Una lezione da imparare a memoria

// added November 08, 2008 // 1 comment //
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fallito90
Scrive Neill Ferguson sul Corriere della Sera di oggi, che ancora negli anni Ottanta, quando lui arrivò negli Usa, ancora era viva la discriminazione razziale, e poi descrivendo la fattoria monumento di Lee, un Generale e proprietario terriero sudista, ricorda come salta agli occhi l'abisso che divideva esseri umani neri da quelli bianchi.

Cita poi il Preambolo della dichiarazione di indipendenza che vedeva gli Stati Uniti liberarsi dal giogo imperialista inglese: "Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti, che tutti gli uomini sono stati creati uguali e dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità".

Naturalmente non tutti credono in Dio, ma per questo esiste una Etica laica che se vogliamo è ancora più radicale, nel rispetto degli altri, di quella cristiana e di qualsiasi altra religione monoteista. A volerla seguire.

Il problema è che con la ricchezza a portata di mano a patto di vivere fuori delle regole e delle leggi scritte, e l'assenza di una gestione equa della giustizia, la parte negativa dell'essere umano viene sollecitata a tal punto che in molti, oggi anche in dodicenni spacciatori o in ragazzine ricattatrici, vine fuori in tutta la sua crudezza.

Ecco che scopriamo allora che la discriminazione vera tra esseri umani non consiste nell'essere di diverso colore, di seguire postulati religiosi o scientifici o politici diversi, ma è insita nella condizione sociale in cui il destino, i casi della vita, la mancanza di giustizia, o per chi Crede in Dio il Disegno divino, ci ha costretti a vivere!

Ecco allora che la discriminazione razziale, ossia, il diverso colore della pelle, il differente credo politico, passano in secondo piano di fronte a quello che rappresenta il problema principale dell'essere umano, vivere una vita a misura di essere umano.

Il modello di sviluppo liberista, quello per intenderci gestito dalle Corporation e dalle Multinazionali, ci ha portato a vivere in un mondo, dove l'inquinamento ha raggiunto livelli tali per cui non esistono più le quattro stagioni, non esistono mari e fiumi puliti, non si sa dove infilare le scorie delle centrali nucleari.

I salari dei lavoratori nei paesi avanzati servono sempre meno a vivere e sempre più a sopravvivere.

I paesi africani crescono nella povertà sempre più cupa.

I problemi internazionali si risolvono sempre con le guerre, più o meno segrete.

Anche in Usa dove la parola socialismo è stata sempre considerata una bestemmia o un insulto, oggi, lo spettro vero, reale ed immediato è rappresentato non più dal pericolo comunista, ma dall'impoverimento di chi ha sempre lavorato e si è sacrificato.

Sia lavoratori dipendenti che lavoratori autonomi, che piccoli e medi imprenditori, tutti dalle operazioni finanziarie a quelle economiche ed industriali sono stati truffati dal sistema di potere delle Corporation e delle Multinazionali aiutate in questo da firbi professionisti messisi al loro servizio.

Ecco perché quella degli elettori Usa è una lezione da tenere a memoria.

Votare in libertà significa conoscere tutti i risvolti di come funziona veramente il mondo, prenderne atto e decidere se conviene continuare su quella strada tracciata dai Lindon Johnson, dai Nixn, dai Reagan, dai Clinton e dai due Bush, oppure virare e cambiare radicalmente rotta.

Gli elettori Usa hanno deciso di cambiare, ora vedremo se l'Establishment permetterà al nuovo di emergere.

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1 comment // Una lezione da imparare a memoria

  • ulissevietato
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      ulissevietato  
    • Il comunismo non è mai esistito.

      Il regime instaurato da Vladimir Iljich Ulianov, per tutti Lenin nel 1917, dopo la liberazione dallo schiavismo zarista, non poteva ancora chiamarsi comunismo.

      Doveva per forza di cose essere una direzione autoritaria per uscire dal clima di guerra civile delle due rivoluzioni, quella di Febbraio e quella di Ottobre, per gestire le lotte interne tra Bolscevichi e Menscevichi e tra le diverse correnti di partito.

      Lenin morì ben presto, se non ricordo male nel 1921, e non ebbe materialmente il tempo di intervenire per il futuro.

      Nelle lettere che dettava alla moglie, comunque, alcune direttive le dava, ma Stalin, il furbo funzionario di partito di quelli che in seguito e ancora oggi vano per la maggiore, lo fece passare per malato e poco lucido.

      Poi si impossessò del partito e ne fece quello che tutti hanno poi conosciuto grazie alle rivelazioni di Nikita Kruscev al XX° congresso del PCUS del 1956.

      In seguito il comunismo negli altri paesi, soprattutto occidentali, giustamente, fu declassato a dittatura e messo lì davanti a minaccia delle categorie sociali come un verso spaventapasseri.

      Poi, i capitalisti, visto che lo spauracchio funzionava elessero a spettro anche il socialismo, e in seguito la socialdemocrazia, grazie anche all'aiuto dato da una classe dirigente ampiamente corrotta messasi alla guida dei partiti socialisti e socialdemocratici occidentali.

      Oggi, dopo avere sperimentato il liberismo, con la sua cultura giornalistica-televisiva ridondande di orpelli culturali, tendenti a sinistra, al centro e a destra, a seconda di chi comanda, possiamo dire che al peggio non c'è mai limite!

      Condivido il giudizio per cui oggi il vero spettro è la povertà e non credo sia un delitto chiedere di essere pagati per sopravvivere, respirare aria pulita, fare il bagno in mari limpidi, e potersi affermare per le idee e il contributo reale offerto alla collettività, anche se questo non porta ricchezze materiali.

    • 1 year ago

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