini”, “Essere colti in contropiede”, fino alla abusata “1-0, palla al centro“. Sono queste alcune delle frasi più gettonate, cui si aggiungono inevitabilmente altri luoghi comuni, come questi:

1) Rigore è solo quando arbitro fischia
2) La Juve paga gli arbitri
3) Il calcio è fatto di episodi
4) Il calcio è un fatto tecnico
5) Il calcio non è un gioco per signorine
6) Il calcio è un gioco maschio
7) La palla è rotonda
8) Nel calcio niente è scontato
9) Squadra che vince non si cambia
10) A fine campionato i torti subiti e i regali, si compensano
11) Da quando ci sono tutti questi soldi il calcio non è più lo stesso
12) E’ immorale che i calciatori guadagnino così tanto
13) Il calcio è lo sport più bello del mondo
14) Nel calcio di oggi non c’è spazio per la fantasia
15) Il miglior arbitro è quello che non si vede
16) Gli arbitri italiani sono i più bravi del mondo
17) Le partite durano 90 minuti

In questa accademia del luogo comune che sembra aver contagiato tutti gli “addetti ai lavori” (per usare l’ennesima frase fatta), pochi si salvano. E appartengono prevalentemente al passato. Come non ricordare l’arguzia e l’intelligenza di un Michel Platini o dell’avvocato Agnelli, mai banali in nessuna circostanza ? O il compianto presidente della Roma, Dino Viola, che, all’indomani di uno scudetto perso, affermò: “Il calcio è questione di centimetri” ?
Ogni epoca ha i personaggi che si merita….

toussaint

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