Augusto Rollandin, nuovo presidente della Valle d'Aosta, spiega il suo programma
- added July 9, 2008
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Nonostante siano oltre trent'anni che è impegnato in politica, il neo presidente della Regione, Augusto Rollandin, non è riuscito a mascherare l'emozione quando è stato nominato, martedì 1° luglio, senza voti contrari, alla guida dell'Amministrazione regionale, rispettando, di fatto, il voto popolare che gli ha permesso di vincere, con quasi 14mila preferenze, le elezioni del 25 maggio: «è sempre una grande emozione - confessa - anche se non è la prima volta. Non nego che essere stato eletto presidente della Regione con questo risultato mi ha fatto molto piacere: ho cercato di far capire che bisogna essere così presuntuosi da pensare che è sia solo la maggioranza che lavora. E' un momento difficile per tutti e mi sembrava positivo ed importante cercare di coinvolgere anche le altre forze politiche presenti in Consiglio Valle, in modo da essere in grado di dialogare trasversalmente ma in modo chiaro e trasparente».
L'accenno è la concessione di due presidenze delle commissioni consiliari permanenti, la prima e la quinta, andate rispettivamente ad Alberto Zucchi del PdL ed a Gianni Rigo del Pd: «noi non abbiamo fatto nessun passo che non fosse quello ufficializzato nelle sedi istituzionali - continua Rollandin - credo che anche l'apertura, seppure minimale, di due commissioni importanti come la prima e la quinta per le opposizioni, diano il segno di un riconoscimento ufficiale: ciascuno ha il suo ruolo ma se su alcuni temi troviamo la voglia di confrontarci, per i valdostani gente alla fine facciamo il bene reale».
«Non credo che l'attività consiliare sia caratterizzata solo da contrapposizioni urlate - prosegue il presidente della Valle d'Aosta - magari sono azioni che portano 'audience' ma non certo risultati. Spero che questo metodo sia utile, non mi illudo che funzioni tutto, perché ci sarà sempre qualcuno che andrà fuori dalle righe e potranno esserci episodi non apprezzabili, ma io credo che la gente sia stufa di certi episodi sia a livello di Parlamento nazionale sia a livello di alcune Regioni e sono convinto che i cittadini apprezzino di più un sincero confronto con risultati reali. Io posso accettare che qualcuno mi dica: 'su questo non sono d'accordo ma lo motivo, non perché tu non mi piaci o perché rappresenti questo o quello, ma perché su queste cose ho linee di programma diverse', ma sono sicuro che su temi come le questioni sociali o sulle riforme, ragionando assieme si possano trovare formule che si possano sostenere congiuntamente a livello regionale per far sì che venga riconosciuto quello per cui stiamo lavorando»
L'accenno è la concessione di due presidenze delle commissioni consiliari permanenti, la prima e la quinta, andate rispettivamente ad Alberto Zucchi del PdL ed a Gianni Rigo del Pd: «noi non abbiamo fatto nessun passo che non fosse quello ufficializzato nelle sedi istituzionali - continua Rollandin - credo che anche l'apertura, seppure minimale, di due commissioni importanti come la prima e la quinta per le opposizioni, diano il segno di un riconoscimento ufficiale: ciascuno ha il suo ruolo ma se su alcuni temi troviamo la voglia di confrontarci, per i valdostani gente alla fine facciamo il bene reale».
«Non credo che l'attività consiliare sia caratterizzata solo da contrapposizioni urlate - prosegue il presidente della Valle d'Aosta - magari sono azioni che portano 'audience' ma non certo risultati. Spero che questo metodo sia utile, non mi illudo che funzioni tutto, perché ci sarà sempre qualcuno che andrà fuori dalle righe e potranno esserci episodi non apprezzabili, ma io credo che la gente sia stufa di certi episodi sia a livello di Parlamento nazionale sia a livello di alcune Regioni e sono convinto che i cittadini apprezzino di più un sincero confronto con risultati reali. Io posso accettare che qualcuno mi dica: 'su questo non sono d'accordo ma lo motivo, non perché tu non mi piaci o perché rappresenti questo o quello, ma perché su queste cose ho linee di programma diverse', ma sono sicuro che su temi come le questioni sociali o sulle riforme, ragionando assieme si possano trovare formule che si possano sostenere congiuntamente a livello regionale per far sì che venga riconosciuto quello per cui stiamo lavorando»
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