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worrg
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La CIA ha affermato che attualmente il secondo rischio più grande per gli Stati Uniti dopo un attacco atomico è costituito dal cyber terrorismo.
L’annuncio, anche se di una certa portata, non è nuovissimo visto che ancor prima il Presidente Obama aveva dichiarato che i sabotaggi ai sistemi informatici governativi e militari sarebbero stati, da lì in avanti, considerati come veri e propri atti di guerra. Internet è nato negli Stati Uniti, dove le aziende hanno grande libertà e possibilità di sfruttarne i vantaggi a livello globale, nonostante il forte controllo delle autorità governative. Ma è proprio il potere che le multinazionali stanno accumulando oltre i confini nazionali a mettere a rischio gli stessi governi fino a renderli più “vulnerabili allo spionaggio”. In più, è il caso di Google, certe aziende arrivano anche a rendere difficili le relazioni diplomatiche, come sta accadendo in questi anni tra USA e Cina.
Ma qual è la storia degli atti ostili contro gli Stati nazionali? Ripercorriamo i più grandi cyber attacchi governativi ad oggi entrati nei libri (ormai dovremmo dire siti web) di storia:
2007 – le banche e i siti del governo Estone (una delle nazioni più informatizzate in Europa) vengono attaccati con strumenti molto simili a quelli che verranno poi utilizzati contro la Georgia, ma con conseguenze più gravi.
2008 – Un virus informatico forza le barriere di uno dei network appartenente alle reti dei militari statunitensi. Secondo alcune fonti, il virus sarebbe stato creato in Russia.
2009 – La prima versione di Stuxnet , il primo worm che spia e riprogramma PC industriali, inizia velocemente a propagarsi nel mondo e finisce col sabotare parte del programma nucleare iraniano. Alcuni esperti hanno trovato indizi che imputano a Israele lo sviluppo del virus, con l’appoggio degli Stati Uniti.
2011 – Ad Agosto alcuni ricercatori, durante un controllo di routine, scoprono che per ben 2 anni un “soggetto statale” avrebbe hackerato i siti governativi degli Stati Uniti. Stessi attacchi vengono effettuati verso Vietnam e Taiwan con gravissime conseguenze. In ottobre, il Ministro della Difesa britannico ha denunciato più di 1000 tentativi di attacchi hacker contro il governo. Per questo motivo, ha chiesto una rapida reazione internazionale per fronteggiare la minaccia. In Italia invece abbiamo assistito ad attacchi più piccoli o annunci da parte di Anonymous contro il governo e l’AgCom per le misure sulle limitazioni della libertà in rete.
I siti governativi, come emerge da questa carrellata, sono fortemente legati alla sicurezza dei cittadini e quindi alle forze militari. Le regole condivise sui conflitti armati derivano dalle convenzioni internazionali, come il Protocollo di Ginevra oppure dai precedenti che le nazioni conoscono e rispettano. Ma di fronte ai cyber attacchi, i militari hanno dichiarato che non esiste nessuna norma consensuale sul modo di procedere.
La questione ruota attorno a cosa viene considerato “Atto di guerra”. Uno studio della NATO ha affermato che non è possibile applicare le stesse pratiche utilizzate nei casi degli attacchi convenzionali, poiché sia i responsabili degli attacchi, sia le conseguenze dell’offesa restano due elementi poco chiari per molto tempo. Che tipo di conseguenze può avere un atto di spionaggio su informazioni top secret? Ad esempio, in Georgia nel 2009 gran parte delle reti di comunicazione strategiche sono state fuori uso per mesi; di questo il governo georgiano ha accusato la Russia (con la quale c’era un conflitto in corso), ma non c’è mai stata una rivendicazione da parte dei russi. Stessa situazione per il virus Stuxnet, per il quale sia Israele che gli Stati Uniti hanno evitato di prendere posizione.
In un mondo in cui le multinazionali, i criminali e quindi il campo di battaglia superano i confini nazionali e le giurisdizioni, il passo più importante per i governi è quello di coordinare dei metodi di intervento rapidi e congiunti. In questa direzione il 3 novembre si è svolto il “Cyber Atlantic 2011”, la prima esercitazione sulla cyber sicurezza tra Europa e Stati Uniti: 20 Stati coinvolti nella simulazione hanno ipotizzato due scenari differenti, i tempi e le misure di reazione. In conclusione: i governi occidentali hanno iniziato ad affrontare in modo congiunto le minacce di attacchi informatici.La CIA ha affermato che attualmente il secondo rischio più grande per gli Stati... more
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A software flaw in Apple Inc's iPhones and iPads may allow hackers to build apps that secretly install programs to steal data, send text messages or destroy information, according to an expert on Apple device security. Charlie Miller, a researcher with Accuvant Labs who identified the problem, built a prototype malicious program to test the flaw. He said Apple's App Store failed to identify the malicious program, which made it past the security vetting process.
link:
http://ibnlive.in.com/news/apple-security-expert-finds-appssoftware-bug/200199-11.htmlA software flaw in Apple Inc's iPhones and iPads may allow hackers to build apps... more
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sitsi
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https://mistercreditblog.wordpress.com/2011/11/06/falsi-vip-e-veri-furti-d%e2%80%99identita/
Capita ai più: cerchiamo all’interno di un social network il profilo di una celebrità e scopriamo decine e decine di risultati. Ma quale sarà quello giusto?
I Social Network hanno permesso alle star di entrare in contatto direttamente con i propri fan, così è stato anche per i politici, gli attori, le modelle, etc… E nel tentare di avere la loro “amicizia” possiamo incorrere in grosse cantonate. Ma chi crea gli account “fake”?
Profilo non autorizzato
Il fenomeno è iniziato anni fa con MySpace, quando il concetto di social era giovanissimo e tutti noi facevamo fatica a capire i rischi a esso legati. Internet era ancora un oggetto misterioso e la tv dava un’immagine non sempre positiva delle community online. Oggi Twitter, Google+ e Facebook sono entrati nella quotidianità e, anche per questo, stanno perfezionando tutta una serie di misure per contenere un fenomeno solitamente riconducibile a casi di cyber bullismo e mitomani che si celano dietro un falso profilo famoso per entrare in contatto con i fan di quella celebrità, per scopi ovviamente poco raccomandabili.
Gabriel Garko e il profilo fake su Facebook
Che i furti di profilo di identità online siano in aumento e che la cosa riguardi indistintamente celebrità e persone comuni già lo sapevamo. Ultimamente in un’intervista su “Gente”, Gabriel Garko ha rivelato che un maniaco avrebbe approfittato del suo grande seguito di attore per adescare le sue ammiratrici su Facebook. Per questo, in poco tempo sono partite 280 denunce e l’appello dell’attore torinese rivolto alle sue fan, che su Facebook non si è proprio mai registrato.
Scarlett Johansson e le foto rubate
C’è poi un altro caso ben noto, che invece riguarda un’attrice americana: un hacker ha rubato alcune fotografie di Scarlett Johansson nuda (scattate dal suo cellulare) diffondendole poi su internet e, ancora da capire, traendone anche un profitto economico. L’FBI ha arrestato l’uomo che ha sottratto queste immagini dal cellulare dell’attrice nel corso di un’operazione dal nome emblematico: “Hackerazzi”, che nasce dall’unione delle parole hacker e paparazzi. Il cyber criminale in questione ha già pagato 10.000 dollari di cauzione per uscire di prigione, e adesso rischia 121 anni di carcere per utilizzo illegale di immagini private e tentata estorsione.
E i social network cosa fanno?
Twitter ha da tempo introdotto un bollino azzurro che certifica la proprietà di un certo account per aziende o per personaggi pubblici: è un po’ complicato da ottenere, ma ci dà garanzia della veridicità di un account: “Utente Verificato”. Questa certificazione è prevista per le persone fisiche, ma anche per i brand che, in ogni caso, possono ottenere uno e un solo account verificato, anche se l’azienda richiedente gestisce più account su Twitter. Anche Facebook continua a sfornare e misure anti furto d’identità: da un po’ di tempo, infatti, ha attivato il protocollo “https” per la navigazione crittografata. Quando il sistema rileva che ci si è collegati a uno stesso account da diverse parti del mondo in breve tempo potrebbe attivare l’autenticazione sociale, ovvero fare alcune domande partendo dalle fotografie degli amici di quell’account: “Gli hacker dall’altra parte del mondo potranno conoscere la tua password, ma non i tuoi amici” spiega la nota del blog ufficiale.
Ricordate che è molto facile per gli hacker esperti violare gli account di posta elettronica o i profili dei social network, quindi prima di cliccare “aggiungere agli amici” per un certo profilo cercate di assicurarvi che quell’account sia vero. Un modo molto semplice è andare sul sito ufficiale delle celebrità dove sicuramente avrà linkato i propri profili ufficiali sui social network.
Photo: fanja2k7https://mistercreditblog.wordpress.com/2011/11/06/falsi-vip-e-veri-furti-d%e2%80%99iden... more
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https://mistercreditblog.wordpress.com/2011/10/30/cyber-war-la-nuova-minaccia-del-terrorismo-informatico/
Le storie raccontate dalla fantascienza a volte si avverano. È il caso del crimine informatico in costante crescita e sviluppo. A volte, l’obiettivo non è strettamente economico.
Il primo virus che sia mai stato individuato (e che abbia infettato un pc) risale al 1986, ben 25 anni fa e fu creato da due fratelli pachistani. La storia tecnologica corre molto rapidamente e nel 2010 è uscito Cyber War, un testo piuttosto catastrofista molto popolare, scritto da Richard Clarke, esperto di controterrorismo e consulente per numerosi anni del governo USA.
In che modo un attacco informatico di cyber terroristi potrebbe influire su di noi?
Secondo il libro di Clarke, che parla del caso americano, l’attacco potrebbe avvenire ai danni del cervellone del Pentagono collegato agli altri provider di Internet, andando a influire sul funzionamento degli impianti pubblici come quelli chimici che regolano le quantità di cloro nell’acqua potabile e di altre sostanze nocive se usate in forti quantità. Per non parlare poi dei sistemi che regolano le metropolitane (che evitano gli scontri tra i vagoni) e del traffico aereo, sempre controllato da software connessi tramite la rete Internet. E tutto questo potrebbe avvenire nel giro di 15 minuti. Preoccupante il fatto che anche Mike McConnell, l’ex capo della National Security Agency ha detto durante un Congresso: “Se dovessimo entrare oggi in un conflitto cibernetico, perderemmo”. A questi si è aggiunto Leon Panetta, Segretario alla Difesa USA: “Un attacco Cibernetico potrebbe trasformarsi nella prossima Pearl Harbor”.
Ma questi sono scenari plausibili per tutte le società avanzate?
Paradossalmente, i Paesi più vulnerabili sono quelli più avanzati tecnologicamente perché hanno un maggior livello di informatizzazione a livello infrastrutturale. È difficile prevedere ogni tipo di attacco terroristico, ma sapere che la Cina ha già predisposto procedure per scollegare il suo network da tutta la rete globale suscita scenari da “guerra fredda informatica”.
Gli accadimenti più famosi degli ultimi anni della Cyber-War
2004: l’UE crea l’ENISA, Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione, un organismo di ricerca per coadiuvare le altre strutture e per migliorare la cooperazione, uno dei punti fondamentali per la lotta al crimine informatico.
2007: l’Estonia, paese noto per l’alto livello di informatizzazione delle sue strutture pubbliche (E-stonia), subisce l’attacco degli uffici di Parlamento, Presidenza, Ministeri, banche, giornali e televisioni.
2009: Obama dichiara che gli attacchi terroristici sulle reti informatiche costituiscono una grave minaccia e che l’America non può farsi cogliere impreparata. Inizia così una serie di politiche per far fronte al rischio.
2010: Stuxnet è stato il primo virus ad entrare in numerosi sistemi informatici industriali, spiarli e riprogrammarli. L’attacco è stato portato contro Iran e Cina e, al momento dell’assedio, Ahmadinejad, presidente dell’Iran, ha dichiarato che dietro quell’attacco c’era un altro governo straniero.
Oggi i governi sono più consapevoli del problema a e si stanno attivando in vario modo. In Europa però persistono ancora difficoltà sul coordinamento tra le nazioni a livello legislativo e normativo: la Commissione Europea ha varato la direttiva 114/2008 per l’attuazione del Programma Europeo di Protezione delle Infrastrutture Critiche (EPCIP) che si occupa di terrorismo, ma anche di altri tipi di crimine e di catastrofi naturali.
Tornando agli appassionati di fantascienza, chi di voi ha letto Neuromante di William Gibson? L’autore della letteratura cyber-punk immaginava un futuro in cui le guerre globali venivano combattute con i virus informatici. E voi? Come immaginate il futuro?https://mistercreditblog.wordpress.com/2011/10/30/cyber-war-la-nuova-minaccia-del-terro... more
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A young girl is secretly being watched through her webcam by an obsessed hacker.
http://vimeo.com/31005812A young girl is secretly being watched through her webcam by an obsessed hacker.... more
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Se fino a due anni fa Internet senza fili era una comodità in più, oggi le reti Wi-Fi sono praticamente indispensabili per connettere i nostri dispositivi mobili. Ma prima di connettersi, è importante prendere i giusti accorgimenti contro le intrusioni degli hacker.
Ne avevamo già parlato nel caso di reti Wi-Fi di luoghi pubblici “tipici”, come gli aeroporti o le piazze connesse, senza dimenticare che ci sono anche i bar, le biblioteche e ogni luogo in cui rileviamo una qualsiasi Rete Pubblica. Fino a poco tempo fa, in Italia era obbligatorio per legge identificare qualsiasi accesso internet. Con la legge Pisanu ogni gestore era tenuto a identificare, con copia del documento di identità, le persone che ottenevano l’accesso alla rete. Dal 2011, la legge è stata abrogata e ne è derivata una maggiore libertà, ma anche più rischi…
Perché le reti Wi-Fi possono essere a rischio intrusione
Da una semplice ricerca online scopriamo che esistono moltissimi tutorial che segnalano programmi per crackare, hackerare, insomma bucare una rete Wi-Fi. In effetti, chiunque può intercettare tutti i dati che passano attraverso la rete a cui siamo collegati attraverso lo “sniffing”. Con questa tecnica si può osservare la navigazione della vittima, ma anche raccogliere le credenziali per l’accesso alla posta elettronica e siti internet, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare: accesso ai nostri profili sui social network e sui siti di servizi finanziari.
Come ci si protegge?
La prima protezione è costituita dalla Wi-Fi Protected Access (WPA e WPA2) che è un protocollo di cifratura per lo scambio di dati all’interno di una rete senza fili. In parole povere: è la password con cui si accede a una rete Wi-Fi. Dopo la scoperta di diverse falle dei primi protocolli WPA, si è passati al WPA2 che nonostante tutto non garantisce la sicurezza totale. Il codice segreto del router può essere cambiato con un codice alfanumerico di una certa lunghezza. Per i consigli su come impostare correttamente la password vi rimandiamo qui: in ogni caso, scegliete una password di non meno di 8 caratteri, alfanumerica. Inoltre, è possibile impostare un filtro basato sui mac adress. Il mac adress è un codice univoco che è associato ad ogni dispositivo con connessione wi-fi: di solito, lo trovate scritto sulla scatola. E’ possibile impostare una lista di dispositivi autorizzati a connettersi alla vostra rete: in questo modo, se qualcuno prova ad entrare col suo notebook o col suo cellulare, non ci riuscirà. Naturalmente, anche questo filtro non è sicuro al 100%: se è possibile, effettuate sempre le operazioni bancarie connettendovi via cavo e non via Wi-Fi. Un altro tipo di protezione è quella presente nei nostri computer, in cui è consigliabile avere programmi, antivirus e firewall aggiornati: la funzione del firewall è proprio quella di bloccare le comunicazioni non autorizzate tra il nostro pc e la rete.
Ci dovrebbe essere una maggiore sensibilizzazione rispetto ai pericoli delle reti Wi-Fi, soprattutto per l’utilizzo incredibilmente diffuso che se ne fa oggi. Ci piacciono la tecnologia, gli smartphone e i tablet, ma non ci rendiamo conto che i rischi stanno aumentando ogni giorno di più e non dobbiamo pensare che “tanto a me non succedono queste cose” oppure che “in fondo, cosa mi possono rubare?”. Se non si ha la certezza di connettersi a una rete sicura, meglio affidarsi alla rete dati su 3G. I criminali informatici ragionano spesso sui piccoli furti (moltiplicati per migliaia) di conti bancari oppure su furti tanto rapidi che la vittima se ne accorge quanto è ormai troppo tardi.
Photo: zodmanSe fino a due anni fa Internet senza fili era una comodità in più, oggi... more
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Tempo fa Facebook ha di nuovo modificato la gestione della privacy per i profili personali, forse per rispondere alla mosse di Google+, o forse era tutto già in programma. Comunque sia, eccoci qui ad aggiornarvi sulle novità del caso.
Scegli con chi condividere il tuo status
L’idea base è quella di poter condividere ciascun aggiornamento di status solo con chi si desidera. Possiamo taggare i nostri amici e segnalare il luogo in cui ci troviamo, collegandolo a ogni aggiornamento di status. Da un menù a tendina, decidiamo se condividere il nostro status con tutti, solo con i nostri amici o restringere il campo ad amici specifici escludendone altri. Questo tipo di “selezione dei contatti”, non molto dissimile dalle “cerchie” di Google, può essere fatto anche a posteriori, ovvero dopo la pubblicazione del messaggio. Inoltre, alcuni rumors parlano del fatto che Facebook a breve sarà in grado di creare per noi delle liste tipo: “amici”, “lavoro”, “conoscenti”…
Tagga le fotografie
Possiamo cancellare il nostro nome taggato su un’immagine se qualcuno lo ha fatto senza il nostro consenso. E questo lo sapevamo. Adesso, quando pubblichiamo delle fotografie e poi qualcuno tagga persone che non appartengono ai nostri contatti, Facebook ci chiede di confermare questi nominativi prima che vengano pubblicati sulle immagini che abbiamo precedentemente caricato. Così facendo, Facebook ci permette un maggior controllo sui nostri album fotografici.
Condividi i luoghi
La funzione con cui è possibile condividere la propria posizione su Facebook, detta “luoghi” o “places”, sta cambiando. Potremo scegliere se condividere, insieme ai nostri aggiornamenti di stato, anche la posizione da cui scriviamo, o dove andremo, ma anche dove siamo stati. Insomma scegliamo, man mano, il luogo prescelto, rendendolo noto solamente a chi vogliamo noi. Facebook ha inoltre annunciato che la funzione di check-in da mobile, del tutto simile a Foursquare, sparirà.
Segui i soliti consigli:
-Sospetta delle richieste d’amicizia giunte da profili sconosciuti (e accetta solo le richieste provenienti dagli amici incontrati faccia a faccia);
-Crea una password a prova di hacker e cambiala ogni 3 mesi circa;
-Evita di pubblicare i tuoi numeri di telefono, indirizzo o altri recapiti a meno che tu non voglia gestire il tuo personal branding in modo accurato e dotarti di protezioni specifiche per la tua identità online;
-Anche in Facebook valgono le regole del web: ad esempio, gli inviti come “Hai vinto!” oppure “Verifica il tuo profilo” sono tipiche frasi utilizzate per spingere le persone a cliccare su link malevoli.
Scopri “Sicurezza Account”
Infine, un particolare che non tutti conoscono: “Sicurezza Account” è un avviso automatico di Facebook che ci avverte nel momento in cui più tentativi di accesso non autorizzati al nostro account vengono effettuati cercando di violare la password. Il messaggio ci guida, attraverso le procedure, per non dare seguito a questo tentativo di frode e ricordandoci che Facebook non richiede mai una password tramite email.Tempo fa Facebook ha di nuovo modificato la gestione della privacy per i profili... more
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c7girl
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5 months ago
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Former Kyle XY actor Matt Dallas says he was the victim of a Twitter hacking Wednesday – and his fans, who were awaiting his weekly live stream webcasts, were on the receiving end of a sexy nude photo which they believed to be his.
The 28-year-old’s Twitter account allegedly linked to an explicit self-snapped image that shows an unidentified male holding his erect penis, covered with cum on his belly.
Moments later the Twitter message was removed, according to a fan. Dallas eventually told fans he was a victim of a hacking.
He wrote: “Wow. I’ve reached the popularity of being hacked. Ha. a 1st for evrything. Taken necessary measures 2 make sure that nvr happens again.”
Fans noticed that the hacked tweets were sent from the same “Twitter for BlackBerry®” account he uses on a regular basis, prompting them to believe he sent it himself.
Here’s the story according to a TabloidProdigy.com reader:
Tonight right before Matt Dallas from Kyle XY went online to do a streaming video he does, a random tweet appeared on his twitter feed…. twice actually….The same picture below and both of them said tweeted from “Twitter for Blackberry” which is what HE uses….
The pics were taken down very quickly with no explanation of him being “hacked” or anything…
What do you think? Is Matt Dallas really a victim of a Twitter hacker? Or did he accidentally show the world his goodies?
http://www.tabloidprodigy.com/2011/09/10/is-this-kyle-xy-actor-matt-dallas-naked/Former Kyle XY actor Matt Dallas says he was the victim of a Twitter hacking Wednesday... more
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Forget your car keys? Soon it won’t make a difference, as long as you have your laptop. An interesting viral Web video (see below) making the rounds since the Black Hat cybersecurity conference earlier this month depicts two researchers from iSEC Partners (a San Francisco-based security firm) breaking into a 1998 Subaru Outback via their PC. In less than 60 seconds, they wirelessly find the car’s security system module, bypass it and start the engine remotely. iSEC researchers Don Bailey and Mat Solnik claim to be able to hack their way into a securely locked car because its alarm relies on a cell phone or satellite network that can receive commands via text messaging. Devices connecting via a cellular or satellite network are assigned the equivalent of a phone number or Web address. If hackers can figure out the number or address for a particular car, they could use a PC to send commands via text messages that instruct the car to disarm, unlock and start. http://www.makeahistory.com/index.php/free-stuff/43000-thieves-could-steal-cars-via-text-messages-in-60-secondsForget your car keys? Soon it won’t make a difference, as long as you have your... more
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worrg
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6 months ago
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Greg Tito, escapistmagazine.com, 14 Jul 2011
"Senator John McCain, former Republican Presidential nominee, asked Congress to dedicate a committee to cyber-infiltration by groups like Anonymous."Greg Tito, escapistmagazine.com, 14 Jul 2011
"Senator John McCain, former... more
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At 10 AM ET today, the hacker group Anonymous shut down the website for Orlando Florida Guide as a show of support for the homeless activist group Food Not Bombs, as members have recently been arrested for violating an Orlando ordinance that requires a permit to share food in public places. In fact, FNB’s global president Keith McHenry was arrested in Orlando as he was protesting the city’s law and the recent arrests. http://www.makeahistory.com/index.php/free-stuff/42981-anonymous-were-going-to-disney-worldAt 10 AM ET today, the hacker group Anonymous shut down the website for Orlando... more
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worrg
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7 months ago
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On Saturday, Lulz Security announced what would be their final release, indicating that the group of six (according to the release) would disband. Unlike past releases, which have been fraught with gloating and taunting messages, the press release that went with the information release was almost wistful, talking about their love of the “chaotic thrill of entertainment and anarchy”, and how such things entertain. It even went philisophical, stating that these things are “what we all crave, even the seemingly lifeless politicians and emotionless, middle-aged self-titled failures. You are not failures. You have not blown away. You can get what you want and you are worth having it, believe in yourself.”. http://www.makeahistory.com/index.php/free-stuff/42977-lulzsec-final-releaseOn Saturday, Lulz Security announced what would be their final release, indicating... more
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worrg
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8 months ago
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A wave of cyber attacks has left corporations and government organizations in a state of shock and confusion.. Over the last few months, cyber attacks have increased in both frequency and severity. The group of cyber activists, Anonymous,are currently involved in 9000 attacks on governments and corporations aroundthe world. Check out the stunning details....... http://www.makeahistory.com/index.php/recent-news/42976-the-cyber-war-complete-coverageA wave of cyber attacks has left corporations and government organizations in a state... more
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worrg
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8 months ago
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Internet hackers have acquired a dubious reputation for piracy, sabotage and the spilling of sensitive secrets, but an authoritative Vatican publication appears to rehabilitate them and traces parallels between hacker philosophy and the teachings of Christianity. The surprisingly charitable view of hackers was expressed by the Jesuit priest Father Antonio Spadaro in an article for the fortnightly magazine Civilta Cattolica, the text of which is vetted by the Vatican Secretariat of State prior to publication. http://www.makeahistory.com/index.php/free-stuff/42939-vatican-says-computer-hackers-are-more-saint-than-sinnerInternet hackers have acquired a dubious reputation for piracy, sabotage and the... more
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worrg
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10 months ago
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