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Per noi il concetto di bontà non si riferisce solo al gusto, alla freschezza, alla genuinità della nostra frutta e verdura, ma abbraccia tutta la nostra filosofia di lavoro e, perché no, anche di vita.
Bontà è toccare, annusare, assaggiare, degustare – e perché no, scartare – la frutta e la verdura biologica che vi consegniamo perché il nostro obiettivo e farvi mangiare sano.
Bontà è selezionare con cura i migliori produttori biologici, andare nelle loro aziende, ascoltare – anche con una certa dose di umiltà – le loro storie e osservare il loro prezioso lavoro.
Bontà è la professionalità e la passione che mettiamo nel nostro lavoro, la cura e l’attenzione con cui cerchiamo sempre di soddisfare tutte le vostre esigenze necessità.
Bontà è dialogare con voi, la community, offrirvi consigli, ricette e dritte sui nostri prodotti – anche su quelli più “strani” – e ricevere preziosissimi feedback che ci permettono non solo di migliorare il nostro lavoro, ma anche di imparare tante cose nuove.
Bontà è insegnare ai bambini la cultura alimentare in modo da fargli prendere coscienza di quello che mangiano, anche se a volte non è proprio di loro gusto :) . E, perché no, organizzare anche corsi di cucina dedicati esclusivamente a loro.
Bontà è essere sempre attenti e aggiornati sui cambiamenti del nostro settore: gli enormi sviluppi che le nuove tecnologie stanno portando nel mondo dell’agricoltura modificano, giorno dopo giorno, il modo di intendere questo lavoro – anche e soprattutto il rapporto tra produttori e consumatori – ma fortunatamente non la qualità dei prodotti :) .
Tutto questo è per noi la bontà. E per voi? Qual è il vostro concetto di bontà?Per noi il concetto di bontà non si riferisce solo al gusto, alla freschezza,... more
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È vero, siamo a metà novembre e parlare di Natale e di regali potrebbe sembrare prematuro…poi però accade che ci ritroviamo il 24 dicembre sera a girare come dei matti per la città perché ancora non abbiamo trovato i doni per i nostri amici, parenti, mogli, mariti e così via. In genere, ci scervelliamo per trovare quel qualcosa di particolare che si addice proprio a quella persona specifica, senza però essere scontati e banali, per intenderci: la classica sciarpa di lana :) . Ma non solo: siete un’azienda e dovete fare il regalo di Natale ai vostri dipendenti…un ombrello? Una chiavetta USB? O peggio ancora…un’agenda???
E se invece regalassimo la bontà, la qualità…il benessere? Noi abbiamo pensato proprio a questo quando abbiamo realizzato le nostre confezioni natalizie personalizzate in base a diverse esigenze. Potete, infatti, regalare i nostri prodotti biologici (freschi e confezionati), in delle confezioni semplici e allo stesso tempo molto belle e curate, con cartoncino ondulato e la paglietta di legno, in pratica…confezioni dal sapore naturale :) . E, come dicevamo, adatte a ogni esigenza.
Ho organizzato una cena tra amici prima di Natale, cosa preparo?
Prima di Natale, capita molto spesso che gli amici si ritrovano a casa per una bella cenetta dove parlare magari delle prossime ferie e di destinazioni esotiche da raggiungere per fuggire dal freddo di Milano. Le vacanze, però, non sono ancora iniziate e quindi c’è poco tempo per fare la spesa. Abbiamo pensato quindi alla confezione Natale e Pasta! che contiene: olio extra vergine di oliva, maccheroni di grano duro, spaghetti di kamut e di grano duro, pesto ligure, passata di Pomodoro e sugo pronto alle verdure. Preparerete davvero una cena sana e gustosa.
Devo scambiare i regali con un po’ di persone…quasi quasi faccio un aperitivo a casa.
Si sa, lo scambio dei doni non è sempre logisticamente facile: non si ha il tempo materiale per andare da tutti e poi capita che qualche regalo si consegna dopo capodanno. Come conciliare le esigenze di tutti e in un solo luogo? Facendo un aperitivo a casa, magari. Per questa soluzione, abbiamo pensato alla confezione NatalePiù. In questa confezione, oltre ai “classici” prodotti (olio, pasta e passata di pomodoro), sono presenti tutta una serie di creme e alimenti per i vostri stuzzichini: creme di cipolla rossa, di peperone e di radicchio, olive taggiasche in salamoia, pomodori sott’olio e giardiniera di verdure sott’aceto.
Non è Natale senza una tombolata in famiglia.
Dopo il pranzo di Natale, in una famiglia numerosa, in genere i bambini (ma anche gli adulti :) ) vogliono organizzare i classici giochi sotto l’albero: tombola, mercante in fiera o una bella partita a carte. Durante queste partite, si sa, si mangiano i “classici” frutti invernali, come l’ananas, le noci o gli agrumi. Tutti prodotti freschissimi che trovate nella nostra confezione Fresco Natale.
E se voglio regalare Il BuonEssere tutto l’anno?
La bontà e la qualità non si regalano però solo a Natale. Per questo, abbiamo pensato al BuonRegalo, una vera e propria gift card con cui potrete regalare una delle nostre confezioni “classiche” a chi volete e soprattutto quando volete. Scegliete la tipologia di confezione (solo verdura, solo frutta, frutta e verdura), la taglia e acquistate la card regalo: la persona che riceverà il Buonregalo potrà effettuare l’ordine della confezione quando vorrà.
Che altro aggiungere? Regala la bontà con Il BuonEssere.È vero, siamo a metà novembre e parlare di Natale e di regali potrebbe... more
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Bisogna condurre uno stile di vita sano. È questo l’imperativo che sentiamo ripetere ogni giorno, in tutte le salse e da tutti i mezzi d’informazione. E questo “monito” è ancora più sentito da chi vive in una grande città come Milano che, con i suoi ritmi frenetici, impone quasi uno stile di vita che ben poco si avvicina a quello “consigliato”.
Per essere in linea con questo principio, bisogna seguire delle “semplici” attenzioni: adottare un’alimentazione sana e bilanciata, praticare regolarmente attività fisica (che non significa correre tutti i giorni al lavoro :) ), non fumare e limitare il consumo di bevande alcoliche. Se praticare sport, non fumare e bere con moderazione sembrano attività abbastanza intuitive, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda la sana alimentazione che può essere soggetta a diverse interpretazioni, purtroppo non sempre corrette.
Cosa significa quindi mangiare sano? Una dieta equilibrata deve essere in grado di apportare al nostro organismo, in quantità corrette ed equilibrate tra loro, tutti i nutrienti necessari, ovvero: acqua, carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali. Purtroppo, però, i prodotti che acquistiamo (e mangiamo) spesso non solo contengono sostanze che non apportano nessun beneficio al nostro organismo, ma addirittura che possono essere molto dannose. Pensiamo ai pesticidi, erbicidi, fertilizzanti, additivi, conservanti e altri composti chimici che quotidianamente assumiamo con gli alimenti che mangiamo.
Per questi motivi, l’alimentazione sana parte dalla scelta dei prodotti, prima che dal loro consumo. Alimenti che non devono essere trattati e che, quindi, non contengono sostanze dannose per la nostra salute. In poche parole? Scegliete i prodotti biologici. Non solo i prodotti biologici sono più sani, ma hanno anche un potere nutrizionale molto più elevato rispetto agli alimenti “trattati”. Un esempio? La polpa dei frutti bio contiene meno acqua e presenta dunque una concentrazione di nutrienti più elevata, come fibre, vitamine e minerali. E non solo: i prodotti biologici non costringono l’organismo a dover metabolizzare (con relativo stress inutile e soprattutto dannoso) sostanze esterne, pesticidi e altro, di cui sono privi.
Mangiare prodotti biologici, poi, innesca un circolo virtuoso che ci permette davvero di completare in pieno il passaggio a uno stile di vita sano. Il cibo biologico, infatti, non altera i naturali processi di crescita: le coltivazioni rispettano la stagionalità e, per questo motivo, i prodotti crescono esclusivamente nei periodi naturali. Lo scarso utilizzo di sostanze chimiche nell’ambiente, poi, permette di mantenere la terra ricca e le sorgenti d’acqua rimangono praticamente incontaminate, mantenendo la loro purezza.
Un’ultima cosa, che sicuramente farà sorridere, ma non è meno importante: non dobbiamo farci condizionare, nell’acquisto dei prodotti bio, dal loro aspetto esteriore: sicuramente sono meno “attraenti” rispetto ad altri alimenti, ma in questo caso “l’occhio non vuole la sua parte”. Ci capita, a volte, che i nostri clienti abbiano qualche “sussulto” vedendo la grandezza o la forma dei nostri prodotti (un po’ inusuali per chi è abituato alla “perfezione” delle grandi catene di distribuzione), ma poi una volta assaggiati, beh…la bontà e la qualità fanno passare l’aspetto in secondo piano :)Bisogna condurre uno stile di vita sano. È questo l’imperativo che... more
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Grazie ai Social Network, i produttori biologici possono uscire dal loro storico isolamento rurale e avvicinarsi sempre di più non solo ai propri clienti, ma tutte quelle persone che sentono il bisogno di migliorare la qualità della propria vita. Ecco perché oggi non c’è azienda agroalimentare che si rispetti, da quelle a conduzione familiare alle multinazionali, che non abbia un account sui social network. Gli obiettivi che spingono non solo i produttori, ma anche i consumatori, a formare delle community grazie ai social media sono diversi, ma il comun denominatore è sempre lo stesso: far parte di un movimento sociale che si impegna per una vita migliore. In un post di The Goodones, questo concetto di community sostenibile è bene espresso:
È evidente una consapevole attenzione alla qualità del prodotto/servizio, alla vicinanza e alla relazione con il proprio territorio, alla sostenibilità della produzione. Ma soprattutto gli utenti riconoscono e premiano l’impegno personale di chi conduce queste aziende, che accanto agli obiettivi di fatturato è fatto di ricerca e sviluppo e condivisione del sapere.
Business locale
Twitter e Facebook stanno aprendo finestre di opportunità per gli agricoltori di tutto il mondo. I produttori sfruttano i social network per creare una community dei loro clienti, molto spesso a chilometro zero. Quale mezzo migliore per promuovere, vendere, ma soprattutto far conoscere i propri prodotti e tutto quello che c’è dietro? E non è solo business. Il contadino 2.0 può ricevere continui feedback sul suo lavoro, migliorando così anche la qualità stessa del frutto del suo lavoro, come in una sorta di circolo virtuoso. In questo rapporto attivo, tutti beneficiano di questo scambio, a tutti i livelli.
Community bio
Il creare una community in campo bio, e in senso più ampio nel settore agroalimentare, avviene su più livelli. Prima di tutto, all’inizio della filiera, ci sono i produttori. Non solo, come detto sopra, sono in contatto con i loro clienti, ma anche con i loro colleghi che, soprattutto nel mondo dell’agricoltura biologica, non sono visti come concorrenti. Tutti fanno parte della stessa squadra e il modo migliore per andare avanti è condividere anche quelli che una volta venivano considerati “segreti” sulle tecniche di coltivazione biologica. Molto efficace, in questo senso, il commento di Alessandra Rossi a un nostro post dedicato proprio ai produttori bio:
[…] In questo ambiente si respira un’aria beyond the biz, piena di umanità, sorprese, innovazioni ma anche conservazione dell’ambiente e delle migliori tradizioni enogastronomiche. Per la maggior parte questi produttori guadagnano poco rispetto ai prezzi finali del mercato. Ambienti ed iniziative che informino le masse e permettano il rapporto diretto tra loro ed i consumatori è una possibilità di salvezza per chi produce e di garanzia per chi acquista.
Consumatori
E questo, come detto, è solo un primo aspetto di community. E i consumatori? La nuova cultura alimentare è web 2.0. Secondo una ricerca di GPF, il 50% degli italiani è attento all’ambiente e acquista prodotti eco e il 60% opta per i grandi marchi più attenti a non sprecare. La maggior parte di loro discute in rete, e principalmente sui Social network, di cibo biologico, scambiandosi consigli, opinioni e ricette su tutti quei prodotti di cui magari non si conosceva l’esistenza o non sa come cucinarli. A questa categoria di consumatori, poi, si aggiungono tutti i movimenti bio e green che promuovono una cultura sostenibile ed eco-friendly e i blogger (e non solo) che sono appassionati dei buoni sapori, che si tratti di cibo o di vino. Loro amano approfondire la loro cultura del cibo pur senza essere assaggiatori di professione. Non solo amano mangiare cose buone e sane, infatti, ma vogliono soprattutto condividere il cibo (in deliziose cenette) e le loro informazioni (ovviamente in rete).
E anche noi de Il BuonEssere ci sentiamo parte come consumatori, appassionati, imprenditori, di questa community che ha voglia di una qualità della vita migliore, partendo proprio dal cibo.Grazie ai Social Network, i produttori biologici possono uscire dal loro storico... more
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Il settore della green economy è in costante ascesa, molto più di altri ambiti. Perché? Perché gli italiani hanno una grande attenzione alla qualità della vita e soprattutto…alla qualità del cibo. Oggi più di ieri. Ovviamente al primo posto, in questa rivoluzione verde troviamo gli agricoltori, che secondo il 72% delle persone intervistate in una ricerca della Coldiretti, “conservano vive le tradizioni, impedendo la cementificazione, facendo manutenzione del territorio, coltivando cibo biologico e dando lavoro”.
E questo non è che l’inizio della filiera. Infatti, al mestiere dell’agricoltore si affiancano tutta una serie di nuove professionalità, sempre più specializzate, preparate e soprattutto social: gli eco-manager, i contadini hi-tech, i bio-agricoltori, i fruttivendoli 2.0… In questo contesto si inserisce Il BuonEssere, un’azienda tutta italiana formata da imprenditori, manager e tecnici che trovano il giusto equilibrio tra economia e qualità della vita. L’idea de Il BuonEssere, che proprio in questo periodo compie un anno :) , è venuta a Fabio Degli Angeli, un ingegnere che ha deciso di intraprendere questa nuova professione pensando alla qualità del cibo che mangiava e che, soprattutto, dava da mangiare ai suoi figli. Ed è proprio da questo bisogno che l’ex consulente si è messo all’opera, cercando i migliori produttori (e prodotti) biologici e iniziando così questa avventura.
Da subito Fabio ha trovato altre persone pronte ad affrontare questa sfida con grande passione. L’incontro decisivo, grazie al quale tutto ciò è potuto decollare, è stato con Cristina Re. Laureata in Scienze delle Preparazioni Alimentari e Scienze e Tecnologie della Comunicazione (ha lavorato nel mondo alimentare occupandosi di Ricerca e Sviluppo), Cristina è soprattutto una persona concreta che non ha disdegnato fin da subito di “sporcarsi le mani” sia in ufficio, seguendo clienti e fornitori, sia sul campo, preparando e consegnando le confezioni di frutta e verdura. Cristina vi dà anche i consigli su come conoscere e preparare i prodotti della vostra confezione in una fantastica brochure.
L’entusiasmo ha presto esteso il suo contagio. Così, è saltato a bordo Lorenzo Onorati. Che dire di Lorenzo? Romano di 39 anni, ama i gamberi al tamarindo, i Miami Dolphins, i vini naturali e David Foster Wallace. Ha conosciuto Fabio mangiando salame e bevendo Lambrusco (e frequentando con lui un MBA a Bologna) e da allora è consumatore abituale di frutta e verdura biologica. Lorenzo, che durante il giorno lavora in una multinazionale dell’IT, la sera si occupa di marketing e sviluppo dell’offerta. Ha avuto, tra le altre cose, il “difficile incarico” di dover selezionare i vini biologici da inserire nel catalogo.
Lidia Forlivesi, in seguito a un master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico, si è trasferita a New York dove ha vissuto per 6 anni lavorando per un gruppo importante di ristoranti italiani. Nella grande mela aveva una regola ferrea: fare la spesa nei supermercati organics e per la frutta e verdura, sempre al “farmer’s market”! Rientrata in Italia, le mancava il servizio a domicilio a cui era abituata e per questo ha contattato Il BuonEssere come cliente. Ora fa parte del Team per sviluppare la parte di marketing.
Ma anche senza Barbara, Rossella, Antonio e tutti coloro che in questi mesi hanno preparato e consegnato ogni giorno le confezioni, Il BuonEssere non sarebbe potuto crescere ed arrivare fin qui.
La maggioranza degli italiani vuole una vita sostenibile e comprare prodotti bio? Bene, Il BuonEssere non solo seleziona i migliori prodotti da agricoltori biologici, ma li porta direttamente nelle vostre case. Lo scopo del Team de Il BuonEssere, infatti, è uno solo: portare la bontà sulle tavole dei milanesiIl settore della green economy è in costante ascesa, molto più di altri... more
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Quando ho iniziato a concepire il BuonEssere, mi sono ovviamente posto il problema di dove e come recuperare tutti i prodotti che avevo in mente e che avrei voluto offrire ai miei futuri clienti. Ho iniziato così un lungo lavoro di recupero informazioni su siti del settore, associazioni di categoria, ecc… e ho avuto anche la fortuna di essere indirizzato da una persona che aveva seguito un’attività analoga. Da lì è iniziata la mia ricerca. Ho contattato poi i produttori telefonicamente, raccontando chi ero e cosa avrei voluto fare. All’inizio forse non mi prendevano molto sul serio (Salve, sto per avviare un’attività di… in effetti sono un ingegnere consulente nei servizi finanziari…), ma nessuno mi ha mai sbattuto la porta in faccia anzi, dimostravano tutti una grande disponibilità.
Così ho iniziato a fare le prime visite, armato di molta umiltà (venivo da un mondo che non c’entrava niente col loro) e soprattutto curiosità. Questa è stata (ed è tuttora) la parte più bella del mio lavoro. Andare a conoscere nuovi produttori, farsi raccontare le loro storie, le caratteristiche/peculiarità del loro prodotto e della loro terra e… provare i prodotti.
Uno dei primi produttori da cui sono andato è Valter Cavalli (zona Casalmaggiore), specializzato in zucche e meloni. Oltre a perdermi in mezzo ai campi, ricordo che arrivai in una cascina che sembrava disabitata. Non c’era nessuno e così attesi chiuso in auto quasi un’ora. Poi arrivò Valter e da lì iniziò il mio primo incontro da “valutatore” assolutamente inesperto. Purtroppo non c’erano più meloni, ma quella visita mi aprì le porte a molti altri produttori che Valter non esitò ad indicarmi in una chiacchierata nella cucina della cascina: io, da bravo ingegnere, con blocco appunti, schede fornitori, e lui, forse con un po’ di scetticismo, mi dava i riferimenti di colleghi affidabili da visitare.
Il secondo incontro importante fu con Ca’ Magre, un’azienda che Valter mi aveva indicato come produttrice di ottime fragole che ben presto scoprii anche di molti tipi di verdure. Avevo il contatto con Sonia, con cui poi ho instaurato un bel rapporto professionale, e così organizzai una gita nella campagna veronese (una costante di tutte le mie visite era che, quasi sempre, mi perdevo). In quel periodo ero spesso a Trento (il mio ex lavoro di consulente) e capitava di frequente che, per ottimizzare gli spostamenti, decidessi di recarmi dal cliente in giacca e cravatta con uno sgargiante furgone frigo preso a noleggio per poi fermarmi a Verona per caricare un bancale di frutta e verdura.
Così approfittando della mia presenza nella zona di Trento decisi di incontrare un produttore di confetture. Stefano Debiasi ha un laboratorio di trasformazione e la sua azienda biologica alle pendici di un monte in località Rovereto: i suoi prodotti li usa principalmente per fare trasformati (passate, composte, confetture…) e la qualità è “immensa” perché, come mi ha spiegato e come ho avuto poi modo di verificare, oltre a “cucinare” sotto vuoto, la concentrazione di materia prima nel prodotto finito è elevatissima. Per fare 100 gr di composta, in alcuni casi, servono quasi 120 gr di materia prima. E questo perché ai suoi trasformati non aggiunge praticamente niente, soprattutto niente addensanti.
È stata poi la volta di Renzo Quarella di Pescantina. Il nome della località dovrebbe già dare qualche indicazione sul prodotto J. In realtà Renzo, oltre che per le pesche (mele, kiwi, susine) rimarrà sempre associato nella mia testa alle giuggiole. Ne avevo sempre sentito parlare, viste in foto qualche volta, ma mai provate. E quella fu una splendida sorpresa che decidemmo di inserire nella “prima settimana” ufficiale di consegne de Il BuonEssere, la settimana 39. Poi si sono aggiunti Deola, un laboratorio artigianale delle mie parti – Belluno – che produce biscotti, focacce, plumcake e crostate in due forni a legna alimentati da fascine di legno locale e Cascina Avicenna: Luigi, oltre a produrre verdure tradizionali, supporta un progetto di sperimentazione e recupero di varietà non più diffuse.
Così, grazie al passaparola e i suggerimenti dei produttori, il parco fornitori è diventato sempre più grande. Pur incontrando diversi produttori, ognuno con la sua peculiarità e il suo carattere, ho piacevolmente notato una cosa che li accomuna tutti: la semplicità e la cortesia, l’idea di fare parte di un mondo piccolo (quello del bio) dove tutti si conoscono e, sembra strano, dove difficilmente ci si comporta da rivali, ma quasi sempre da colleghi.Quando ho iniziato a concepire il BuonEssere, mi sono ovviamente posto il problema di... more
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Noi del Buon essere spendiamo moltissimo del nostro tempo per selezionare con cura, in tutta Italia, i nostri produttori: persone che, come noi, credono in quello che fanno, hanno cura dei frutti del loro lavoro, rispettano l’ambiente e pensano che il buon cibo non ha bisogno di nessun additivo particolareNoi del Buon essere spendiamo moltissimo del nostro tempo per selezionare con cura, in... more
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Il BuonEssere nasce da un’idea molto semplice: fare in modo che le persone tornino ad apprezzare quei sapori unici e quella bontà che non si trovano più nelle grandi catene di supermercati, ma anche nel negozietto di quartiere o dal fruttivendolo sotto casa. Come lo facciamo? Portiamo direttamente a casa vostra, a Milano e hinterland, la migliore frutta e verdura biologica di stagione, appena raccolta, in confezioni personalizzate in base alle vostre necessità.Il BuonEssere nasce da un’idea molto semplice: fare in modo che le persone... more
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