Federalismo solidale, Pittella: “Una sfida possibile”

// added July 29, 2008 // 0 comments //
Nel corso del suo Tour nel Mezzogiorno, l’eurodeputato del PD/Pse Gianni Pittella, oggi in Abruzzo, ha lanciato un appello a raccogliere la sfida del federalismo solidale: “Sono certo che il Mezzogiorno possa realizzare davvero e pienamente sé stesso solo all’interno della cornice europea. Il Meridione non deve temere in questo quadro la concorrenza, ma deve saper fare propria una logica di buona e sana competitività. Per farlo deve guardare senza pregiudizi alle riforme utili al proprio rilancio. È in questa logica che si inserisce il ragionamento sul federalismo fiscale. Il federalismo fiscale è una riforma ineludibile e necessaria per diverse ragioni, due delle quali prioritarie: la prima è la necessità di definire un assetto stabile sul piano finanziario di Regioni, Province e Comuni mentre la seconda è la necessità di superare il disordine della finanza pubblica determinato dalla riforma fiscale dei primi anni ’70 che sopprimeva l’autonomia dei poteri locali nella provvista di risorse. Non bisogna avere pregiudizi in merito. È possibile, infatti, immaginare un buon federalismo e strutturarne le forme concrete nell’ottica di una sana e costruttiva competitività delle Regioni del Mezzogiorno. In sintesi la riforma federalista va adottata tenendo presenti tre stelle polari: la promozione della competizione territoriale sul terreno delle eccellenze, l’utilizzo della leva fiscale in misura differenziata per valorizzare le buone pratiche locali; per citarne alcune, è il caso del settore della ricerca applicata e del trasferimento tecnologico in Campania, delle pratiche agricole innovative in Puglia, della gestione della spesa pubblica in Basilicata, la gestione dei Parchi in Abruzzo e la garanzia di uguale accessibilità e pari trattamento di tutti i cittadini rispetto ai servizi pubblici e alle prestazioni garantite dalla Costituzione (sanità, casa, istruzione, trasporti). Lavorare in questa direzione non vuol dire spaccare il Paese, anzi significa rilanciare l’unità della Nazione attorno a due pilastri: la solidarietà e l’autogoverno. La solidarietà è essenziale perché tutti i cittadini godano degli stessi diritti sanciti dalla Costituzione e l’autogoverno è necessario perché prevalga la responsabilità, la capacità e l’etica pubblica e si chiuda per sempre il capitolo dell’assistenzialismo e del meridionalismo piagnone e accattone”.
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