tagged w/ Libertà d'informazione
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Il programma Report condotto da Milena Gabanelli su RAI 3 ha subìto la crescente pressione politica che mina la libertà d'informazione e la tutela alla denuncia. Per scoraggiare lo sviluppo d'inchieste su questioni politiche e "scomode", la redazione di Report è stata privata della tutela legale. Saranno quindi responsabili i giornalisti stessi delle inchieste intraprese, assumendosene tutti i rischi e rispondendone personalmente.
Credo che questa sia un ulteriore conferma sullo stato della TV pubblica, sempre più ostaggio della politica e dei suoi legami con essa a livello dirigenziale. Un ulteriore prova di come il governo in questo momento stia manovrando le cose per impedire che la libertà d'informazione ne mini i suoi stessi interessi, leciti e non.Il programma Report condotto da Milena Gabanelli su RAI 3 ha subìto la crescente... more
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oMind
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1 month ago
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Fonte: googleitalia.blogspot.com
Scritto da: Marco Pancini, European Policy Counsel
Siamo nuovamente di fronte ad un provvedimento legislativo che va ad impattare sul mezzo di comunicazione Internet, senza tenere conto della sua specificità.
Stiamo parlando del comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge a proposito delle "Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali", su cui il Governo ha posto ieri la questione di fiducia.
Questa norma mira ad estendere anche ai “siti informatici” le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali". In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale...
L’utilizzo dell’espressione generica “siti informatici” è molto preoccupante, in quanto sembra comprendere sia tutti coloro che producono contenuti, siano essi operatori professionali (ad esempio, la testate giornalistiche online) o semplici utenti (ad esempio, i blogger amatoriali), sia le piattaforme che ospitano questi contenuti, come ad esempio i motori di ricerca, le piattaforme di contenuti creati dagli utenti come YouTube ed i social network come Facebook.
Continua a leggere: http://googleitalia.blogspot.com/2009/06/cosa-centrano-i-blog-con-le.htmlFonte: googleitalia.blogspot.com
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«Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato “trasferito” anch’io.»
Carlo Vulpio, giornalista del Corriere della Sera ed autore di importanti libri di inchiesta -l'ultimo "Roba Nostra"-, è stato "trasferito" per aver scritto facendo nomi e cognomi di quella situazione che ancora oggi sta infiammando le procure italiane: il caso De Magistris e quanto ci ruota attorno.
Invito tutti a leggere questo articolo da lui scritto e gli altri, oltre al suo ultimo libro: sono svelate le storture, le strutture criminali intrecciate alla politica e inchieste 'scottanti' della magistratura che si sta disarmando da parte di istituzioni che dovrebbero invece farne garanzia di legalità e rispetto delle regole democratiche.
L'Italia che ci racconta uno dei pochi giornalisti degni di questo nome è un'Italia pericolosa, molto, per le implicazioni che storture istituzionali antidemocratiche, quali quelle assestate nei palazzi di governo dagli ultimi anni, portano come conseguenze. Le conseguenze della loro utilitaristica e spesso criminosa attività sono e saranno grave danno per l'intero Paese. Chi ci governa e chi siede in parlamento è oggi un gruppo di persone in larga parte formata da individui oggetto delle attività di varie procure, spesso per reati legati ad azioni ai danni proprio dello Stato che stanno a governare!
Non è questa l'Italia che i cittadini onesti e di buon senso, la maggioranza del Paese "pensante", vogliono per sè e per i propri figli.
Spero che questa cittadinanza, in particolare quella delle menti migliori e senza interessi non volti al bene comune, si aggreghi presto, svegliando il Paese da questo stato di sonno programmato e prendendone in carico il delicato compito di una gestione ed organizzazione fondata su criteri aderenti alla realtà delle cose e non ad interessi speculativi.«Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati,... more
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un'altro esempio di democrazia del presidente del consiglio visto con gli occhi dei francesiun'altro esempio di democrazia del presidente del consiglio visto con gli occhi dei... more
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niqo
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11 months ago
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"Non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti all'ospedale"
"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio".
Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.
Cossiga ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l'Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul G8 di Genova? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato?
Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi , va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento.
Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo villa Wanda di Arezzo. Insieme a Licio Gelli potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti...
Un consiglio ai ragazzi: portate alle manifestazioni una telecamera, riprendete sempre chi compie atti di violenza. Vedremo chi sono, da dove vengono, se sono dei "facinorosi", come dice lo psiconano, o "agenti provocatori pronti a tutto", come suggerisce Cossiga.
Il blog è a disposizione di studenti e professori per i loro video su interviste, manifestazioni e manganellature (so che saranno numerose). Nella barra in alto: "La Scuola in diretta", scorreranno in continuazione i video nei prossimi giorni. Caricate il video su YouTube e inviate la segnalazione al blog.
Loro non molleranno mai, noi neppure.
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Roma, l'Onda occupa senza nostalgie. Non ci sono le assemblee oceaniche del '68 né le tensioni violente del '77. "Movimento più partecipato degli ultimi trent'anni"
"Ho 22 anni, e vivo ogni giorno sotto ricatto. Ora sono stufo. Finalmente posso respirare"
di CURZIO MALTESE
"Sai cosa c'è? Alla fine uno si rompe le balle di avere paura. Ho 22 anni e vivo ogni giorno a sotto ricatto. Paura di non farcela a riscattare tutti i crediti, del contratto da precario in scadenza, di non poter più pagare l'affitto e dover tornare dai miei, di non trovare un vero lavoro dopo la laurea, della crisi mondiale e dell'aumento delle bollette. Campo a testa china e tiro avanti sperando che domani sia migliore. Ma se mi dicono che domani non c'è più, l'hanno tagliato nella finanziaria, allora basta. Non mi spaventa più Berlusconi che dice di voler mandare la polizia. Non mi spaventa nulla, sono stufo. E finalmente, respiro". Marco è uno degli studenti della Sapienza che occupano la facoltà di Lettere. È lui ad aver proposto in assemblea alla Sapienza lo striscione che oggi è su tutte le facoltà occupate d'Italia: "Io non ho paura", in risposta alle minacce di Berlusconi, al solito smentite. "Non scrivere leader, che mi sfottono. Promesso?".
Sono le nove e sulla Roma autunnale è calata un'improbabile notte di primavera. Improbabile come questo movimento, nato nel momento peggiore, cresciuto oltre ogni previsione, senza neppure il tempo di darsi un nome. Per trovarlo hanno indetto un referendum sul sito della rivolta universitaria, www.UniRiot.org, e l'ha spuntata "Onda anomala". In breve, "l'onda", "noi dell'onda" dicono, come fossero contradaioli.
Avete presente il '68, il '77? Altra storia. L'arrivo alla facoltà occupata è confortante o deludente per chi ha in mente e negli occhi la Sapienza delle assemblee oceaniche sessantottine o il teatro di guerra della cacciata di Lama. C'è un gran silenzio. Si sentono echi di radiocronache di pallone, autoambulanze lontane, perfino un coro classico che prova nella facoltà di Fisica. Pochi ragazzi nella piazza, sui viali qualche sperduto capannello. Vuoi vedere che è la solita montatura nostalgica di un '68 che non può tornare? Ma dentro le aule, i dipartimenti brulicano di centinaia di ragazzi che discutono, studiano, lavorano al computer, organizzano le manifestazioni del gran giorno, oggi, davanti al Senato. Tessono reti in tutta Italia ed è un bollettino di guerra: "Ore 11: Occupata Roma Tre! Ore 15: occupata Ingegneria! Ore 19: occupata l'Orientale di Napoli!". E poi Firenze, Cagliari, Napoli, Bologna: "Stiamo vincendo!". Giancarlo Ruoco, capo dipartimento di Fisica, 49 anni, un passato giovanile nei movimenti, osserva: "Il paragone di numeri col '77 è improponibile, ma di sicuro questo è il movimento studentesco più partecipato degli ultimi trent'anni. Non c'è Pantera o protesta contro la riforma Moratti che tenga. Allora eravamo quasi più docenti che studenti in piazza. Ora sono il doppio, il triplo, e sembrano decisi ad andare fino in fondo"
continua: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-3/scuola-2009-3/scuola-2009-3.htmlRoma, l'Onda occupa senza nostalgie. Non ci sono le assemblee oceaniche del '68 né le... more
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23 ottobre Festival della Creatività a Firenze, ho passato un interessante pomeriggio con Marco Montemagno e gli amici di Codice Internet, è stata una bella occasione per condividere idee ed esperienze sul mondo della rete e non solo. Tutto questo "grazie alla disorganizzazione del Festival" che non ha dato a Marco la possibilità dell'intervento annunciato, probabilmente per problemi tecnici.
Sarà forse propio questa la forza della creatività?
Non lo so, ma sono felice di aver conosciuto nuovi simpatici amici e questa è la magia della rete.23 ottobre Festival della Creatività a Firenze, ho passato un interessante pomeriggio... more
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SCUOLA & GIOVANI IL COMMENTO di EZIO MAURO
Davanti a una protesta per la riforma della scuola che si allarga in tutt'Italia e coinvolge studenti, professori, presidi e anche rettori, il Presidente del Consiglio ha reagito annunciando che spedirà la polizia nelle Università, per impedire le occupazioni. La capacità berlusconiana di criminalizzare ogni forma di opposizione alla sua leadership è dunque arrivata fin qui, a militarizzare un progetto di riforma scolastica, a trasformare la nascita di un movimento in reato, a far diventare la questione universitaria un problema di ordine pubblico, riportando quarant'anni dopo le forze dell'ordine negli atenei senza che siano successi incidenti e scontri: ma quasi prefigurandoli.
Qualcuno dovrebbe spiegare al Premier che la pubblica discussione e il dissenso sono invece elementi propri di una società democratica, non attentati al totem della potestà suprema di decidere senza alcun limite e alcun condizionamento, che trasforma la legittima autonomia del governo in comando ed arbitrio. Come se il governo del Paese fosse anche l'unico soggetto deputato a "fare" politica nell'Italia del 2008, con un contorno di sudditi. E come se gli studenti fossero clienti, e non attori, di una scuola dove l'istruzione è un servizio e non un diritto.
Se ci fosse un calcolo, le frasi di Berlusconi sembrerebbero pensate apposta per incendiare le Università, confondendo in un falò antagonista i ragazzi delle scuole (magari con il diversivo mediatico di qualche disordine) e i manifestanti del Pd, sabato. Ma più che il calcolo, conta l'istinto, e soprattutto la vera cifra del potere berlusconiano, cioè l'insofferenza per il dissenso.
Lo testimonia l'attacco ai giornali e alla Rai fatto da un Premier editore, proprietario di tre reti televisive private e col controllo politico delle tre reti pubbliche, dunque senza il senso della decenza, visto che a settembre lo spazio dedicato dai sei telegiornali maggiori al governo, al suo leader e alla maggioranza varia dal 50,17 per cento all'82,25. Forse Berlusconi vuol militarizzare anche la libera stampa residua. O forse "salvarla", come farà con le banche.
SCUOLA & GIOVANI IL COMMENTO di EZIO MAURO
Davanti a una protesta per la riforma... more
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Trovate bottiglie incendiarie. Un'automobilista ferita durante la manifestazione di protesta
Il prefetto frena: "Nessun piano. Prima bisogna sistemare chi occupa queste realtà"
di GIOVANNA VITALE
È l'alba in corso Sempione, quartiere Montesacro. Una ventina di agenti in tenuta antisommossa fa irruzione nell'ex Horus club, locale un tempo alla moda occupato l'anno scorso dai centri sociali di sinistra.
Per il sindaco di Roma è l'inizio di un nuovo corso: "Oggi cominciamo un lungo periodo di sgomberi", dichiara Gianni Alemanno a blitz appena concluso. Una "bonifica" annunciata sin dalla campagna elettorale e sponsorizzata per mesi in seno al Comitato provinciale per la sicurezza, tant'è che il suo gabinetto ha già fatto confezionare un dossier sugli edifici comunali da liberare. Ma il prefetto Carlo Mosca frena: "Non c'è nessun tipo di pianificazione. Prima bisogna trovare soluzioni per sistemare tutte le persone che occupano queste realtà. Dopo si effettuano gli sgomberi. E si decide caso per caso".
Ieri il primo. Effettuato su ordine del tribunale che ha dato ragione al proprietario dell'immobile. Polizia e carabinieri entrano. Dentro non c'è nessuno, parte la perquisizione. Bottino: 7 molotov e 17 fumogeni "perfettamente funzionanti, tanto che è stato necessario l'intervento degli artificieri". La notizia si diffonde come un lampo. Accendendo la miccia di una giornata ad altissima tensione. Alimentata da una feroce polemica politica e finita con un corteo "antagonista": lanci di oggetti contro le forze dell'ordine, un paio di cassonetti incendiati.
Un'automobilista ha cercato di passare dal blocco ed è stata ferita alla testa. "È un'operazione di guerra" protestano subito gli occupanti, negando la presenza delle molotov. "Non vorrei che fossero le stesse della scuola Diaz", dà corpo ai dubbi il consigliere provinciale della Sinistra Arcobaleno Gianluca Peciola.
Piuttosto la prova, argomenta al contrario Alemanno, che "la preoccupazione della presenza di una violenza politica e di una rete che si muove all'interno dei centri sociali non era infondata". Perciò bisogna sgomberarli. Con azioni selettive, però. "Se là dentro ci vivono famiglie in emergenza abitativa cercheremo di dare delle risposte anche dal punto di vista sociale, sistemandole altrove", precisa il sindaco. Parole che, secondo Giuliano Castellino, ex segretario romano della Fiamma Tricolore ora approdato nel Pdl, esenterebbero i centri sociali "neri": "Da quanto mi risulta non ci sono occupazioni di destra che non siano per emergenza abitativa, basti pensare a Casa Italia, Casa Pound e anche al Foro 753 a Boccea. Noi non molliamo".
Ma su questo Alemanno è chiaro: "Qui non si tratta di fare la guerra ai centri sociali, la nostra non è una battaglia ideologica: a Roma c'è un problema di stabili occupati che sottraggono spazi alla cittadinanza. Se dentro ci sono ragazzi di destra, anche loro dovranno andarsene".
Linea dura subito sposata dal Pdl romano, che plaude al "ripristino della legalità". Mentre il Pd teme ripercussioni: "La politica degli sgomberi dei luoghi di aggregazione è errata perché creerà tensioni enormi in città". Senza appello la bocciatura del Prc: "Alemanno non ha dichiarato guerra all'illegalità ma ai pochi spazi di democrazia e socialità rimasti a Roma". A sera il corteo: "Rioccuperemo" è il grido di battaglia.
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Lunedì 20 ottobre alle ore 20:30 alla Palestra "Lazzeri" in via R. Martini 66 a Empoli si svolgerà un dibattito sul tema "Contro la Riforma Gelmini. Noi genitori cosa fare!". Questa assemblea aperta a tutti è stata promossa e coordinata dai professori e genitori.
WEBTV DIRETTA ORE 20:30 TVREPORTER in collaborazione con ANTENNEATTIVE.ORG
Può essere rivista su piattaforma Mogulus-YouTube .
CONDIVIDIAMO: spiegheremo la modalita QIK/MOGULUS/YOUTUBE.
DIVENTA REPORTER DELLA TUA CITTA' CON IL TUO CELLULARE DOTATO DI SCHEDA DATI.... http://manimangiri.blogspot.com/2008/10/contro-la-riforma-gelmini-assemblea.html
Lunedì 20 ottobre alle ore 20:30 alla Palestra "Lazzeri" in via R. Martini 66 a... more
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McCain in lieve rimonta, democratici e repubblicani si scambiano accuse di brogli Il partito di Bush chiede la revisione delle liste dei nuovi iscritti al voto
ALBERTO FLORES D'ARCAIS
CLEVELAND - Le ultime due settimane di corsa alla Casa Bianca rischiano di essere dominate da un nuovo tema: i brogli. Con Obama sempre in vantaggio nei sondaggi ma con le ultime rilevazioni che danno McCain in lieve recupero, la campagna repubblicana inizia a credere che la rimonta impossibile possa diventare realtà.
Ed ecco che dopo l'invenzione di "Joe l'idraulico", le accuse a Obama di essere amico dell'ex terrorista Bill Ayers, e quelle di promuovere un programma economico "socialista", gli attacchi contro il candidato democratico si concentrano sulle irregolarità commesse da Acorn (un'organizzazione che si occupa di registrare nuovi elettori), mentre diversi Stati - soprattutto quelli "in bilico" ma tradizionalmente repubblicani - sono sottoposti a pressioni perché cancellino dalle liste elettorali migliaia e migliaia di elettori. E i democratici reagiscono accusando McCain e Bush di "complotto".
Una battaglia inizialmente verbale, fatta di spot televisivi e di frasi ad effetto, che si è spostata adesso sul terreno legale: al Grand Old Party che chiede l'annullamento di migliaia di nuovi elettori registrati, il partito dell'Asinello risponde con una lettera al ministero di Giustizia in cui si domanda che uno "special prosecutor" indaghi su come il candidato repubblicano, in combutta con funzionari della Casa Bianca, stia complottando per rubare una vittoria che i democratici si sentono quasi in tasca.
Dato il precedente del 2000, con il riconteggio della Florida, la vittoria di Bush per poche centinaia di voti, le contestazioni (democratiche) sulle migliaia di schede annullate e considerato che anche nel 2004 (in Ohio) i democratici denunciarono brogli, quanto sta succedendo potrebbe essere solo l'inizio di una battaglia che potrebbe durare anche oltre il 4 novembre.
Continua: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-5/verso-elezioni-usa-5/verso-elezioni-usa-5.html
McCain in lieve rimonta, democratici e repubblicani si scambiano accuse di brogli Il... more
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BRUXELLES - Il commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas, si è detto "allibito" per le obiezioni avanzate dall'Italia sul pacchetto di misure europee sul clima.
"L'Italia è uno dei Paesi che probabilmente farà l'affare migliore", ha detto il commissario, sottolineando di non vedere per il nostro Paese alcuno svantaggio.
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L'autore dei Versetti satanici: scelga bene il suo esilio
"Conobbi Roberto a New York: già lì la polizia diceva che era in pericolo per Cosa Nostra"
di DARIO DEL PORTO
Le minacce della camorra a Roberto Saviano fanno più paura della "fatwa" lanciata contro Salman Rushdie dagli integralisti islamici. Secondo lo scrittore anglo-indiano, costretto da quasi vent'anni a vivere in clandestinità, l'autore di "Gomorra" "corre un pericolo terribile. Dovrà senza dubbio lasciare l'Italia, ma bisogna che scelga molto prudentemente il luogo di destinazione. La mafia pone un problema più grave di quello che io stesso ebbi ad affrontare".
Ricorda, Rushdie, di aver conosciuto Saviano ad aprile, a New York. "È un uomo estremamente gradevole, molto intelligente. Già in quel momento l'Fbi riteneva fosse in pericolo perché proprio negli Stati Uniti c'è la mafia". Ieri lo scrittore campano era a Francoforte, dove riceverà questa sera un premio speciale in occasione della fiera del libro e dove ha incontrato un altro scrittore sotto scorta, il premio Nobel turco Orhan Pamuk, finito nel mirino dei nazionalisti locali. Saviano resterà in Germania oggi e domani, mentre in Italia fa discutere la sua volontà di lasciare l'Italia dopo le ultime intimidazioni.
Roma è pronta a conferire la cittadinanza onoraria all'autore di "Gomorra". Una mozione in questo senso è stata presentata dal gruppo consiliare del Pd e il sindaco, Gianni Alemanno, ha già avviato il procedimento. La Provincia di Caserta ha rilanciato una campagna di solidarietà mettendo la foto di Saviano in evidenza sulla home page del sito web e la scritta: "Mille no alla camorra, mille grazie a Saviano". Anche Piero Fassino dedica al caso l'apertura del suo blog: "Non lasciare solo Saviano è un dovere morale e civico". Rita Borsellino sorella del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992, invita Saviano a non lasciare l'Italia ma secondo un sondaggio di Sky il 74 per cento votanti ritiene giusta la decisione.
Lancia un appello all'unità il presidente del Senato, Renato Schifani: "Le minacce che ancora oggi la mafia e la criminalità organizzata rivolgono a chi, come Roberto Saviano, ne denuncia i crimini atroci, potranno essere respinte dalla forza unita, allora sì invincibile, delle istituzioni e dei cittadini". Il 19 novembre è in programma a Casal di Principe una manifestazione della Cgil e a una grande iniziativa nazionale lavora la commissione Cultura della Camera, che ha in mente di riunirsi proprio a Casal di Principe. Un'idea bipartisan, lanciata da Fabio Granata, del Pdl, e Giuseppe Giulietti, Idv, accolta dal "vivo apprezzamento" del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che non ha escluso di poter partecipare.
Il pm Ardituro sta intanto indagando sulle minacce. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha accertato che il boss Francesco Schiavone, detenuto in regime di carcere duro, non ha inviato fax. Dunque le affermazioni dal tono intimidatorio dirette a Saviano e riportate dalla trasmissione "Matrix" ("Questo grande romanziere deve smettere di fare affermazioni calunniose su di me, non solo in conferenza stampa ma poi riportate sul giornale Repubblica") potrebbero essere contenute in una delle cinque lettere inviate dal padrino ai suoi legali, ai quali Schiavone ha chiesto anche di sporgere querela nei confronti dello scrittore.
L'autore dei Versetti satanici: scelga bene il suo esilio
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La tv di Stato caricherà le produzioni sul grade portale video E anche gli utenti potranno pubblicare i loro "spezzoni. Intervista al fondatore del gigante web di proprietà di Google
"In futuro sarà sempre più la rete a distribuire la tv agli utenti"
dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE
L'annuncio è certamente interessante: YouTube e la Rai hanno stretto un accordo per il quale ogni settimana la Rai caricherà sul sito i propri contenuti, rendendoli consultabili dagli utenti di tutto il mondo. E non solo: gli utenti potranno continuare a caricare i loro "spezzoni" di televisione Rai in maniera legale, l'azienda pubblica, con i software di controllo di YouTube, eliminerà solo i file che hanno problemi di copyright.
E' una novità non da poco, è un segnale (che arriva a poca distanza da un simile accordo chiuso tra YouTube e la Cbs) di una nuova strategia sia da parte dei produttori di contenuti sia da parte di YouTube. Piero Gaffuri, direttore di Rai Nuovi Media, tiene a sottolinearlo: "Questo accordo va nella direzione giusta, ovvero quella della diffusione dei contenuti Rai su più piattaforme e della nascita di partnership con operatori web di alto profilo internazionale.
Anche Chad Hurley, il fondatore e capo di YouTube, arrivato al Mipcom di Cannes per presentare l'accordo, non nasconde la sua soddisfazione: "E' un ottimo risultato. Dopo un periodo di test che ha avuto un buon successo abbiamo deciso di andare avanti in un rapporto di collaborazione che sarà fruttuoso per entrambi".
Signor Hurley, vi state orientando sempre di più verso i grandi produttori di contenuti. E' un cambiamento di strategia? Volete mettere in secondo piano i contenuti generati dagli utenti?
"No. E' il contenuto generato dagli utenti che ha portato YouTube al successo, ed è su questi contenuti che sono arrivati da noi i pubblicitari, non ci trasformeremo, insomma, un distributore di televisione tradizionale e basta. Ma è anche vero che le cose cambiano, ad esempio stiamo assistendo ad una crescita di interesse per contenuti di durata più lunga delle solite clip da pochi minuti, e questo significa poter allargare le possibilità di interazione anche con i nostri partner, con i professionisti, con chi realizza contenuti e vuole distribuirli attraverso YouTube. Quello che cerchiamo di fare con partner come la Rai o la Cbs, è di offrire loro tutti gli strumenti possibili per controllare, gestire e monetizzare la loro presenza su YouTube, con grande flessibilità".
In Italia avete fatto l'accordo con la Rai, ma avete invece una causa in corso con Mediaset.
"E' ovvio che la situazione sia in evoluzione, che ogni realtà ha un suo specifico, ma io sono ottimista, credo che YouTube offra la migliore piattaforma video in circolazione, quella che offre più garanzie agli operatori del settore, delle forme di accordo si troveranno. Siamo nati come una piattaforma per gestire e condividere i filmati fatti tra amici, ci siamo evoluti e siamo diventati un "video hub" globale che può creare benefici a chi produce video e film. Fino a poco tempo fa eravamo visti solo come dei nemici della televisione, oggi stiamo diventando dei partner. Ma noi non siamo cambiati".
continua: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/youtube-world/youtube-world/youtube-world.html
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Attenzione a questa notizia, non lasciatela passare inosservata: il ritorno di Corrado Carnevale, quello che dopo le stragi del 92 chiamava "cretino" Falcone e definiva Falcone e Borsellino di livello professionale prossimo allo zero, è la condizione indispensabile per concludere la trattativa che portò all'eliminazione di Paolo Borsellino ed arrivare la punto finale, la revisione dei processi di mafia. Hanno ucciso Salvo Lima per dare un segnale ad Andreotti dopo che le sentenze del maxi processo erano state confermate in cassazione, adesso i nuovi referenti scelti e portati al potere da Cosa Nostra stanno facendo quello che Andreotti non era riuscito a fare. Adesso risulta ancora più chiaro il motivo per cui Mancino è andato ad occupare la carica di vicepresidente del CSM.
Una norma abolisce il limite dei 75: e così il giudice "ammazzasentenze" potrà restare in servizio
fino a 83 anni. Tornando in corsa per il vertice della Cassazione
E adesso c'è un record anche per le leggi ad personam. Anzi: doppio record. Stessa persona come beneficiario e stesso governo. Sempre Berlusconi, of course. E con un "graziato" di tutto rispetto, Corrado Carnevale, la toga che fu nota come "l'ammazzasentenze", per via dei processi di mafia che annullava dalla Suprema corte per vizi formali.
Che osò perfino dare del "cretino" a Giovanni Falcone, perché "certi morti io non li rispetto". Ma Carnevale è nel cuore della destra. Gli fecero una leggina ad hoc nel 2003, per ripescarlo dalla pensione dov'era finito quale imputato in un processo per mafia, gliene rifanno una per consentirgli di concorrere all'unico incarico che desidera, il posto di primo presidente della Cassazione. Ci arriverà alla veneranda età di 80 anni, ci potrà restare fino ai suoi 83, anche se i colleghi vanno in pensione a 75. Appena ieri, a Taormina, davanti ai giovani avvocati, il Guardasigilli Alfano ha vantato i meriti del Csm perché "svecchia" i capi degli uffici. Ma per Carnevale, l'unico che si è vantato d'essere l'ispiratore della prima norma a suo favore, ben venga un'eccezione.
Lodo Alfano, lodo Consolo, lodo Geronzi. Eccoci al lodo Carnevale. Partorito giovedì 9 ottobre, al Senato. Infilato nel decreto legge che dà più soldi ai magistrati in marcia verso le sedi disagiate. Lo propone Luigi Compagna, docente di dottrine politiche, d'origini repubblicane, oggi forzista. A leggerla, la minuscola norma pro-Carnevale, è incomprensibile, ma significa tanto. Dice così: "L'articolo 36 del decreto legislativo 5 aprile 2006 n.160, come modificato dall'articolo 2 comma 8 della legge 30 luglio 2007 n.111, è abrogato". Vuol dire: la disposizione dell'ordinamento giudiziario dell'ex Guardasigilli Clemente Mastella (2007) per cui, chi fu graziato nel 2004 e ottenne la ricostruzione della carriera non può ottenere posti di vertice oltre i 75 anni, "è abrogata". La Mastella cancellava la Castelli che invece non poneva limiti d'età. Ora si torna indietro. E si dà via libera a Carnevale.
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=741:leggi-ad-personam-tocca-a-carnevale&catid=4:2008&Itemid=3Attenzione a questa notizia, non lasciatela passare inosservata: il ritorno di Corrado... more
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Oggi ringrazierò dei giornalisti perché qualcuno ce l'abbiamo ancora, per fortuna.
E meno male perché così non ci sentiamo inutili. Il primo giornalista che vorrei ringraziare è Milena Gabanelli.
Non soltanto per la splendida puntata di Report di ieri sera, in cui abbiamo visto crollare, alla seconda o terza domanda, il grande patriota Colaninno che doveva salvare l'Alitalia.
Ieri sera abbiamo appreso che ancora non c'è niente di deciso, che il prezzo che loro offrono per rilevare la parte sana dell'Alitalia è tutto da verificare.
Ma soprattutto abbiamo appreso che il famoso impegno a non vendere da parte dei sedici patrioti della cordata CAI in realtà è una balla.
Quando la Gabanelli ha messo il piano della CAI sotto il naso di Colaninno chiedendogli dove sta scritto l'impegno dei sedici soci a non vendere, Colaninno si è messo a ridere, come dire "lo sai anche tu che c'è!".
Però non è riuscito a trovarlo nemmeno lui.
Abbiamo anche appreso che la ragione sociale della CAI, fino a questo momento, è quella di trattare passamanerie, che non mi pare siano sinonimo di aerei.
Ma la Gabanelli va ringraziata soprattutto, insieme a Giovanna Bursier che curava il servizio sull'Alitalia, per avere scoperto ciò che nemmeno l'opposizione parlamentare aveva scoperto.
Voi direte: "beh, ci vuol poco... l'opposizione praticamente non esiste...".
Pensate che quando Di Pietro ha votato no alla costituzionalità del decreto Alitalia, il Partito Democratico non ha trovato di meglio che astenersi.
Si astengono addirittura sulla porcata Alitalia.
Continua: http://www.beppegrillo.it/2008/10/pp_13-10-08.html#commentsOggi ringrazierò dei giornalisti perché qualcuno ce l'abbiamo ancora, per fortuna.... more
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L'Italia "da Paese di emigranti si e' trasformato solo recentemente in una destinazione privilegiata per gli immigrati" accolti con riluttanza. Questo sta trasformando il Belpaese in una nazione di razzisti? E' quanto si chiede in un lungo articolo i New York Times che ha dedica un lungo articolo al dibattito sul tema razzismo in Italia partendo dal caso del giovane Abdul William Guibre originario del Burkina Faso ucciso lo scorso mese a Milano per aver rubato una scatola di biscotti. Questo caso evidenzia quello che il Nyt definisce il "paradosso del nord": le regioni settentrionali sono allo stesso tempo quelle dove si registra "piu' integrazione e piu' lavoro" ma anche il "piu' alto sentimento anti-immigrati del paese e il piu' alto supporto alla Lega Nord". A conferma della crescente tensione tra italiani e immigrati il Nyt ha citato anche gli episodi di intolleranza di Milano, Parma, Roma, Ciampino e Castel Volturno. Non solo. Anche la nuova legislazione voluta dalla Lega che stringe i freni sull'immigrazione e facilita' l'espulsione dei clandestini e' citata come paradigma del cambiamento di clima in Italia. Tendenza sottolineata sia dal Papa che dal presidente della Repubblica: "Giorgio Napolitano incontrando Benedetto XVI al Quirinale ha chiesto che lo Stato e la Chiesa lavorino insieme per sconfiggere il razzismo" .
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Il videoservizio per L'espresso di Elena Stancanelli sul Campo d'Azione di Forza Nuova a Roma
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Io spero fortemente che domani molti quotidiani riprendano con grande risalto la notizia - pubblicata oggi nelle pagine locali di Caserta del “Mattino” - del raid intimidatorio della camorra a casa di Rosaria Capacchione.
Rosaria è una giornalista del “Mattino” che da due decenni si occupa di camorra con un coraggio ammirevole e che per questo è entrata nel mirino dei casalesi. Chi la segue da anni mi dice che ha meriti nella lotta culturale alla camorra non inferiori a quelli di saviano.
Vive sotto scorta, naturalmente.
L’altra notte a Caserta sono entrati nella sua casa, mentre lei era fuori. Non erano ladri, non hanno rubato niente. Tranne un po’ di appunti di lavoro e una targa premio senza nessun valore. Quella che a Rosaria ha dato l’associazione Articolo 21, proprio per premiare la sua battaglia contro la camorra.
Nessuno è così ingenuo da non capire il significato simbolico di questo gesto. Il raid notturno e il furto della targa sono un messaggio assai limpido dei casalesi a Rosaria e a tutti quelli che sui libri, sui giornali e in Rete stanno conducendo la battaglia dell’informazione contro i casalesi ela camorra.
Loro, i camorristi, sanno benissimo che le condanne del processo Spartacus, così come i recenti arresti, hanno tra le loro cause anche la grande attenzione mediatica che in questi ultimi anni si è concentrata su di loro.
Insomma, i giornalisti - anzi alcuni giornalisti - sono ora l’obiettivo dei casalesi. Speriamo che gli altri, quelli che non vivono sotto scorta a Caserta, vogliano spendere una parola per Rosaria e concentrare l’attenzione su lei, come è stato fatto per Roberto Saviano.
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Studenti, ricercatori e docenti sfilano contro il Decreto Legge 133 e la riforma scolastica del Ministro Gelmini. Previsti tagli all'istruzione per miliardi di euro, conversione della scuola pubblica in fondazioni private, blocco al 20% delle assunzioni di nuovi docenti. Pisa, 08 Ottobre 2008. menumaluentu youtube
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