Portofino: Il Giardino Brown si trasforma in un Orto.
Il luogo è Castello Brown, severo fortilizio che da Portofino domina il golfo del Tigullio
La sfida è quella di seminare ortaggi nei giardini floreali, che dal porto, salendo alla sommità del promontorio ingentiliscono di colore la macchia mediterranea. L’artista contadino Giuliano Ravazzini fra lo stupore e lo sgomento dei turisti inglesi si è espresso in una spericolata e applaudita performance che lo ha visto “seminare” sistematicamente ogni angolo del giardino.
Questa ardita action fortemente voluta a Portofino allunga la serie delle località blasonate ( Capri, Forte dei Marmi, Riccione, Montecarlo, St. Tropez, St. Moritz, Cortina ecc.) che l’artista provocatoriamente sceglie per i suoi interventi radicali. Il messaggio è porre l’attenzione sulle emergenze ecologiche, riattivare un reale rapporto con l’ambiente trasformando gli inutili giardini in orti. Ravazzini privilegia i luoghi glamour asettici e snob completamente privi di interesse verso queste tematiche, non si agita inutilmente in associazioni anarchiche ininfluenti o partecipando a reading di protesta per la salvezza della terra . Egli attraverso un gioco elegante e leggero, eminentemente ci fa riflettere sull’importanza e sulla bellezza del rapporto con la terra, ci indica la via maestra per trovare qualità e lusso dove nessuno lo vede, alla portata di tutti. Questa azione fa parte del più ampio progetto Migrazioni di Microazioni che dal 2006 si propaga sul territorio, la Fondazione Baiarte che si occupa della promozione e della logistica, ci spiega l’artista, ha proposto la Performance a 192 Comuni Italiani, e molti dei quali sosterranno il progetto, a breve l’artista è atteso a Venezia e a Bari.
Roberta Fragay
rofra@ligurianews.it
Il luogo è Castello Brown, severo fortilizio che da Portofino domina il golfo del Tigullio
La sfida è quella di seminare ortaggi nei giardini floreali, che dal porto, salendo alla sommità del promontorio ingentiliscono di colore la macchia mediterranea. L’artista contadino Giuliano Ravazzini fra lo stupore e lo sgomento dei turisti inglesi si è espresso in una spericolata e applaudita performance che lo ha visto “seminare” sistematicamente ogni angolo del giardino.
Questa ardita action fortemente voluta a Portofino allunga la serie delle località blasonate ( Capri, Forte dei Marmi, Riccione, Montecarlo, St. Tropez, St. Moritz, Cortina ecc.) che l’artista provocatoriamente sceglie per i suoi interventi radicali. Il messaggio è porre l’attenzione sulle emergenze ecologiche, riattivare un reale rapporto con l’ambiente trasformando gli inutili giardini in orti. Ravazzini privilegia i luoghi glamour asettici e snob completamente privi di interesse verso queste tematiche, non si agita inutilmente in associazioni anarchiche ininfluenti o partecipando a reading di protesta per la salvezza della terra . Egli attraverso un gioco elegante e leggero, eminentemente ci fa riflettere sull’importanza e sulla bellezza del rapporto con la terra, ci indica la via maestra per trovare qualità e lusso dove nessuno lo vede, alla portata di tutti. Questa azione fa parte del più ampio progetto Migrazioni di Microazioni che dal 2006 si propaga sul territorio, la Fondazione Baiarte che si occupa della promozione e della logistica, ci spiega l’artista, ha proposto la Performance a 192 Comuni Italiani, e molti dei quali sosterranno il progetto, a breve l’artista è atteso a Venezia e a Bari.
Roberta Fragay
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