tagged w/ Vanguard Italia
-
A partire da Mercoledi 11 Novembre alle 23:00. Veline: chi sono? Come arrivano alla meta? Qual è la trafila da fare per entrare nel mondo magico della televisione?A partire da Mercoledi 11 Novembre alle 23:00. Veline: chi sono? Come arrivano alla... more
-
-
Dal 13 Ottobre 2009 ogni Martedì e Mercoledì alle 23:00 su Sky 130 e http://vanguard.current.comDal 13 Ottobre 2009 ogni Martedì e Mercoledì alle 23:00 su Sky 130 e... more
-
-
"La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia»
Parole di Franco Basaglia, medico psichiatra e ispiratore di una legge, la 180, che ha cambiato la storia del nostro Paese. Fu una vera e propria rivoluzione culturale e medica, basata sulle nuove concezioni psichiatriche che Basaglia sperimentò e di cui si fece promotore.
Dopo più di 30 anni da quella legge che sancì la chiusura dei manicomi restano ancora molti problemi irrisolti nel sistema sociosanitario italiano.
Secondo un'indagine realizzata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Unione Europea, circa il 29% degli europei soffre di problemi psichici, il 14% di depressione, il 16% di ansia. Circa 58 mila cittadini dell'Unione si suicidano ogni anno e un numero di circa dieci volte superiore tenta il suicidio. Eppure solo una persona su quattro si rivolge a uno specialista, solo una su tre riceve un trattamento appropriato, sia farmacologico che di supporto psicologico.
In Italia si calcola che una persona su cinque abbia sofferto nella vita di disturbi mentali, dalle forme benigne a quelle gravi. Sono 500mila solo nel Lazio i malati di depressione, 100mila in forma grave. Sempre di depressione sono affetti 8 bambini su 100 al di sotto dei 10 anni. In Italia 2 milioni di ragazzi tra i 12 e i 25 anni soffrono di disturbi del comportamento alimentare. Nel Lazio il fenomeno interessa 30mila adolescenti, di cui 2.500 affetti da anoressia e 7.500 da bulimia nervosa. Una recente indagine della Sapienza dice, inoltre, che circa 40mila romani soffrono di seri disturbi psichici e che 10mila necessitano di cure ospedaliere.
Al di là dei numeri il disagio mentale è una vera e propria emergenza, tanto più grave quanto più trascurata da istituzioni e media. È questione innanzitutto di risorse, ma non solo. A fronte di alcune Regioni in cui le strategie per affrontare i disagio mentale sono avanzate, virtuose e innovative ci sono realtà ancora segnate da inadeguata gestione delle risorse spesso insufficienti. La verifica dell'uniformità dei servizi a livello centrale dovrebbe essere stringente, severa e costante.
Oggi l'Italia spende circa il 5% del budget della salute per il disagio mentale, contro una media europea del 7,25%. Il Regno Unito destina ai disturbi mentali il 12% della spesa sanitaria e non è questione solo di solidarietà. Nel nord Europa si fa sempre più spazio la consapevolezza dell'aumento costante di queste patologie e della necessità di riuscire a prevenirle e curarle nel modo più tempestivo. Sempre secondo l'Oms, in Europa il costo economico delle malattie mentali, infatti, è enorme, tra il 3% ed il 4% del PIL.
Il numero di psicologi nel nostro Paese è oggi di 3 ogni 100mila abitanti contro una media europea di 23. La priorità è diffondere anche in Italia la cultura della prevenzione, ponendo l'accento sull'incidenza dei fattori ambientali nell'emergere di alcune patologie, preparando ognuno ad affrontare con maturità il disagio mentale dell'altro superando lo stigma che ancora circonda queste patologie.
Nel gergo degli addetti ai lavori in psichiatria gli utenti sono coloro che usano, usufruiscono dei servizi psichiatrici. Questo termine può diventare un elemento di protagonismo nei percorsi di cura, nei gruppi di self help, nel sostegno all'abitare, nell'integrazione lavorativa, nelle forme artistiche.
Questo è possibile se l'utente diventa parte attiva e il disagio psichico viene visto come realtà e non più un problema. Forse anche una risorsa, per migliorare la qualità della vita, dei servizi e della politica. Nel 1978 sembrava impossibile chiudere i manicomi. Oggi bisogna “andare avanti e non pensare che quella fu una vittoria definitiva”. Proprio come disse Franco Basaglia: "L'importante è sapere ciò che si può fare... L'importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile può diventare possibile"."La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è... more
-
-
Gli dei dell'antico Egitto erano dotati di una natura bisessuale. Gli umani avrebbero ereditato questa bisessualità, dimostrata dal prepuzio nell'uomo e dal clitoride nella donna. Eliminandoli, uomo e donna avrebbero recuperato la loro vera natura.
Questo è solo uno dei miti in cui ci si può imbattere cercando le ragioni di una violenza che le donne, soprattutto africane, subiscono, ancora oggi, dopo 2000 anni. Sono le mutilazioni genitali femminili (MGF).
Per molte etnie africane il clitoride sarebbe un fallo incompleto, un problema per l'unione sessuale e un'eventuale bambino. In altre società la scomparsa del clitoride è garanzia di pulizia per la donna. Anche nella "civilissima" antica Roma le schiave venivano infibulate per evitare gravidanze.
Tra leggende e storia, il clitoride resta comunque uno degli organi umani più demonizzati. E le ragioni non stanno nei miti o nel divino. Sono nell'uomo. Inoltre viviamo in un mondo di migrazioni e non possiamo pensare che si tratti solo di un problema africano.
In Italia sarebbero circa 40.000 le donne escisse. Ma è molto difficile quantificare la diffusione del fenomeno, trattandosi di una pratica clandestina.
L'OMS ha distinto le mutilazioni in 4 tipi differenti: as sunnah, è l'incisione della punta del clitoride; al uasat è l’asportazione del clitoride e taglio delle piccole labbra; infibulazione faraonica comporta l’asportazione di clitoride, piccole e grandi labbra con cucitura quasi totale della vulva. Il quarto tipo comprende una serie di interventi sui genitali femminili.
Secondo le stime del Ministero della Salute, in Italia le MGF potrebbero interessare 93.809 donne: le bambine a rischio con meno di 13 anni sarebbero 409, le ragazze di età tra i 14 e i 18 sarebbero 3.535. Le conseguenze per la donna sono tragiche: perdita del piacere sessuale a causa della rimozione del clitoride, difficoltà e dolore durante i rapporti, cistiti, ritenzione urinaria e infezioni vaginali. Ulteriori danni si hanno al momento del parto e migliaia di donne ogni anno muoiono a causa delle mutilazioni genitali subite.
Amnesty International ritiene che le MGF costituiscano non solo una grave violazione dei diritti umani delle donne ma siano una vera e propria forma di tortura.
Come già altri Paesi europei e gli Stati Uniti, anche l’Italia ha da poco emanato una legge che vieta esplicitamente le MGF.
La legge n. 7 del 9 gennaio 2006, oltre ad istituire il reato e le misure repressive, pone l'accento sulla prevenzione e sulla necessità di un'attività di conoscenza, informazione e mediazione culturale.
Il numero di donne mutilate è stimato in 135 milioni e ogni anno circa 2 milioni rischiano di subire mutilazioni genitali.
Le MGF sono praticate in almeno 28 Paesi africani. Quelli in cui la pratica raggiunge circa il 90% della popolazione femminile, sono: Somalia, Gibuti, Sudan, Etiopia, Somalia.
In Medio Oriente sono praticate in Egitto, Oman, Emirati Arabi. In Asia sono state registrate MGF in India, Indonesia, Malaysia e Sri Lanka. Sono inoltre diffuse nelle comunità immigrate in altri continenti.
Il fatto che i Paesi in cui vengono praticate le MGF siano tutti a maggioranza islamica ha generato l'ennesimo falso mito su questa violenza. In realtà né il Corano né la Bibbia contemplano questa usanza, la religione non c’entra nulla.
Affrontare il problema delle MGF, nella sua dimensione “sessuata”, vuol dire anche parlare di violenza di genere. Per il maschio infatti l’infibulazione è prova di verginità e la mutilazione fisica che comporta la perdita del piacere è garanzia che la donna non cercherà di avere rapporti con altri uomini. La tradizione al servizio della dominazione.
Nel rispetto delle tradizioni bisogna affermare che non c'è pace senza cultura ma senza il rispetto dei diritti umani, senza la tutela dell'integrità fisica e morale, della vita delle donne, nessuna società può dirsi integra. Forse la vera mutilazione riguarda proprio questo: la capacità di rispettare le donne.Gli dei dell'antico Egitto erano dotati di una natura bisessuale. Gli umani avrebbero... more
-
-
Vanguard Italia: In Onda Mercoledì 24 Giugno alle 23:00 su Current.
A circa 30 anni dalla legge 180 che sancì la definitiva chiusura delle strutture manicomiali, indagheremo sull'orizzonte contemporaneo delle cose, attraverso le testimonianze delle figure professionali e dei pazienti, entrando in quei luoghi, come reparti ospedalieri, centri diurni e case famiglia, teatri delle attuali forme di terapia medica, nell'intento di ricomporre, per quanto possibile, un discorso complessivo sull'universo del disagio mentale. Inoltre ci soffermeremo con particolare attenzione sull'espansione delle patologie tra le nuove generazioni e sulle difficoltà del sistema sociosanitario nell'affrontare tale fenomeno.
REPLICHE: http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/intrattenimento/show/manicomio-addio_128161.shtml?eventid=20170941Vanguard Italia: In Onda Mercoledì 24 Giugno alle 23:00 su Current.
A circa 30 anni... more
-
-
Il nostro è un Paese di misteri, alcuni sono sottoterra, altri nascosti da pagine processuali e carte che in pochi hanno letto. Ma anche una delle nostre meraviglie, il mare, custodisce dei segreti. Sono navi sommerse, che hanno portato sui fondali risposte che da anni in molti chiedono. E le implicazioni sono molteplici: ambiente, rifiuti, salute, affari. Interessi personali e collettivi, in una battaglia navale che è avvenuta, spesso in silenzio, a pochi metri dalle coste più belle d'Italia.
Dalle inchieste svolte risultano essere più di 30 le navi sparite, affondate, naufragate negli ultimi 20 anni. Tra queste alcune storie sono particolarmente misteriose.
Il Caso della Nave Riegel, per esempio. Affondata di fronte la costa di Capospartivento con il suo carico misterioso, nessun accertamento è stato mai fatto sulla effettiva presenza della nave nei fondali. Il capitano di corvetta Natale De Grazia ne tracciò con sicurezza la posizione, ma poi morì in circostanze misteriose mentre era in viaggio per il porto di La Spezia, per fare delle verifiche e degli interrogatori. Cosa trasportava quella nave?
E c’è dell’altro. Un collegamento tra l’affondamento della Righel e il traffico internazionale di rifiuti radioattivi legato anche all'ingegner Comerio.
Chi è Giorgio Comerio? In un’informativa dei Carabinieri di Reggio Calabria viene descritto come "persona di intelligenza spiccata, sicuramente massone, appartenente ai servizi segreti argentini e legato ai più grossi finanzieri mondiali". Per il Ministro Giovanardi è "noto trafficante d'armi implicato in un progetto per lo smaltimento in mare di rifiuti radioattivi nel pianeta ed anche nel mar Mediterraneo". Per il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento è un "faccendiere italiano al centro di una serie di vicende legate alla Somalia ed alla illecita gestione degli aiuti della direzione generale per la cooperazione e lo sviluppo".
Nello studio di Comerio è stato trovato un diario con la frase LOST THE SHIP scritta sulla pagina del 21 settembre 1987. E’ la data dell’affondamento della Rigel. Lì si trova anche una copia del certificato di morte di Ilaria Alpi. Dapprima acquisito agli atti dal giudice Neri, di quel certificato non c’è più traccia.
Tra il 1987 e il 1989, alla Jolly Rosso, motonave della compagnia Messina fu affidato il rimpatrio di 15mila fusti e 20 container di scarti pericolosi dell'industria italiana scaricati in Libano. 9532 bidoni di diossina tornano in Italia. La nave viene ribattezzata “Nave dei Veleni”. Cambia allora nome e diventa “Rosso”, ma tornerà a far parlare di sé.
ll 14 dicembre 1990 si spiaggia sulla costa di Amantea in località Formiciche. L'ipotesi degli inquirenti è che alla Rosso, l'affondamento non riuscì a causa delle condizioni del mare. Una attività frenetica attorno alla Rosso dopo lo spiaggiamento pone seri dubbi su quello che è accaduto realmente.
Sulla vicenda viene pubblicato un dossier dell'Espresso, legambiente e wwf. La compagnia Messina presenta nel 2004 un memoriale in cui spiega quello che secondo gli armatori è accaduto realmente.
E nel febbraio 2009 il PM della procura di Paola, Greco, chiede l'archiviazione della vicenda. Il Gip, dott. Carpino, il 13 maggio scorso accoglie le richiesta del Pm e dispone l’archiviazione del procedimento a carico dell’armatore Messina.
Eppure qualcosa lega i nostri mari alle coste della Somalia, il Mediterraneo con le guerre lontane, le navi con le scorie. Ilaria Alpi prima di morire, il 20 marzo 1994, assieme al suo operatore Miran Hrovatin, stava indagando proprio sul traffico dei rifiuti tossici e delle armi.
Affrontare l’argomento delle “Navi a perdere” vuol dire entrare in trame oscure, collusioni, malapolitica, criminalità, servizi segreti deviati. E nel ruolo dell’informazione. Forse un giorno sapremo la verità sul caso Ilaria Alpi e sulle navi dei veleni e potrebbe costre caro al nostro Paese. Fino ad allora è bene che il senso del dovere non perda la rotta.Il nostro è un Paese di misteri, alcuni sono sottoterra, altri nascosti da pagine... more
-
-
Vanguard Italia: In Onda Mercoledì 17 Giugno alle 23:00 su Current.
Le infibulazioni sono illegali eppure la pratica delle MGF continua a interessare milioni di donne nel mondo e migliaia nel nostro Paese. Abbandonare la tradizione, capirne il significato e superare i tabù sono sfide molto più delicate di quanto crediamoVanguard Italia: In Onda Mercoledì 17 Giugno alle 23:00 su Current.
Le infibulazioni... more
-
-
Il lavoro e' incentrato sui crolli che si sono verificati all'Aquila a causa del sisma.
Piu' in generale riguarda tutte le problematiche strutturali connesse col terremoto.....trattando le diverse tipologie di edifici che si trovano nei territori colpiti ed i danni da questi sofferti.
E' molto importante il distinguo tra strutture di antica costruzione rispetto a quelle piu' recenti....in primis con riguardo alle normative esistenti in materia antisismica; viene dato particolare risalto alla zona su cui si stanno concentrando le attenzioni degli investigatori: il Pettino, la zona residenziale del capoluogo, vicino alla quale sorge il S.Salvatore...l'ospedale dello scandalo......al Pettino sono molti i palazzi ancora in costruzione e quelli in vendita....come testimoniano le riprese fatte.
L'intenzione e'quella di rendere chiaro e preciso lo stato delle cose.....sia attraverso immagini che testimoniano le condizioni degli edifici danneggiati, che col supporto di interviste: ad esperti delle tematiche legate alle costruzioni ed a persone che hanno vissuto
il terremoto in maniera diretta.Il lavoro e' incentrato sui crolli che si sono verificati all'Aquila a causa del... more
-
-
Vanguard Italia: In Onda Mercoledì 10 Giugno alle 23:00 su Current.
Diverse procure italiane parlano della possibilità che nei fondali del Mediterraneo siano state affondate delle navi cariche di rifiuti tossici. Erano usate per spostare illegalmente rifiuti nel sud del mondo?Vanguard Italia: In Onda Mercoledì 10 Giugno alle 23:00 su Current.
Diverse procure... more
-
-
Economia, politica, potere mafioso e istituzioni. In un groviglio di collusioni, interessi e violenza c'è chi si oppone ai poteri forti in nome di valori difficili da spiegare: onestà e giustizia. Giovanni Falcone diceva che la mafia va combattuta non pretendendo l'eroismo di inermi cittadini, ma coinvolgendo nella lotta le forze migliori delle istituzioni.
Negli ultimi anni è cresciuta la lotta al racket e all'usura. Due fenomeni contro i quali la denuncia delle vittime è indispensabile. Bisogna assumersi la responsabilità di denunciare, bisogna osare. Quando questo avviene, lo Stato deve farsi carico di alcuni obblighi nei confronti delle vittime.
Il programma di protezione dei testimoni di giustizia ha un forte valore simbolico ma anche pratico ed è molto complesso e articolato.
In Italia, secondo il Ministero dell’Interno i testimoni di giustizia sono 71, con i familiari raggiungono le 220 unità. Secondo i dati aggiornati al 30 aprile 2007, prevalente è il numero dei testimoni che riferiscono su fatti di camorra (26), seguono i testimoni su fatti riguardanti la ’ndrangheta (19), 12 sulla mafia e 2 su ambiti criminali della Sacra corona unita. Infine, quelli relativi ad altre aree criminali non tradizionali sono 12.
La legge 45/2001 definisce testimoni di giustizia: “Coloro che, senza aver fatto parte di organizzazioni criminali, anzi essendone a volte vittime, hanno sentito il dovere di testimoniare per ragioni di sensibilità istituzionale e rispetto delle esigenze della collettività, esponendo se stessi e le loro famiglie alle “reazioni degli accusati e alle intimidazioni della delinquenza”. La legge n. 82 del 1991 non distingueva il collaboratore di giustizia proveniente da organizzazioni criminali dal testimone.
La legge 13 febbraio 2001, n. 45 per i Testimoni di Giustizia estende al testimone di giustizia la disciplina propria del collaboratore di giustizia. Così i testimoni di giustizia hanno diritto: a misure di protezione fino alla effettiva cessazione del pericolo per sé e per i familiari; a misure di assistenza, anche oltre la cessazione della protezione, volte a garantire un tenore di vita personale e familiare non inferiore a quello esistente prima dell’avvio del programma; alla capitalizzazione del costo dell’assistenza, in alternativa alla stessa; se dipendenti pubblici, al mantenimento del posto di lavoro, in aspettativa retribuita; al una somma stanziata a titolo di mancato guadagno, concordata con la commissione, derivante dalla cessazione dell’attività lavorativa propria e dei familiari nella località di provenienza; a mutui agevolati volti al completo reinserimento proprio e dei familiari nella vita economica e sociale.
L'art.16-ter prevede che le misure di protezione siano mantenute fino alla effettiva cessazione del rischio.
Nel procedimento gli organi principali che intervengono sono la Commissione centrale e il Servizio centrale di protezione. La prima è l’organo politico-amministrativo cui spetta decidere sull’ammissione dei testimoni alle speciali misure di protezione e stabilire i contenuti e la durata delle stesse. Il Servizio centrale di protezione è una struttura interforze composta da personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza.
Ma quanto costano i testimoni di giustizia? Il livello di spesa annuo presenta un trend lievemente crescente a fronte di un andamento decrescente dei collaboratori, che dal 2001 al 2007 passano da 1.104 a 794, e di quello dei familiari, che da 3.716 diventano 2.626. Nel 2001 lo stato ha speso 33.459.860€, nel 2004 64.889.344€, nel 2006 69.859.103€.
Al di là dei numeri, quello della legalità e dell’onestà è un tema complesso, fatto di storie personali e responsabilità collettive, civili e istituzionali. Leggi e repressione non sono sufficienti da sole.
"Perché una società vada bene, si muova nel progresso, [...] perché prosperi nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere" (Falcone).Economia, politica, potere mafioso e istituzioni. In un groviglio di collusioni,... more
-
-
Continuiamo a vedere le diverse iniziative che si sono tenute durante il G8.
-
-
VEDIAMO COME ROMA HA VISSUTO IL G8.
-
-
Si è svolta a Roma una prima iniziativa di protesta contro il G8 dei ministri degli interni, che si riunisce a Roma il 28,29,30 maggio, per discutere di sicurezza e immigrazione.
La contestazione è avvenuta con un blitz di denuncia alla sede italiana dell’OIM ( Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ).
L’ OIM è un organismo intergovernativo il cui scopo ufficiale è favorire “ l’immigrazione ordinata”
Organizzare i “ rimpatri volontari ”, aiutare la stabilizzazione e il reinserimento nelle aree di provenienza.
L’OIM è in realtà uno strumento di controllo e di gestione dei flussi migratori al servizio dei governi che ne fanno parte.
IL SILENZIO E' DEI COLPEVOLI, questo lo slogan del blitz che denuncia la connivenza dell’OIM con le politiche razziste, mascherata da impegno umanitario e solidale.
La contestazione si è poi spostata in Piazza di Spagna dove alcuni manifestanti sono entrati nella fontana della piazza gridando lo slogan “ SIAMO TUTTI CLANDESTINI “.Si è svolta a Roma una prima iniziativa di protesta contro il G8 dei ministri degli... more
-
-
A Roma zona Tor Bella Monaca nel settembre 2008, è stato occupato dai movimenti di lotta per la casa AS.I.A. & B.P.M. un casale donato da un privato all'ospedale di Tor Vergata.
A otto mesi di distanza i disagi per li occupanti sono i medesimi.
Ascoltiamo alcune testimonianze, che devono farci riflettere sul problema abitativo che si vive nella capitale.A Roma zona Tor Bella Monaca nel settembre 2008, è stato occupato dai movimenti di... more
-
-
Internet ha trasformato il nostro approccio all’informazione, alla comunicazione, al denaro. E al sesso. Ormai gli utenti della rete non vogliono più solo guardare ma partecipare e Internet ha dato loro questa possibilità.
D’altronde la pornografia è da sempre il contenuto su cui puntano i media per fare fortuna e Internet non ha fatto eccezione. Ma il web, contrariamente agli altri mezzi di comunicazione, la pornografia l'ha stravolta, ha trasformato la catena produttore-distributore-utente, ha dato a tutti l'opportunità di guadagnare con il sesso. E molte ragazze hanno colto al volo l'occasione.
Anche in Italia, in un cocktail di lavoratori atipici, ricerca e offerta del piacere, esibizionismo e tecnologia, è nato uno dei fenomeni più "piccanti" della rete: le webcam girls, ragazze che intrattengono, a pagamento, offrendo servizi erotici, tramite una webcam.
Tra i 12 e i 15 euro per comprare il contatto mail o MSN, circa 40 per avere il numero di cellulare, 3 euro al minuto per "stare" in un privè con una ragazza e da 1,50 a 2 euro al minuto per le telefonate erotiche. Alle ragazze spetta di diritto una quota che può oscillare dal 35% al 90%.
Dal web il fenomeno è arrivato anche in libreria, con Diario di una webcam girl. L’autrice, Helen, all'epoca della pubblicazione aveva 24 anni, si esibisce su un sito che conta 4000 camgirls e oltre 300mila visitatori. Dice che il 50% vuole chattare, il 20% chatta e si tocca senza farsi vedere, il 30% vuole esibire la propria virilità.
Per alcuni la cam girl sarebbe una sorta di prostituta e chi usufruisce del servizio un disperato senza altre alternative. Ma nel diario di una webcam girl, Helen racconta di essere entrata in contatto anche con personaggi dello spettacolo, dunque sembra esserci anche una buona dose di curiosità.
Curiosando in rete si scoprono altre realtà, che hanno a che vedere con ragazze, esibizionismo e internet: sono le suicide girls.
Il sito nasce alla fine del 2001 negli Stati Uniti. Da allora ha ispirato molti altri portali ma le “nuove pin-up” italiane non sono rimaste certo a guardare, entrando nella community a pieno titolo.
Il porno online appartiene - come gran parte dei nuovi modi di comunicare e fare business su Internet - a una «zona grigia» che politici, legislatori e forze dell’ordine cercano di studiare. Per esempio, la Svezia, ha deciso di tassare le webcam girls che normalmente non versano un soldo al fisco, ispezionando i vari siti web per rimediare a un’evasione di circa 4.5 milioni di €.
D’altronde i numeri sono impressionanti e in costante crescita.
Nel mondo il 12%dei siti è di natura pornografica, sex è la parola in assoluto più ricercata, il 35% dei file scaricati è di contenuto sessuale, ogni secondo 28.258 utenti della rete consumano materiale porno. Ogni secondo vengono spesi 89$ per la pornografia in rete e la maggior parte dei contenuti è ormai gratuita. Il 70% del traffico a luci rosse sul web scorre dalle 9 alle 17. Questo ha messo in discussione anche i guadagni dell’industria tradizionale dell’hard: il solo mercato dei DVD negli USA è passato dai 4.28 miliardi di dollari del 2005 ai 3.62 del 2006
Secondo il sito studenti.it, in Italia sono 75.000 le studentesse utilizzano il proprio corpo per pagare gli studi, circa il 21% delle 350.000 studentesse lavoratrici.
Secondo Sud-Etudiant, in Francia una ragazza su 57 si prostituisce, a vario titolo, per mantenersi.
Comunque anche gli studenti universitari di sesso maschile vendono il loro corpo per pagarsi gli studi. Sarebbe firmato da universitari un annuncio su quattro di quelli che si trovano sui siti di "incontri privati", nei quali in sostanza si offrono prestazioni sessuali in cambio di denaro: dai 50 euro per le prestazioni omosessuali ai 150 per i gigolò etero. Farsi "accompagnare" per un intero weekend da uno studente atletico e colto può costare anche 1.000 €.
A conferma della regola per cui ad ogni mercato in crisi si contrappone un mercato sempre più fiorente.Internet ha trasformato il nostro approccio all’informazione, alla comunicazione, al... more
-
-
La vita all'interno di un insediamento di rom romeni è molto difficile, mancano tutti i servizi ai quali siamo abituati, non c'è l'acqua, l'elettricità non ci sono i servizi sanitari, ma ci sono molti bambini che vivono in condizioni spaventose.
Spesso si hanno dei pregiudizi nei confronti dei rom senza conoscere effettivamente come devono " SOPRAVVIVERE " in Italia, e nel caso specifico a Roma.
Grazie all' Associazione POPICA onlus, che si occupa dei rom da diverso tempo con molta professionaità, ma soprattutto con molta umanità che gli consente di stabilire un'ottimo rapporto con tutti i presenti all' interno dell' insediamento, ho potuto visitare lo stesso constatando la difficile situazione in cui vivono.
Tra l'altro alla fine dell'anno scolastico saranno sgombrati dall' insediamento, senza che gli venga assegnata un' area alternativa per vivere.
Per avere un' idea della situazione ascoltiamo i diretti interessati e vediamo dove vivono.La vita all'interno di un insediamento di rom romeni è molto difficile, mancano tutti... more
-
-
Vanguard Italia: In Onda Mercoledì 3 Giugno alle 23:00 su Current.
Come si vive sotto scorta? Il caso dell'imprenditore edile Pino Masciari dal 1997 sottoposto a programma speciale di protezione dopo aver denunciato le collussioni tra 'ndrangheta e politica.Vanguard Italia: In Onda Mercoledì 3 Giugno alle 23:00 su Current.
Come si vive... more
-
-
Il 30/08/2007 National Geographic dedica la copertina del numero di settembre al Vesuvio e lancia l’allarme: "il Vesuvio potrebbe esplodere da un momento all’altro, il piano d’emergenza è inadeguato e non viene aggiornato da più di cinque anni." Per la Protezione civile e l’osservatorio vesuviano, “c’è solo l’1% di probabilità e i piani di evacuazione sono già stati aggiornati nel 2005”.
Da allora in Italia sono successe tante cose, è passato il tempo, la terra ha tremato facendo crollare case, ospedali, scuole e anche falsi miti sulle capacità di far fronte al rischio catastrofi. Era prevedibile? La posizione scientifica ufficile sostiene che i terremoti non si possono prevedere.
A quanto pare "un vulcano è piu' prevedibile di un terremoto, che è accidentale, subitaneo - spiega Giovanni Gregori del CNR - Un vulcano non esplode da un giorno all'altro, ci sono segnali con diversi mesi di anticipo. La difficolta' sta nel saperli leggere, codificare".
L'Osservatorio Vesuviano è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, fondato nel 1841 dal re di Napoli Ferdinando II di Borbone. Ci lavorano oltre un centinaio di persone tra tecnici e ricercatori, il monitoraggio è attivo 24 ore su 24. La loro funzione? leggere e codificare quei segnali per lanciare l’allarme.
Dal quel momento scatterebbe il piano di evacuazione che la protezione civile ha stilato appositamente. Aggiornato nel 2001 e nel 2005, sulla base dei fenomeni precursori attesi, individua tre livelli di allerta: attenzione, preallarme, allarme, ai quali corrispondono fasi operative successive.
Eppure la popolazione continua a non essere a conoscenza delle disposizioni che dovrebbero salvare loro la vita contenute in quel piano. Tra abitudine e fatalismo gli abitanti del Vesuvio convivono con il rischio, nella maggior parte dei casi senza paura. Certo è che alcune falle di questo piano di emergenza sono evidenti, anche per il cittadino meno informato. Una su tutte, la viabilità. Il Vesuvio è pericoloso non solo perché è un vulcano di tipo esplosivo ma soprattutto per la zona in cui si trova, ad elevata densità abitativa. C'è stata una dissennata occupazione anche abusiva del territorio, se ci fosse un segnale di eruzione mancarebbero le vie sufficienti per evacuare in tempo rapido la zona.
In Italia esiste una mappa delle zone esposte al rischio sismico e di eruzioni. In base a un decreto del Presidente del Consiglio, fatto all’indomani del terremoto a San Giuliano di Puglia nel 2006, si possono identificare le zone a rischio, stabilire la magnitudo massima per ogni area e di conseguenza adeguare strutture e piani di evacuazione. Come valutare quindi la costruzione dell’Ospedale del Mare a 7.5 km dal cratere del vulcano?
In seguito a un recente intervento della senatrice Donatella Poretti, per la prima volta l'Ospedale del mare, il più grande del mezzogiorno, 450 posti letto con attiguo un centro residenziale, dovra' giustificare come e perché è stato costruito lì, nella zona gialla, a soli 100 metri dalla zona rossa. La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale ha il potere di chiudere gli ospedali che non dovessero risultare a norma e di mettere i sigilli ai cantieri.
L’ultima eruzione del Vesuvio risale al 18 marzo 1944, morirono 26 persone, 3 anni di raccolti andarono persi, 2 centri abitati furono in parte distrutti. Se gli esperti che tengono d’occhio il Vesuvio lanciassero l'allarme, venisse evacuato un milione di persone e poi la previsione si rilevasse sbagliata, gli studiosi verrebbero incriminati per procurato allarme? Non si rischia per questo una “eccessiva prudenza” nel lanciare un allarme? Secondo Enzo Boschi, no, nessuno esiterebbe a lanciare l’allarme. Ma spetta ai politici stabilire la rilevanza del rischio, sulla base di consultazioni e pareri scientifici.
Se la decisione, alla fine, è sempre politica, possiamo stare tranquilli?Il 30/08/2007 National Geographic dedica la copertina del numero di settembre al... more
-