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Occupandoci di Internet (e preoccupandoci dei nostri clienti) è ormai praticamente obbligatorio parlare di sicurezza. Anche se sulla stampa si fa molto terrorismo ingiustificato, è certo che il problema esiste e che ci sia parecchia gente che, per gioco o per fregarci soldi e identità, non vede l’ora di mettere le mani dove non dovrebbe. Ovvero nei nostri dati e nei nostri account.
Di qui, se permettete, una breve e necessariamente incompleta lista di alcune delle cose che si possono fare per evitare guai. Perché il primo step è la prevenzione – ovvero non rendere la vita troppo facile ai malintenzionati.
1. La password, la nostra prima linea di difesa
La vostra password è “Pippo”, “123456” o “Qwerty” o “Password”? Beh, siete in buona compagnia. Tanti usano password del genere e quindi queste sono tra le prime che i cracker (che sarebbero gli “hacker cattivi”, non i biscottini) provano. Se la vostra password è così poco fantasiosa, cambiatela subito. Possibilmente con una combinazione di lettere e numeri che non sia intuibile (niente date del matrimonio, ok?). Per una guida alla creazione di una buona password, potete leggere questo post.
Altra norma: evitate di usare la stessa password per più account. Cioè di avere la stessa per Facebook, Twitter, Flickr, Foursquare, YouTube, etc etc. Se da un lato è comodo, dall’altro il rischio è che se qualcuno riesce a scoprirla poi si impadronisca di tutti i vostri account. E immaginate un po’ che bello se la prima cosa che fanno è cambiarvi tutte le password, rendendovi impossibile l’accesso…
2. Occhio al WiFi (di casa o dell’ufficio)
I produttori di Hardware e Software per i WiFi (come nel caso dei nostri Fritz!) cercano di incorporare tutte le innovazioni e le tecnologie più avanzate e a prova di malintenzionati, nei loro prodotti. Certo che se poi noi lasciamo aperto l’accesso, senza password, lasciamo aperta la porta di casa, quindi meglio tutelarci. Poi, predisponiamo una seconda linea di difesa: antivirus e Firewall. Aggiornati e belli cattivi.
3. Attenzione al WiFi d’altri
Ok, può essere molto comodo attaccarsi al WiFi libero trovato per caso per strada. E il WiFi in luoghi pubblici (ad esempio, aeroporti o stazioni) è molto pratico. Il problema è che c’è chi ha trovato modo di rubare dati da queste connessioni – perfino mettendo su una finta rete WiFi dell’albergo o dell’aeroporto. Cui la gente si connetteva, comunicando i propri dati della carta di credito… per cui se dovete effettuare pagamenti o trasmettere dati sensibili, forse meglio optare per una connessione via cellulare.
4. Scegliete solo siti sicuri
Vedere in un sito l’immagine del famoso lucchettino non vuol dire molto: può essere facilmente copiabile… :-) Prima di spendere soldi (e quindi, sostanzialmente regalare l’accesso alla nostra carta di credito) meglio fare qualche controllo.
In primis, assicurarsi che siamo davvero sul sito giusto. Specialmente se arriviamo ad un sito “famoso”… ma (ad esempio) attraverso un link pervenutoci per posta, facciamo un controllo che l’ortografia dell’indirizzo sia corretta etc etc: potremmo essere finiti su una (accurata) imitazione – che invece di venderci libri ci svuota le tasche ;-) .
Se invece il sito famoso non è, magari è semplicemente perché si tratta di un venditore che non è molto noto all’estero pur essendo serissimo e “buonissimo”. La cosa si scopre facilmente facendo un po’ di indagini su Google, vedendo se qualcuno ha avuto problemi… o semplicemente se qualcuno ne parla. Se non lo fa nessuno, la faccenda è sospetta.
5. Occhio ai Social Network
Non abbiamo nessuna intenzione di accodarci alle forme paranoiche di ossessione rispetto ai Social, che per molta stampa e molti opinionisti sembrano essere il diavolo. Certo è che problemi come il furto di identità esistono. Da un lato assumere la nostra “identità creditizia”, cioè avere accesso ai nostri mezzi di pagamento. Dall’altro farsi passare per noi, combinandoci dei bei casini. Chiaramente, quanto più diciamo su di noi, diamo in chiaro numeri di telefono ed email, dati personali e relativi alla famiglia, indirizzi e targhe d’automobile… tanto più mettiamo in grado a buontemponi e criminali di impadronirsi della nostra identità. Cosa di cui si fa volentieri a meno.
Queste sono cinque prime cose che possiamo fare per stare più sicuri. Ma la più importante è la sesta: non pensare che bastino queste cinque regole per essere sicuri al 100%. Quindi documentarsi e informarsi, perché sono veramente tante le piccole (e spesso semplici) cose che possiamo fare per rendere inattaccabile o quasi il nostro essere in Rete ;-)Occupandoci di Internet (e preoccupandoci dei nostri clienti) è ormai... more
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La CIA ha affermato che attualmente il secondo rischio più grande per gli Stati Uniti dopo un attacco atomico è costituito dal cyber terrorismo.
L’annuncio, anche se di una certa portata, non è nuovissimo visto che ancor prima il Presidente Obama aveva dichiarato che i sabotaggi ai sistemi informatici governativi e militari sarebbero stati, da lì in avanti, considerati come veri e propri atti di guerra. Internet è nato negli Stati Uniti, dove le aziende hanno grande libertà e possibilità di sfruttarne i vantaggi a livello globale, nonostante il forte controllo delle autorità governative. Ma è proprio il potere che le multinazionali stanno accumulando oltre i confini nazionali a mettere a rischio gli stessi governi fino a renderli più “vulnerabili allo spionaggio”. In più, è il caso di Google, certe aziende arrivano anche a rendere difficili le relazioni diplomatiche, come sta accadendo in questi anni tra USA e Cina.
Ma qual è la storia degli atti ostili contro gli Stati nazionali? Ripercorriamo i più grandi cyber attacchi governativi ad oggi entrati nei libri (ormai dovremmo dire siti web) di storia:
2007 – le banche e i siti del governo Estone (una delle nazioni più informatizzate in Europa) vengono attaccati con strumenti molto simili a quelli che verranno poi utilizzati contro la Georgia, ma con conseguenze più gravi.
2008 – Un virus informatico forza le barriere di uno dei network appartenente alle reti dei militari statunitensi. Secondo alcune fonti, il virus sarebbe stato creato in Russia.
2009 – La prima versione di Stuxnet , il primo worm che spia e riprogramma PC industriali, inizia velocemente a propagarsi nel mondo e finisce col sabotare parte del programma nucleare iraniano. Alcuni esperti hanno trovato indizi che imputano a Israele lo sviluppo del virus, con l’appoggio degli Stati Uniti.
2011 – Ad Agosto alcuni ricercatori, durante un controllo di routine, scoprono che per ben 2 anni un “soggetto statale” avrebbe hackerato i siti governativi degli Stati Uniti. Stessi attacchi vengono effettuati verso Vietnam e Taiwan con gravissime conseguenze. In ottobre, il Ministro della Difesa britannico ha denunciato più di 1000 tentativi di attacchi hacker contro il governo. Per questo motivo, ha chiesto una rapida reazione internazionale per fronteggiare la minaccia. In Italia invece abbiamo assistito ad attacchi più piccoli o annunci da parte di Anonymous contro il governo e l’AgCom per le misure sulle limitazioni della libertà in rete.
I siti governativi, come emerge da questa carrellata, sono fortemente legati alla sicurezza dei cittadini e quindi alle forze militari. Le regole condivise sui conflitti armati derivano dalle convenzioni internazionali, come il Protocollo di Ginevra oppure dai precedenti che le nazioni conoscono e rispettano. Ma di fronte ai cyber attacchi, i militari hanno dichiarato che non esiste nessuna norma consensuale sul modo di procedere.
La questione ruota attorno a cosa viene considerato “Atto di guerra”. Uno studio della NATO ha affermato che non è possibile applicare le stesse pratiche utilizzate nei casi degli attacchi convenzionali, poiché sia i responsabili degli attacchi, sia le conseguenze dell’offesa restano due elementi poco chiari per molto tempo. Che tipo di conseguenze può avere un atto di spionaggio su informazioni top secret? Ad esempio, in Georgia nel 2009 gran parte delle reti di comunicazione strategiche sono state fuori uso per mesi; di questo il governo georgiano ha accusato la Russia (con la quale c’era un conflitto in corso), ma non c’è mai stata una rivendicazione da parte dei russi. Stessa situazione per il virus Stuxnet, per il quale sia Israele che gli Stati Uniti hanno evitato di prendere posizione.
In un mondo in cui le multinazionali, i criminali e quindi il campo di battaglia superano i confini nazionali e le giurisdizioni, il passo più importante per i governi è quello di coordinare dei metodi di intervento rapidi e congiunti. In questa direzione il 3 novembre si è svolto il “Cyber Atlantic 2011”, la prima esercitazione sulla cyber sicurezza tra Europa e Stati Uniti: 20 Stati coinvolti nella simulazione hanno ipotizzato due scenari differenti, i tempi e le misure di reazione. In conclusione: i governi occidentali hanno iniziato ad affrontare in modo congiunto le minacce di attacchi informatici.La CIA ha affermato che attualmente il secondo rischio più grande per gli Stati... more
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Vi ricordate che nelle settimane scorse vi parlavamo d’innovazione, ma vi dicevamo anche che non potevamo dirvi su cosa stavamo lavorando? Bene ora possiamo dirvelo :-) ed è una gran bella novità. E allora ce la spariamo con un titolo promozionale, nella migliore tradizione (ma questa volta è proprio il caso).
Si chiama Flash SMN ed è un servizio simile agli SMS. E’ una novità assoluta che stiamo lanciando per primi nel mondo (è una versione Beta) e il modo migliore per conoscerla è provarla gratis.
Una novità assoluta…
Flash SMN (Short Mobile Notification) è un nuovo genere di messaggio per cellulari.
Flash SMN somiglia a un SMS, ma tecnicamente è molto diverso. L’SMN è comodo e immediato: ha una forma diretta perché arriva già “aperto” sul display del telefono, quindi completamente leggibile, senza aver bisogno di aprire applicazioni o accedere a menù.
E’ economico, perché non si paga la tariffa SMS all’operatore.
E’ rispettoso della privacy, perché non viene salvato in memoria, né sulla SIM card, né in rete, in modo da scomparire definitivamente subito dopo la lettura. E ciò rende l’SMN molto interessante per comunicazioni strettamente riservate, con forti necessità di sicurezza, come per esempio l’invio di password o codici con validità provvisoria, oppure comunicazioni che possiamo definire usa e getta, grazie anche ai report di consegna.
Flash SMN è molto più veloce di un SMS e ha tempi di consegna simili a quelli necessari per inoltrare una telefonata, praticamente arriva a destinazione immediatamente dopo l’invio. Un aspetto molto interessante questo, soprattutto per gli invii massivi che prevedono l’accodamento di decine di migliaia di messaggi.
Un’innovazione tecnologica tutta Ehiweb
L’esperimento Flash SMN è fortemente in linea con il nostro spirito di innovatori. In questo momento non esistono servizi simili, proviamo a proporlo noi in anteprima assoluta e siamo curiosi di vedere gli effetti che produrrà.
Disponibile ora per la prova
Flash SMN è disponibile in prova gratuita su BeSMS, la piattaforma d’invio più completa della Rete, che non ha canoni né abbonamenti, e che si distingue dalle altre per facilità d’uso e costi inferiori rispetto agli operatori telefonici mobili.
Avete voglia di testare la Beta e insieme a noi costruire questo nuovo prodotto?
Il riassunto delle “features and benefits” ;-)
Dato che il servizio è ricco di aspetti interessanti, potrebbe essere comodo un bel riassunto per punti, modello slide di PowerPoint…
Flash SMN (Short Mobile Notification) è:
-Un nuovo servizio della piattaforma BeSMS
-Un sistema di messaggi che passa attraverso i normali servizi telefonici
-Pratico, perché non richiede installazioni
I vantaggi di SMN
- Notifica della ricezione in tempo reale: sapete che il messaggio inviato è stato ricevuto (una bella garanzia)
-Compare direttamente sul display: il ricevente non deve andare ad aprire l’applicazione SMS, il messaggio è molto più visibile (quindi attenzione a come l’usate, può essere molto intrusivo…)
- Sicurezza e privacy: non viene salvato sul telefono del ricevente
- Più veloce di un SMS
, SMN è utile per inviare: messaggi pubblicitari
, codici, password, notifiche addebiti, transazioni veloci (parcheggi, conferma prenotazioni ticket)
e ogni genere di informazione rapida e/o confidenziale del genere “usa e getta”
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Caratteristiche principali
-160 caratteri disponibili
- I messaggi non restano in memoria
-Compatibile con le reti GSM
-Processato tramite sessione sicura
Se lavorate con gli SMS…
… non potete non provare Flash SMN :-)
Soprattutto perché la prova è gratuita. Poi, se vi piace (e siamo sicuri che vi piacerà), lo lanciamo in promozione fino al 31/01/2012 con quasi il 50% di sconto rispetto al suo costo reale, quindi fatta la prova gratuita potete fare il lancio sul mercato del vostro nuovo servizio di informazione, promozione, aiuto o customer care a metà prezzo…
Photo: mondiVi ricordate che nelle settimane scorse vi parlavamo d’innovazione, ma vi... more
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Sapevate che in Italia la diffusione di smartphone è altissima? Secondo la School of Management del Politecnico di Milano, nel nostro paese ci sono 11 milioni di smartphone. E se state leggendo questo post, sapete benissimo quali rischi ci possono essere: con il cellulare ci colleghiamo tramite reti 3G e molto spesso da reti Wi-Fi non sempre sicure, pescate in luoghi pubblici, uffici o anche case di amici. Per non parlare di quanto sia facile perderli o essere vittime di furto. Vediamo quali sono i rischi e quali le buone norme di prevenzione.
Navigare in acque sconosciute
Ogni volta che facciamo il download di un’App o, semplicemente, guardiamo dei siti dal telefonino, scambiamo dati e questo ci espone a malware e spyware. Esistono App che proteggono la navigazione da smartphone o da tablet. A volte sono a pagamento, ma ne vale la pena.
E se lo perdo (o me lo rubano)?
Per questo problema esistono App che cancellano i dati da remoto e possono anche individuare la posizione dello smartphone grazie al segnale GPS. In più, possiamo crittografare alcune cartelle (quelle che contengono i dati più importanti) nel caso, come spesso avviene, passi del tempo prima che ci rendiamo conto del furto/smarrimento.
Mobile Banking
“La mia banca mi offre un comodissimo accesso al mio conto online tramite iPhone. In effetti, ho iniziato a utilizzarlo, anche se non sono molto sicuro”. Questo è il dubbio che in molti hanno. Il problema, spesso, è rappresentato dal fatto che nel cercare di offrire prodotti e servizi sempre più aggiornati e funzionali, le stesse aziende a volte chiudono un occhio sulla sicurezza informatica. Allora fate così:
utilizzate una password o sequenza per disattivare il blocco schermo e accedere al dispositivo mobile;
installate un’App che vi permetta di cancellare i dati contenuti sul vostro smartphone da remoto;
installate un software anti-malware proprio come sul vostro computer;
impostate gli alert da parte della vostra banca. Ormai tutti conti online hanno la funzione di notifica per i movimenti effettuati;
sembrerà banale, ma c’è chi lo fa: mai inviare messaggi di testo con i propri dati di accesso;
non effettuare movimenti di denaro quando siete connessi a una rete Wi-Fi, perché potrebbe essere a rischio intrusione.
prendete l’abitudine di controllare i movimenti di denaro sul vostro conto corrente non solo dal cellulare.
Una buona notizia
Per finire citiamo gli ultimi dati di Karspesky che indicano come gli italiani siano tra i più esperti dei sistemi di sicurezza per smartphone e tablet: due italiani su tre (e più della metà degli spagnoli) conoscono i software antivirus per questi dispositivi. In Francia e nel Regno Unito queste cifre scendono rispettivamente al 37% e al 36%.Sapevate che in Italia la diffusione di smartphone è altissima? Secondo la... more
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https://mistercreditblog.wordpress.com/2011/10/30/cyber-war-la-nuova-minaccia-del-terrorismo-informatico/
Le storie raccontate dalla fantascienza a volte si avverano. È il caso del crimine informatico in costante crescita e sviluppo. A volte, l’obiettivo non è strettamente economico.
Il primo virus che sia mai stato individuato (e che abbia infettato un pc) risale al 1986, ben 25 anni fa e fu creato da due fratelli pachistani. La storia tecnologica corre molto rapidamente e nel 2010 è uscito Cyber War, un testo piuttosto catastrofista molto popolare, scritto da Richard Clarke, esperto di controterrorismo e consulente per numerosi anni del governo USA.
In che modo un attacco informatico di cyber terroristi potrebbe influire su di noi?
Secondo il libro di Clarke, che parla del caso americano, l’attacco potrebbe avvenire ai danni del cervellone del Pentagono collegato agli altri provider di Internet, andando a influire sul funzionamento degli impianti pubblici come quelli chimici che regolano le quantità di cloro nell’acqua potabile e di altre sostanze nocive se usate in forti quantità. Per non parlare poi dei sistemi che regolano le metropolitane (che evitano gli scontri tra i vagoni) e del traffico aereo, sempre controllato da software connessi tramite la rete Internet. E tutto questo potrebbe avvenire nel giro di 15 minuti. Preoccupante il fatto che anche Mike McConnell, l’ex capo della National Security Agency ha detto durante un Congresso: “Se dovessimo entrare oggi in un conflitto cibernetico, perderemmo”. A questi si è aggiunto Leon Panetta, Segretario alla Difesa USA: “Un attacco Cibernetico potrebbe trasformarsi nella prossima Pearl Harbor”.
Ma questi sono scenari plausibili per tutte le società avanzate?
Paradossalmente, i Paesi più vulnerabili sono quelli più avanzati tecnologicamente perché hanno un maggior livello di informatizzazione a livello infrastrutturale. È difficile prevedere ogni tipo di attacco terroristico, ma sapere che la Cina ha già predisposto procedure per scollegare il suo network da tutta la rete globale suscita scenari da “guerra fredda informatica”.
Gli accadimenti più famosi degli ultimi anni della Cyber-War
2004: l’UE crea l’ENISA, Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione, un organismo di ricerca per coadiuvare le altre strutture e per migliorare la cooperazione, uno dei punti fondamentali per la lotta al crimine informatico.
2007: l’Estonia, paese noto per l’alto livello di informatizzazione delle sue strutture pubbliche (E-stonia), subisce l’attacco degli uffici di Parlamento, Presidenza, Ministeri, banche, giornali e televisioni.
2009: Obama dichiara che gli attacchi terroristici sulle reti informatiche costituiscono una grave minaccia e che l’America non può farsi cogliere impreparata. Inizia così una serie di politiche per far fronte al rischio.
2010: Stuxnet è stato il primo virus ad entrare in numerosi sistemi informatici industriali, spiarli e riprogrammarli. L’attacco è stato portato contro Iran e Cina e, al momento dell’assedio, Ahmadinejad, presidente dell’Iran, ha dichiarato che dietro quell’attacco c’era un altro governo straniero.
Oggi i governi sono più consapevoli del problema a e si stanno attivando in vario modo. In Europa però persistono ancora difficoltà sul coordinamento tra le nazioni a livello legislativo e normativo: la Commissione Europea ha varato la direttiva 114/2008 per l’attuazione del Programma Europeo di Protezione delle Infrastrutture Critiche (EPCIP) che si occupa di terrorismo, ma anche di altri tipi di crimine e di catastrofi naturali.
Tornando agli appassionati di fantascienza, chi di voi ha letto Neuromante di William Gibson? L’autore della letteratura cyber-punk immaginava un futuro in cui le guerre globali venivano combattute con i virus informatici. E voi? Come immaginate il futuro?https://mistercreditblog.wordpress.com/2011/10/30/cyber-war-la-nuova-minaccia-del-terro... more
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Tempo fa Facebook ha di nuovo modificato la gestione della privacy per i profili personali, forse per rispondere alla mosse di Google+, o forse era tutto già in programma. Comunque sia, eccoci qui ad aggiornarvi sulle novità del caso.
Scegli con chi condividere il tuo status
L’idea base è quella di poter condividere ciascun aggiornamento di status solo con chi si desidera. Possiamo taggare i nostri amici e segnalare il luogo in cui ci troviamo, collegandolo a ogni aggiornamento di status. Da un menù a tendina, decidiamo se condividere il nostro status con tutti, solo con i nostri amici o restringere il campo ad amici specifici escludendone altri. Questo tipo di “selezione dei contatti”, non molto dissimile dalle “cerchie” di Google, può essere fatto anche a posteriori, ovvero dopo la pubblicazione del messaggio. Inoltre, alcuni rumors parlano del fatto che Facebook a breve sarà in grado di creare per noi delle liste tipo: “amici”, “lavoro”, “conoscenti”…
Tagga le fotografie
Possiamo cancellare il nostro nome taggato su un’immagine se qualcuno lo ha fatto senza il nostro consenso. E questo lo sapevamo. Adesso, quando pubblichiamo delle fotografie e poi qualcuno tagga persone che non appartengono ai nostri contatti, Facebook ci chiede di confermare questi nominativi prima che vengano pubblicati sulle immagini che abbiamo precedentemente caricato. Così facendo, Facebook ci permette un maggior controllo sui nostri album fotografici.
Condividi i luoghi
La funzione con cui è possibile condividere la propria posizione su Facebook, detta “luoghi” o “places”, sta cambiando. Potremo scegliere se condividere, insieme ai nostri aggiornamenti di stato, anche la posizione da cui scriviamo, o dove andremo, ma anche dove siamo stati. Insomma scegliamo, man mano, il luogo prescelto, rendendolo noto solamente a chi vogliamo noi. Facebook ha inoltre annunciato che la funzione di check-in da mobile, del tutto simile a Foursquare, sparirà.
Segui i soliti consigli:
-Sospetta delle richieste d’amicizia giunte da profili sconosciuti (e accetta solo le richieste provenienti dagli amici incontrati faccia a faccia);
-Crea una password a prova di hacker e cambiala ogni 3 mesi circa;
-Evita di pubblicare i tuoi numeri di telefono, indirizzo o altri recapiti a meno che tu non voglia gestire il tuo personal branding in modo accurato e dotarti di protezioni specifiche per la tua identità online;
-Anche in Facebook valgono le regole del web: ad esempio, gli inviti come “Hai vinto!” oppure “Verifica il tuo profilo” sono tipiche frasi utilizzate per spingere le persone a cliccare su link malevoli.
Scopri “Sicurezza Account”
Infine, un particolare che non tutti conoscono: “Sicurezza Account” è un avviso automatico di Facebook che ci avverte nel momento in cui più tentativi di accesso non autorizzati al nostro account vengono effettuati cercando di violare la password. Il messaggio ci guida, attraverso le procedure, per non dare seguito a questo tentativo di frode e ricordandoci che Facebook non richiede mai una password tramite email.Tempo fa Facebook ha di nuovo modificato la gestione della privacy per i profili... more
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Università sotto attacco, email contraffatte, cyber bullismo e gossip online possono rendere la vita dei nostri figli piuttosto complicata. Abbiamo preparato una piccola guida pratica per insegnare ai ragazzi come fronteggiare la difficile vita dello studente online.
Gli studenti sono incredibilmente attivi sui social network. Questa estate vi abbiamo regalato uno strumento gratuito per controllare se la vostra email era tra quelle oggetto di massivi furti di dati avvenuti negli scorsi mesi, e quindi a rischio di furto d’identità. Oggi raccogliamo e semplifichiamo in 5 punti alcuni accorgimenti:
1. Educare i bambini al valore dell’identità, senza esagerare
Per evitare il furto di identità ci dotiamo di software dedicati, seguiamo comportamenti “sani” e ci aggiorniamo sulle novità tecniche (come ad esempio il rischio di collegarsi da wi-fi non protette). Ma uno dei sistemi migliori è senza dubbio l’educazione all’importanza della propria privacy. Soprattutto quando si è giovani si dà poca importanza alle cose più preziose che ci appartengono. È normale. Ecco perché i genitori hanno il dovere di spiegare perché dati come nome, cognome, password, etc… sono preziosi per se stessi e per il resto della famiglia.
2. Le password
Nonostante la sperimentazione di nuove tecnologie, le password restano ancora la difesa principale. Quindi insegnate ai figli come creare e conservarle; a non lasciare smartphone e tablet incustoditi, magari con gli accessi ai siti memorizzati e soprattutto a non dirle agli amici, anche ai più stretti. La password è segreta!
3. Le App contro i furti
Il furto di cellulari nelle scuole è un fenomeno molto diffuso. Si chiamano “Theft Recovery Application” le App che geolocalizzano a distanza il nostro pc portatile o telefono, ed è consigliabile installarne una sul proprio cellulare o pc.
4. Settare la privacy
Se non lo avete già fatto, prendetevi una mezz’ora per spiegare ai vostri figli come settare la privacy sui social network. I minori non dovrebbero mai mostrare il luogo in cui si trovano sui social network; condividere le fotografie solo con gli amici (non con tutti) e in ogni caso postare solo immagini decorose per se stessi e per chi vi è rappresentato; non rispondere o partecipare al gossip online. Divertente? Prima o poi qualcuno ci rimane scottato!
5. Divieti assoluti
Mai inviare foto, né numeri di telefono attraverso i social network. Mai incontrare faccia a faccia da soli una persona che si è conosciuta online. Oltre ai cyber criminali, i minori rischiano su un altro fronte: a quell’età si fanno spesso scherzi che possono essere pesanti, senza considerarne le conseguenze. Molto spesso non ci sono delle reali cattive intenzioni dietro, ma altre volte si può parlare di vero e proprio cyber bullismo.
L’importante, come in tutte le cose, è non esagerare: a volte il modo migliore per tenere sotto controllo i figli non è stare sempre con il fiato sul collo ma insegnare ad utilizzare la tecnologia con maggiore consapevolezza.Università sotto attacco, email contraffatte, cyber bullismo e gossip online... more
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La rete prolunga la nostra presenza sociale e le possibilità di relazione. La società si trasferisce progressivamente su Internet dove siamo ogni giorno sempre più socialmente attivi e il navigare in sicurezza è un tema vivo, dinamico e sfaccettato… informatevi e rimanete aggiornati con Mister Credit, leggete questi 11 post per navigare in sicurezza.
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Ciao sono Luca, paranoico, e sono 15 giorni che non mi faccio rubare l’identità
http://mistercreditblog.wordpress.com/2011/08/28/mister-credit-11-risorse-fondamentali-per-navigare-in-sicurezza/La rete prolunga la nostra presenza sociale e le possibilità di relazione. La... more
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