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All'ombra dei rifiuti c'è il re di Malagrotta

  1. godot_74
    • Francesco Bonazzi
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di Francesco Bonazzi

Smaltisce la spazzatura di Roma e del Vaticano. Fattura 800 milioni l'anno. E restando sempre dietro le quinte ha creato un impero da due miliardi di euro.

In Italia c'è un vecchietto di 84 anni che se domani chiudesse i cancelli dei suoi terreni alla periferia di Roma farebbe cadere il governo in poche ore. Se questo signore con i capelli bianchi decidesse di buttare le chiavi della sua 'tenuta' di Malagrotta e bloccasse i camion della spazzatura all'ingresso, rispedirebbe al mittente le 4.500 tonnellate d'immondizia prodotte ogni giorno dalla capitale e dalla Città del Vaticano. La spazzatura di Gianni Alemanno e quella del Papa.

Uno scenario di fronte al quale l'emergenza rifiuti della Campania sembrerebbe una passeggiata tra i colori e i profumi del Golfo, mentre le immagini del Colosseo inondato dai sacchetti spopolerebbero su Internet e sui telegiornali di tutto il mondo. Così, perfino Silvio Berlusconi, il premier che ha dichiarato di aver già ripulito Napoli, sarebbe costretto ad andare in pellegrinaggio dal signor Manlio Cerroni da Pisoniano, borgo di 700 anime arrampicato sui monti Prenestini, a una cinquantina di chilometri dalla capitale.

[continua sul sito dell'Espresso...]
http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2035050/

godot_74

1 responses // All'ombra dei rifiuti c'è il re di Malagrotta

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    Sempre da "L'Espresso"...

    Un tesoro nell'inceneritore
    L'unica certezza è che entro il 2013 il Lazio dovrà chiudere gradualmente le sue quattro discariche, come impone la normativa europea. Oltre a Malagrotta, quindi, bisognerà mettere i lucchetti alle discariche di Guidonia, Bracciano e Latina. Sempre entro cinque anni, secondo l'ultimo piano della Regione guidata da Piero Marrazzo, la metà dei rifiuti laziali dovrà essere raccolta in modo differenziato. L'altro 50 per cento andrà trattato in modo da ottenere un composto chiamato 'Cdr', da smaltire poi nei cosiddetti termovalorizzatori.

    Il piano da un miliardo di euro varato dalla Regione prevede di arrivare nel giro di cinque anni ad avere quattro impianti: due ci sono già e sono quelli di Colleferro e di San Vittore, il terzo è in costruzione a Malagrotta (una linea è già pronta, le altre due lo saranno a breve) e l'ultimo potrebbe sorgere ad Albano su terreni di Cerroni. Cerroni starebbe anche per rilevare, insieme ad altri soci, l'impianto di Colleferro dalla Gaia. Secondo stime che circolano a Roma, significa che il suo gruppo sta investendo oltre un miliardo e mezzo di euro nei termovalorizzatori e punta a poter trattare almeno il quintuplo del 'Cdr' oggi prodotto dal Lazio. Perché così tanto? Il modello sarebbe quello della Germania, dove i termovalorizzatori bruciano praticamente tutto, salvo i rifiuti speciali, e non solo il 'Cdr'. Se un domani il Parlamento italiano cambiasse la legge, allora gli investimenti di Cerroni avrebbero improvvisamente molto, ma molto senso.

    godot_74

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