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Dramma a Little Italy

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Uscire il Sabato sera a Palermo non è mai facile, specie quando si vuole andare a mangiare una buona pizza. Io che sono un abitudinario difficilmente ho la felice idea di provare nuove esperienze culinarie. Questo Sabato però preso dall'euforia della manifestazione "Pizzo Free" mi sono sentito pronto ed insieme allo stato maggiore di Fascio e Martello ci siamo diretti verso il centro città pronti ad immergerci nei sapori di via bara dell'Olivella.
Premesso che guidava Fenics, siamo arrivati in zona Teatro Massimo verso le ore 22:00, lo scenario era pressapoco apocalittico, non c'era un posto a sedere, la piazza gremitissima, tutta fumi e tanto arrosto. Ci incamminiamo dunque per le vie laterali, quando ad un tratto, un giovane, dall'età imprecisata tra i 20-30 anni, capello liscio e con un bel ciuffo di 20 cm andante verso destra appiccicato alla fronte, forse attratto dai nostri sguardi affranti e dagli occhi pieni di sangue per la fame, ci venne incontro per invitarci a sedere nel suo locale, o meglio nel locale da lui rappresentato e noi in preda alla fame non abbiamo opposto resistenza.
Il tavolo a noi riservato ovviamente non poteva che essere al centro della strada ed infatti ogni tanto qualche motorino ci sfiorava il gomito.
I primi dubbi però cominciarono a presentarsi al momento stesso in cui ci siamo seduti. Il nostro tavolo si presentava così, tavolino in plastica stile mare, tovaglia mercatino a fiori in plastica trasparente , forchetta e coltello arrotolati in un tovagliolo, quattro bicchieri per cinque persone di cui due stile "Sacro Graal" colore oro, in origine vetro trasparente, e due vino, al centro un bel porta tovaglioli in ferro e due bicchieri di carta adagiati in un solo porta bicchieri a molla di colore giallo, di cui uno pieno di insetti che è capitato a me, sedie neanche a dirlo in plastica dura con una resistenza massima di 80 kg con gambe tendenti ad allargarsi verso l'esterno.
Il locale di circa 25 mq era invece arredato in stile demodè, con un tocco di Egitto qui, un tocco in stile Afro li, e con un pò di italian-napoletano style la.
Si notavano statue raffiguranti figure greche al centro, si facevano spazio due "belle" statue in stile africano sul bancone della macchina del caffè , alle pareti non potevano mancare le foto di famiglia e le maschere africane, non si sentiva la mancanza pure delle mitiche colonne greche vicino l'ingresso, nè tantomeno della "sfinge di Giza" vicino la cassa. Il bagno era chiaramente unico per tutti con un ingresso vietato ai minori di 18 anni ed un retrodore di pesce che non veniva di certo dalle cucine.
Essere seduti lì devo dire che non era del tutto rassicurante, infatti l'unico altro tavolo impegnato nel dolce desinar era riservato dai parenti del titolare, un ex-ragazzone di 1,80 x 120 kg, capello ricciolino unto e lungo fino al collo, pancia da degustatore di birra, espressione grugnita, occhialino tondo, dentatura da cavallo color oro, sguardo da assassino, maglietta rossa con scritta "LIVERPOOL 66", pantalone a zampa rosso e per finire grembiulino da timida casalinga di paese.
I commensali erano sullo stile, non mancavano le donnine dallo sguardo rassicurante con gli occhi "pittati" alla Cleopatra, la mitica suocera dal capello giallo orzo bimbo, il cognato vestito a jeans, e qualche altro parente intrufolato.

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