Biocombustibili? Un vero trilemma: cibo, energia e ambiente. Lo ha confermato il noto settimanale accademico “Science” raccogliendo i pareri di undici prestigiosi ricercatori di università americane – tra le più note Princeton, MIT, University of California-Berkeley - pubblicato il 17 luglio scorso. Una relazione che riporta le conclusioni consensuali degli esperti coordinata da David Tilman della University of Minnesota. Riportiamo qui la traduzione del sommario dell’articolo...Biocombustibili? Un vero trilemma: cibo, energia e ambiente. Lo ha confermato il noto... more
A Nairobi è terminato un workshop dell’Iucn che ha indagato sui rischi che le colture per i biocarburanti diventino ambientalmente invasive. I partecipanti provenienti da agenzie governative, università, Omg e settore privato di Africa orientale e meridionale ed Europa hanno lavorato insieme per sviluppare linee guida per ridurre i rischi di invasione biologica destinate ai produttori di biocarburanti. Per settembre è previsto un ulteriore follow up workshop. Gli esperti hanno elaborato una serie di suggerimenti per i biocarburanti per riuscire a bloccare quelle colture che si diventassero specie invasive.
«Tutte le colture introdotte per la produzione di biocarburanti – dicono i ricercatori - dovrebbero essere trattate come potenzialmente invasive o sospette di esserlo fino a prova contraria. La valutazione dei rischi deve essere effettuate al più presto e almeno durante le fasi di pianificazione della produzione di biocarburanti».A Nairobi è terminato un workshop dell’Iucn che ha indagato sui rischi che le... more
Sembra che acquistare un auto sia diventato un affare in termini di costi e di salvaguardia dell’ambiente, soprattutto ora che si è in tempi di crisi. Una rivoluzione quella delle industrie e dei grandi produttori di carburante, convertitesi di colpo dalla logica di mercato all’ecologia, ma è proprio così?Sembra che acquistare un auto sia diventato un affare in termini di costi e di... more
Nel mondo degli “eco combustibili” si sta ultimamente facendo largo l’idea di un carburante direttamente derivato dalle alghe, compatibile con la maggior parte dei motori oggi in produzione. Sebbene ancora alla fase di studio iniziale, in cui i pareri entusiasti e critici si confondono, in Nuova Zelanda, USA, Gran Bretagna ed al Politecnico di Torino continua la ricerca.Nel mondo degli “eco combustibili” si sta ultimamente facendo largo l’idea di un... more
L'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli dall'inizio dell'anno ha avuto un andamento perennemente al rialzo con picchi seriamente preoccupanti. Perché tutto ciò? In molti si sono affannati a indicare nei biocarburanti la causa del problema, ma ne siamo proprio convinti?L'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli dall'inizio dell'anno ha avuto un andamento... more
Il suo nome scientifico è Gliocladium roseum, è un fungo che ha una particolarità: è in grado di produrre composti chimici che fanno parte del comune gasolio utilizzato come combustibile.
Scoperto nella foresta pluviale, l’insolito organismo potrebbe un giorno rivelarsi utile proprio come fonte di energia pulita, almeno se i ricercatori riusciranno a sfruttarne il potenziale, come ipotizzato in un articolo pubblicato sulla rivista “Microbiology”, che riporta il resoconto della scoperta.
"Si tratta dell’unico organismo noto finora con una simile capacità di produrre un’importante combinazione di sostanze combustibili a partire da una serie di composti del carbonio e dell’idrogeno”, ha commentato Gary Strobel della Montana State University, coautore dello studio. "Il fungo, può produrre tali composti anche dalla cellulosa, che così diventerebbe la migliore sorgente di biocombustibili utilizzabile attualmente.”Il suo nome scientifico è Gliocladium roseum, è un fungo che ha una particolarità:... more
Dopo aver ottenuto biocarburanti da mais, alghe e persino rifiuti, gli spagnoli puntano ai noccioli delle olive. (...)Dopo aver ottenuto biocarburanti da mais, alghe e persino rifiuti, gli spagnoli... more
Il gruppo Boeing insieme ad altre compagnie aeree ha dato vita a un gruppo di lavoro per accelerare la commercializzazione dei biocarburanti sostenibili. La notizia è stata divulgata da un comunicato stampa della società. Il gruppo Boeing insieme ad altre compagnie aeree ha dato vita a un gruppo di lavoro... more
Solo attraverso appropriate sovvenzioni e politiche di supporto alla produzione di biocombustibili si può garantire la sicurezza alimentare e promuovere lo sviluppo rurale e la sostenibilità ambientale senza ripercussioni sulle condizioni, già vulnerabili, di molti paesi in via di sviluppo. Questo è quanto affermato dalla FAO nell’edizione 2008 del suo rapporto annuale “The State of Food and Agriculture 2008, Biocarburanti: prospettive, rischi e opportunità”.Solo attraverso appropriate sovvenzioni e politiche di supporto alla produzione di... more
Petrosun, dopo il lancio di successo del primo impianto di produzione di alghe per biodiesel negli Stati Uniti, si è indirizzata verso lo sviluppo di un nuovo stabilimento in Cina. (...)Petrosun, dopo il lancio di successo del primo impianto di produzione di alghe per... more
Racconta l'ora precedente l'incontro tra i blogger ed Al Gore, giunto nella capitale per presentare il suo Current Tv, ad un'ora che per i romani ha sempre rappresentato il momento della siesta, cioè la famosa pennichella e le impressioni riscontrate nell'aggirarsi dalle parti di piazza Vittorio, dove di romano, sembra ci sia ben poco. Poi, in conclusione, viene fatta una domanda piuttosto imbarazzante che non si è potuta fare nel corso della presentazione di Current a Roma, con la speranza che possa seguire una risposta da parte del Premio Nobel. Racconta l'ora precedente l'incontro tra i blogger ed Al Gore, giunto nella capitale... more
Dimenticatevi il petrolio, sta emergendo una nuova crisi su scala globale. É quella del cibo. Donald Coxe, membro del BMO Financial Group, in un convegno a Toronto ha recentemente affermato che la crisi dei mutui e il barile a 100 dollari sono due problematiche che potrebbero impallidire di fronte alla catastrofe alimentare che va materializzandosi [*financialpost]. [.......] In realtà dei gas serra a Bush non può fregare di meno, tant'è che parliamo di un presidente finanziato cospicuamente dalla Southern Company, la cui centrale Scherer [*4] a Juliette in Georgia, con oltre 25 milioni di tonnellate, da sola emette più CO2 dell'intero Brasile. Il cuore del progetto che sta dietro questa facciata ambientalista sta in una espansione dell’uso del bio-etanolo come combustibile da trazione. Il piano del Presidente prevede la produzione di 35 miliardi di galloni, (circa 133 miliardi di litri), di etanolo all’anno, entro il 2017. Sta tutto nell’Energy Policy Act. Ovviamente questo geniale piano è interamente finanziato dai contribuenti americani che vedono 51 cents delle loro tasse versate per ogni gallone di etanolo prodotto da ADM (Admarcher Daniels Midland Company) o David Rockefeller. Il risultato di questi sussidi è che negli States sorgono come funghi nuove particolari distillerie per etanolo, simili alle raffinerie di petrolio. Il loro numero (comprese quelle in costruzione) supera attualmente il numero complessivo di raffinerie di petrolio insediate negli USA in questi ultimi 25 anni. Un business tanto redditizio che nel 2006, le fattorie dedicate alle coltivazioni per bio-carburanti sono aumentate del 48% con la conversione di fatto delle aziende agricole USA in fabbriche di bio-carburanti. Nella stessa direzione si sono mossi anche Brasile e Cina, che si stanno spostando dagli alimentari ai bio-carburanti per grandi estensioni di terra. Il risultato di queste politiche è che le quantità delle scorte di tutti i cereali alla fine del 2006 si sono ridotte a 57 giorni di consumo, il più basso livello dal 1972. Anno in cui curiosamente Henry Kissinger (e chi se non lui?!) e l'Amministrazione Nixon avevano progettato “La Grande Rapina del Grano”, la vendita di enormi quantità di grano USA all’Unione Sovietica in cambio della vendita record di petrolio Russo verso un Paese dell’Occidente (con un conseguente aumento dei prezzi del 400%). In Europa, dove si usa principalmente la colza (alimento per il bestiame), le cose non vanno meglio. La logica conseguenza è infatti che i prezzi della carne in tutto il mondo stanno aumentando e tendono ad un continuo aumento [*5]. Le conseguenze non si limitano però solo al comparto alimentare. Molto del petrolio mondiale è destinato alla produzione di bio-combustibili. Il Prof. David Pimentel della Cornell University ed altri scienziati dichiarano che l’energia risultante prodotta dal carburante a base di bio-etanolo è inferiore all’energia da combustibili fossili usata per produrre l’etanolo stesso [*6]:
Non parliamo di perdite trascurabili, bensì di una perdita secca del 29%. La disponibilità di greggio è quindi fortemente minacciata, considerando anche il fatto che i sussidi per i bio-carburanti spingono le grandi compagnie petrolifere a spostarsi verso questa nuova fonte energetica più "verde". La BP nel maggio scorso ha donato 500 milioni di dollari all’Università di Berkeley-California, per finanziare ricerche, bio-carburanti inclusi [*7] e 15 all'Università di Princeton [*7b]. La Exxon Mobil ne ha donati 100 all'Università di Stanford [*8]. La Chevron 25 all'Università di Davis-California [*9]. Oltre a questi colossi del petrolio nel mercato del bioetanolo si sono buttate anche la Cargill, ADM, Monsanto e Syngenta. La crème de la crème delle multinazionali mondiali, insomma. Giusto per verficare empiricamente questa mole di informazioni, ecco un grafico che mostra il prezzo del frumento [*TradingCharts]Dimenticatevi il petrolio, sta emergendo una nuova crisi su scala globale. É quella... more