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L'Economist parla dell'Italia

  1. bude
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Il settimanale di Londra cerca di analizzare alcuni fatti accaduti nei primi mesi di governo.
bude

6 responses // L'Economist parla dell'Italia

  • Pochi sanno la vera considerazione di cui gode Berlusconi all'estero e, di riflesso, noi che l'abbiamo votato.
    Dato che televisioni e giornali si guardano bene da riportare tali articoli viviamo solo sui reportage di lui stesso.
    L'ultima?
    Ha dato le pagelle a tutti i partecipanti del recente G8 e a se stesso, naturalmente , i voti più alti.....
    Se non fosse che la sua strategia ha ancora incredibilmente successo ci sarebbe da ridere....
    Hai fatto bene a postare questo argomento.....può essere un buon motivo di informazione.
    jerofante
  • Sì, molti non sanno le considerazioni dall'estero su Berlusconi o sulla Lega... l'ultima uscita di oggi di Bossi è un buon esempio di politica italiana, penso che anche questo verrà commentato fuori dal nostro paese. Ti immagini cosa succederebbe se in un altro paese un ministro si comportasse come Umberto? Credo che sarebbe andata in maniera molto diversa.
    La frase sulla bandiera era stata "perdonata" come un "errore giovanile", il gesto di oggi e le parole verso le insegnanti del sud come verranno classificate?
    bude
  • Ecco le giustificazioni:


    Roma, 19:20
    BOSSI: FARINA, INNO? ROMANOCENTRICO E SCELTO DA RSI
    "Bossi non se l'e' presa con l'Italia ne' con i simboli della Patria ma con una strofa dell'Inno di Mameli dove si esalta non tanto l'unita' nazionale ma Roma. Dunque Bossi non deve chiedere scusa di nulla: ha voluto polemizzare con questa retorica risorgimentale romanocentrica che il popolo lombardo e veneto, ma anche quello meridionale, non hanno mai digerito". Renato Farina, deputato Pdl aggiunge: "Capisco La Russa, ma penso non debba confondere le parole di un inno con l'essenza di una nazione". "Quanto ai democratici che si fanno paladini dell'Inno - prosegue - vorrei chiedere se concordano con quest'altra strofa dove Mameli ci fa cantare cosi' 'I bimbi d'Italia/Si chiaman Balilla'. Forse piu' che polemizzare con Bossi si tratterebbe di fare davvero i conti - aggiunge - con un inno piu' patriottardo che davvero patriottico. E non dimentico neanche che fu scelto come inno prima che dall'Italia democratica dalla Repubblica sociale, una realta' che io rispetto molto, ma qualche problema ideologico lo presenta pure".
    jerofante
  • Grazie per la segnalazione delle classiche giustifiche jerofante...
    Parlando della "strofa incriminata", mi pare che non dice che l'Italia è schiava di Roma ma che la vittoria, in riferimento all'impero romano e intesa nel senso militare, fu schiava di Roma.

    Non trovo più la tua parte in cui spieghi il perchè di Balilla nell'inno quindi l'aggiungo pure io.
    I "Fascisti" non rientrano nell'affermazione, in quanto "Balilla" è il soprannome di Giambattista Perasso, il ragazzo quattordicenne genovese, che con il lancio di una pietra, diede inizio alla rivolta popolare di Genova contro gli austro piemontesi il 5 dicembre 1746 .
    Riguardo alla Vittoria e Roma, il poeta si riferisce all'uso antico di tagliare le chiome alle schiave per distinguerle dalle donne libere che portavano invece i capelli lunghi. Dunque la Vittoria deve porgere la chiome perché le venga tagliata quale schiava di Roma sempre vittoriosa.

    E per ultimo metto una distinzione fra corte e l'originale coorte, nota che non è molto chiara alla maggior parte degli italiani. La coorte, cohors, era un'unità da combattimento dell'esercito romano, decima parte di una legione; nulla a che vedere con la corte.
    bude
  • Esattamente come scrivi.
    Ciao
    LaPasionaria
  • Grazie per aver inserito il commento finale mancante.
    jerofante

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