Anche i ghiacciai della Groenlandia stanno cedendo al potere “sottile” dell’anidride carbonica. Le montagne di ghiaccio della contea della Danimarca a nord degli Stati Uniti si stanno sciogliendo ad un ritmo di 155 gigatonnellate l’anno da circa 10 anni.
Un dato che fa presagire scenari apocalittici per tutto il globo.
I ghiacciai della Groenlandia sono infatti una cartina di tornasole delle condizioni del pianeta Terra. Una sorta di termometro la cui linea di mercurio segna l’aspettativa di vita del genere umano.
Si assisterà all’aumento delle temperature dell’Artico fino allo scioglimento dei ghiacciai, gli oceani si riscalderanno e il livello del mare si innalzerà da 7 a 13 m nei prossimi 500 anni mettendo in m pericolo le zone costiere.
Tuttavia gli abitanti della Groenlandia assistono felici allo spettacolo “sovrannaturale” del distacco di interi cubi di ghiaccio dal gigante Russel. Il ghiacciaio infatti sta rivelando la presenza - in grandi quantità - di petrolio, gas e minerali preziosi. Inoltre il global warming ha portato in Groenlandia una vento aria caldo che ha reso gli immensi giardini dei Vichinghi del X secolo terre coltivabili. Insomma la Groenlandia saluta il surriscaldamento della Terra come un’occasione irripetibile di espansione per la propria economia. Non solo greggio, gas e verdure, ma anche un fiorente mercato di acqua in bottiglia “direttamente” dai ghiacciai della Groenlandia e birra “Greenland”.
Il global warming regala dunque ai superstiti delle ere glaciali clima mite e tanta prosperità. Tant’è che i groenlandesi hanno votato una riforma che, a partire da giugno del 2009, prevede maggiore autonomia del popolo dalla Danimarca – di cui oggi è una contea oltremare – e sopratutto una gestione autonoma delle proprie risorse naturali come petrolio, gas, diamanti e piombo.
Tuttavia i piaceri della nuova stagione non risparmiano gli abitanti dell’isola felice da riflessioni più generali. Il paesaggio ha cambiato colore, la terra partorisce frutti mai visti, d’estate si esce in t-shirt e pantaloni corti. Alcuni groenlandesi si chiedono “Perché?”
Il surriscaldamento del pianeta Terra non è infatti una risposta dell’eco-sistema alla distribuzione iniqua delle risorse tra le regioni geografiche del mondo. Il global warming rappresenta invece la degenerazione dell’equilibrio naturale. L’anidride carbonica nell’aria attraverso gli scarchi industriali e privati, a partire dalla dal XVII secolo, ha raggiunto tassi di emissioni tanto elevati da non permettere alla Terra la metabolizzazione del ciclo di vita atmosferico di 10 anni dell’anidride carbonica. Questo ha portato all’assorbimento della “polvere nera” da parte del mare ed al successivo surriscaldamento della Terra.
Già a fine ’800 lo scienzato svedese Svante Arrhenius denunciava l’effetto “global warming”. E nel 1997 circa 160 paesi firmavano il Protocollo di Kyoto con cui si cerca di porre dei limiti alle emissioni di anidride carbonica e altri gas serra. Il Protocollo è entrato in vigore nel 2005. Ma tra i paesi non firmatari ci sono gli Stati Uniti, responsabili da soli del 31,6% delle emissioni di gas serra. Mancano all’appello anche Cina e India, le economie emergenti che oggi rappresentano i paesi con più alta percentuale di emissione ma che, al momento della firma, furono esonerati dagli obblighi di Kyoto perché innocui.
L’Europa ha, a sua volta, stabilito dei limiti di emissione di gas attraverso la formula 20-20-20: ridurre del 20% le emissioni di gas e portare il consumo di energie rinnovabili ad un minimo del 20% entro il 2020. Ma anche l’Europa ha dovuto rivedere i suoi numeri, a fine 2008, in vista di un totale fallimento.Anche i ghiacciai della Groenlandia stanno cedendo al potere “sottile”... more
Carte di credito esaurite è il primo step, il secondo – immediatamente successivo – confisca della casa per insolvenza di un mutuo subprime. Ecco come migliaia di famiglie negli Stati Uniti diventano protagonisti indiretti della crisi finanziaria di inizio millennio.
Una bolla esplosa tra le mani dei grandi economisti che per anni hanno sostenuto il libero mercato e la deregolamentazione dei sistemi creditizi attraverso il sistema dei derivati. I grandi istituti di credito come la Fannie Mae e la Freddie Mac, dalla seconda metà degli anni ’90, hanno concesso mutui anche a clienti con alto rischio di insolvenza convinti che il prezzo degli immobili fosse in continuo aumento e che “chi compra oggi guadagna domani”.
Ma gli interessi sulle carte di credito al 19% hanno presto prodotto debiti da 9 mila e 200 dollari in media, eccedendo le possibilità di saldo dei consumatori, o dei risparmiatori se si preferisce.
Nell’estate del 2007 inoltre il meccanismo dei derivati e delle cartolarizzazioni sull’immobiliare si è inceppato. I prezzi delle case hanno iniziato a scendere e c’è chi si è trovato a pagare un mutuo che valeva più della casa. Qualcuno non ha pagato ed i titoli degli istituti bancari legati all’immobiliare sono rimasti scoperti.
Il tracollo dei titoli alla borsa di Wall Street ha disperso gli investitori in un fuggi-fuggi generale. Si è parlato di fallimento della sistema finanziario. Con la nazionalizzazione – nel settembre 2007 - della Fannie Mae e della Freddie Mac - le agenzie di credito che avrebbero dovuto salvare il mercato dei mutui - i contribuenti si sono ritrovati a colmare i buchi creati dal sistema finanziario.
Con la finanza, quindi, la stessa economia reale ne esce lacerata. Negli ultimi venti anni gli statunitensi hanno speso più di quanto guadagnassero: nel 2008 il tasso di risparmio risulta al -1%. Centinaia di aziende chiudono i battenti e molte tagliano il personale in esubero. Nel corso del 2008 i disoccupati negli Stati Uniti sono aumentati di circa 5 milioni arrivando a contare - nel febbraio del 2009 - 12 milioni e 500 unità, circa l’8,1% della forza lavoro del paese.
Sono migliaia gli ex manager finiti a dormire nella macchina parcheggiata dinanzi alla casa oramai confiscata dall’istituto di credito. Centinaia di migliaia di famiglie sono sull’orlo del fallimento. C’è chi, con partner e figli a carico, è ancora alle prese con il mutuo aperto durante il periodo universitario e, oggi, dice a denti stretti “Se non fossi andato all’università, potrei garantire un futuro migliore ai miei figli”.
Negli Stati Uniti le rette universitarie si aggirano intorno a 25 mila dollari a semestre, per il college altri 5 mila circa a semestre. Un percorso molto costoso che molti giovani studenti statunitensi intraprendono con l’ausilio dei mutui a tasso variabile. Sono in tanti oggi a non potersi più permettere l’iscrizione al college. Risulta così congestionata quella stessa parte della società che dovrebbe, invece, avere e darsi delle chance.
In molti hanno paragonato questa crisi al venerdì nero del ’29, ma oggi il mondo si chiede se l’America di Obama riuscirà a trovare nuovi espedienti per restituire il sogno agli americani.Carte di credito esaurite è il primo step, il secondo – immediatamente successivo... more
Gli Stati Uniti chiedono ogni gorno – a mezzo stampa – la collaborazione del presidente iraniano Ahmadinejad per una distensione dello stato di allerta globale per lo sviluppo del programma nucleare di Teheran. Lo stesso segretario alla Difesa statunitense Robert Gates dell’amministrazione Obama ha abbassato i toni annunciando, a marzo del 2009, “Teheran è ancora lontana dal possedere riserve nucleari”.
Un atteggiamento di grande prudenza quello della diplomazia statunitense che però si muove parallelamente all’attività dei servizi segreti federali. Gli 007 americani sono già alla ricerca sul fronte iraniano. Naturalmente si tratta di operazioni belliche di basso profilo. Nessun cacciabombardiere USA e nessuna bandiera a stelle e strisce su cigolati in rotta verso Teheran. La presenza degli statunitensi in Iran infatti va cercata tra le fila dei dissidenti interni al regime.
Guerra per procura è la strategia di attacco dalle retrovie già collaudata nella storia.
Gli agenti segrtei dell’ex-URSS finanziarono i combattenti nordvietnamiti contro l’invasore americano così come gli USA – formalmente estranei alla resistenza degli afghani contro le forze di occupazione sovietiche, negli anni ‘80 – rifornirono le milizie talebane per scacciare la potenza rossa dalla regione. Lo stesso Iran e la Siria, durante la guerra in Libano del 2006, operavano tra le fila degli Hezbollah. Le garndi potenze giocano dunque sull’asimmetria tra le forze messe in campo dal nemico e le reali forze schierate sul fronte. Una sorta di strategia post-Guerra Fredda: i paesi non si riconoscono in nessuno schieramento precostituito e tuttavia – al primo rullo di tamburi – prendono posizioni e si ricompattano. La logica del collaborazionismo che supera addirittura le alleanze strategiche.
Il leader Ibrahim Alizad del Party for a Free Life in Kurdistan ha dichiarato che alcuni uomini dei servizi segreti USA avrebbero bussato alla sua porta per offrirgli denaro e armi per la lotta contro il regime di Ahmadinejad. Il Partito per la Libertà in Kurdistan, meglio noto come Pjak, è un’organizzazione kurda di matrice marxista, messa fuori legge dal regime di Teheran nel 1995. Il Pejak si esercita, da allora, sulle montagne irachene al confine con l’Iran. Conta un esercito di circa 3.000 soldati, di cui il 20% circa è costituito da donne. Il Pejak non combatte per la destituzione del regime islamico ma per un sistema di riforme che riconosca l’indipendenza dei Kurdi e delle altre minoranza etniche nel paese. Un esercito in loco molto appetibile per i servizi segreti statunitensi alla ricerca di forze prêt-à-porter.
Gli Stati Uniti infatti hanno riservato a questo piccolo esercito un trattamento di tutto favore. Il Pjak non figura nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Eppure tra il Pjak ed il Partito dei Lavoratori Kurdi, PKK, non vi è alcuna differeneza per metodo di lotta ed obiettivo. Entarmabi vedono nella lotta armata l’unico metodo per raggiungere l’indipendenza dai regimi oppressori accentratori, l’Iran per il Pjak e la Turchia per il Pkk. La differenza? I primi combattono contro una potenza invisa agli USA ed I secondi contro l’alleato turco.
Il Pejak non ha accettato l’offerta degli uomini CIA – ha dichiarato Alizad – ma altri gruppi arroccati sulle montagne irachene già imbracciano le armi made in USA.Gli Stati Uniti chiedono ogni gorno – a mezzo stampa – la collaborazione del... more
Nell’ottobre del 1991 un corteo di autoobili sfila per le strade di Casal di Principe, San Cipriano e Casepesenna. Bande di ragazzi armati fino ai denti sono giunti in paese per un regolamento di conti tra i clan Schiavone e Bidognetti, da un lato, e Caterino e De Falco, dall’altra. La gente si chiude in casa, si abbassano le saracinesche e le strade rimangono deserte per due giorni. Il primo a varcare la soglia è Don Peppe Diana, il prete di Casal di Principe. Don Peppino chiede alla sua gente di scendere in strada e ribellarsi.
“Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.”. Sono queste le parole con cui si apre il documento “Per amore del mio popolo” che Don Peppino ed i parroci della Forania di Casal di Principe diffondono, a Natale del 1991 – a due mesi dalla faida tra le bande locali - in tutte le chiese del comune. Una presa di posizione forte contro la camorra, in una terra dove fino ad allora nessuno aveva osato ribellarsi all’autorità “costituita” dei clan.
Don Peppino diviene il volto della protesta. Nel novembre del 1993 don Peppino sostiene la lista di Alleanza per cambiare con candidato a sindaco Renato Natale, già capogruppo del PCI al Comune. Don Peppino ed il suo amico Renato si battono insieme contro il potere politico come espressione di quello imprenditorial – criminale. Don Peppe e Renato Natale si schierano al fianco delle migliaia di immigrati caduti nella rete delle holding casalesi.
Renato Natale, nel novembre 1993, vince le elezioni. Il clan di Antonio Bardellino – fino ad allora autorità indiscussa del paese - non accetta l’intromissione, nella gestione degli affari locali, di un’amministrazione che rivendica completa trasparenza ed estraneità dalle nuove forze imprenditoriali della zona.
I Bardellino si battono in difesa dello status quo di Casal di Principe. Ma nella difesa dei propri territori di competenza tra il clan locale e la nuova amministrazione, s’inserisce la banda di Francesco Schiavone, detto Sandokan. Il clan degli Schiavone dichiara guerra ai Bardellino.
Don Peppe Diana e Renato Natale non arretrano dinanzi al nuovo fronte di guerra.
La gente di Casal di Principe fa gruppo dietro don Peppe come fosse uno scudo insormontabile per i colpi di arma da fuoco della camorra.
Ma il 19 marzo del 1994, don Peppe Diana viene ucciso sulle scale della sagrestia di San Nicola di Casal di Principe alle 7.30 del mattino mentre si accingeva a celebrare la santa messa. Due colpi sparati in pieno volto con una semiautomatica Browing Beretti. Incredulità e rabbia sono disegnati sul volto della gente del paese. “E’ finita” sussurra l’amico Natale dinanzi al corpo riverso per terra di don Peppino.
Le parole di Renato Natale rappresentano chiaramente la prima reazione di un popolo, in lotta per la libertà, che vede morire sul campo uno dei più leali compagni. Ma il sacrificio di don Peppino – per scelta dei suoi stessi compagni – continua oggi a dare forza e voce, attraverso il Comitato Don Peppe Diana, alle battaglie di quella parte civile che ha deciso di non cedere alla camorra.Nell’ottobre del 1991 un corteo di autoobili sfila per le strade di Casal di... more
Bono Vox film-maker per Current. In occasione dell’uscita dell’ultimo album degli U2 ‘No Line on the horizon’ (dal 2 marzo nei negozi), da stasera 27 Febbraio alle ore 20.30 il canale 130 Sky manda in onda 3 videoPod, realizzati da un inedito BonoVox. Il cantante del gruppo rock piu’ popolare del mondo, abbracciando la filosofia user generated content sostenuta da Current, si è messo alla prova come film-maker. Il leader degli U2 ha scelto di video-raccontare una giornata tipo del suo amico e compagno di band, The Edge.
Bono, telecamera in spalla, tira giù dal letto lo storico chitarrista del gruppo e lo segue ininterrottamente dal risveglio al suo primo clic della giornata su computer e blackberry. Perfino in una lezione di yoga. Lo riprendono durante le prove nel backstage fino al sound-check prima di salire sul palco e mostrare il suo volto pubblico e più popolare. I pods su the Edge, girati da Bono informano, confondono e convincono gli scettici. Nelle 24 ore trascorse in video non mancheranno autentiche ‘chicche’ come la fuga dai paparazzi o una ’schitarrata’ chiusi nella cabina di un bagnino.
Ecco le affissioni di Current a Roma e a Milano mappate con Google.
Lo abbiamo fatto per quei romani che, secondo ATAC, "non avrebbero potuto capire". In questo modo possono vedere dove si trovano, andare in tutta calma ad osservarli e farsi una propria opinione.
Ecco dove le troverete a Milano dal 26 Febbraio e a Roma dal 2 Marzo:
Sparisce la "I" di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre "I" (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni. Il taglio delle cosiddette compresenze nella scuola primaria e la riduzione delle ore di Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado renderà quasi impossibile l'insegnamento dei primi fondamenti di Informatica e Internet a bambini e ragazzini. La conferma arriva dallo stesso ministero dell'Istruzione, che in questi giorni ha aperto una finestra di dialogo sulla riforma con genitori e insegnanti.Sparisce la "I" di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola... more
In attesa di mostrarvi a breve le inchieste vere e proprie, e soprattutto dopo quanto emerso nelle ultime 48 ore, abbiamo deciso di pubblicare in anticipo su web una breve anteprima della nuova stagione Vanguard dedicata alle inchieste internazionali e italiane.
Questo per rendere evidente a tutti ciò di cui si sta realmente parlando con la questione “censura”, e cioè di inchieste giornalistiche sul campo, condotte da un team interno a Current proveniente da ogni nazionalità (inviati nelle zone calde del pianeta) e dalla rete dei nostri flimaker in Italia (per raccontare in modo nuovo, alternativo e fuori dal circuito dei media tradizionali quello che sta succedendo nel nostro Paese).
Di seguito solo due esempi, oltre alle già citate inchieste sulla guerra segreta all'Iran e sulla camorra, il resto potete vederlo da voi nei video.
Tutti hanno parlato negli ultimi mesi dei moderni pirati all’assalto delle navi da carico e delle petroliere sulle coste dell’Africa. Ma quasi tutto ne hanno parlato da “terra”. I nostri Vanguard no: Kaj Larsen è salito su quelle navi e li ha incontrati.
In molti hanno parlato dello scandalo campano della diossina. Vanguard racconta il caso di Acerra, in cui un pastore e un intero gregge sono deceduti: ve ne mostriamo le immagini. Stiamo parlando di 3000 pecore morte. Tra cui nascevano agnelli con le code al posto delle zampe, e senza occhi. E’ un’inchiesta che ci ha sottoposto Edoardo Anselmi direttamento sul nostro sito e che vogliamo rendere nota a tutti. Ne potete già vedere una versione breve qui: http://current.com/items/89394220/il_recinto.htm
Ecco come la pensiamo. Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo conoscerlo.
Senza censure.
Sedici anni fa un italiano ha fondato il giornale più bello del mondo, un giornale che a leggerlo sembrava venisse dal futuro. Lo ha fatto a San Francisco, dove il futuro arriva sempre un po' prima.
Quel giornale era Wired e quell'italiano era Louis Rossetto.
Per trovare i soldi per la sua impresa Rossetto aveva girato due anni l'Europa e l'America con otto fogli coloratissimi e immagini ritagliate da libri e riviste. Sul primo foglio c'era scritto soltanto: Manifesto per un nuovo magazine.
La sua visione a molti apparve folle: mai tanta tecnologia buona è stata a disposizione di così tante persone; queste persone, se si mettono assieme, possono cambiare tutto in meglio, possono fare una rivoluzione.
Il nuovo magazine doveva diventare la bandiera e il faro.
Così è stato.
Oggi Wired torna a casa, in Italia, per raccontare la vostra passione per il futuro. Per diventare la vostra bandiera. Di nuovo: può sembrare folle parlare di innovazione in questo paese, adesso. Ma se non ci fossero italiani innovatori nonostante questo paese, noi non saremmo arrivati fin qui.
Wired siete voi,
voi che vi entusiasmate per un progetto che ci migliora la vita, voi che credete nel valore della comunicazione e della condivisione delle idee, voi che scegliete di lavorare assieme per un grande obiettivo, voi che fate ricerca scientifica ogni anno con meno fondi eppure non mollate, voi che conoscete il senso profondo della rete nel paese d'Europa che la usa peggio.
Ogni mese Wired sarà una fonte di energia rinnovabile alimentata dalla passione delle vostre storie. Le grandi idee che cambiano il mondo.
Non so se un giornale da solo possa davvero cambiare il mondo ma se gli Usa oggi hanno il primo presidente wired della storia, forse è anche perché nel 1993 lì nacque un magazine che fece diventare cultura diffusa questi valori. Dare voce a chi cerca le soluzioni, perché i problemi già li conosciamo.
Adesso tocca a noi.
Dopo il nostro incontro al porto di San Francisco, Rossetto mi ha mandato una bella lettera piena di consigli. Finisce così: "Thanks for being curious. I really hope that you are successful. As I said yesterday, the appearance of your Wired Italia is a dream for me, un sogno!"
Quel sogno, Louis, è il nostro sogno.
Benvenuto, Wired!
Il meglio deve ancora venire.
Riccardo LunaSedici anni fa un italiano ha fondato il giornale più bello del mondo, un giornale... more
"Non ho alcuna intenzione di entrare in un governo di unità nazionale guidato da Bibi", ossia da Benyamin Netanyahu. La netta presa di posizione, affidata ad un biglietto privato, catturato però dalle telecamere, è stata comunicata così, durante la seduta del Consiglio dei ministri, dalla leader di Kadima Tzipi Livni al premier Ehud Olmert. Il biglietto è stato inquadrato da una cinepresa, che ha poi fatto un primissimo piano. "Non accennare a quella idea" ha intimato la Livni, riferendosi al governo di unità nazionale, nel biglietto allungato ad Olmert. Poi ha anche messo in guardia il premier dal dar voce a idee che "non rappresentano le posizioni di Kadima"."Non ho alcuna intenzione di entrare in un governo di unità nazionale guidato da... more
La sospensione della concessione "Gorgoglione" alla Totale è stata decisa dal gip di Potenza, Rocco Pavese. L'udienza per la discussione per la richiesta interdittiva a carico della società petrolifera francese era cominciata nel gennaio scorso. La misura è stata applicata in considerazione di quanto previsto da una legge statale del 2001. La concessione alla Total riguarda la costruzione di un grande centro oli: la spesa prevista da "Tempa Rossa" è pari ad alcune decine di milioni di euro.La sospensione della concessione "Gorgoglione" alla Totale è stata decisa dal gip di... more
Un'iniziativa spontanea per affermare che democrazia è possibilità di scegliere: uno Stato laico ha il dovere di garantire questa scelta ai suoi cittadini.Un'iniziativa spontanea per affermare che democrazia è possibilità di scegliere: uno... more
Non basta l’ottimismo esasperato di Berlusconi ad esorcizzarla: la crisi internazionale è una minaccia reale alla stessa sopravvivenza di questo sistema economico così come lo conosciamo oggi.
Il Cavaliere continua a dire che passerà sull’Italia senza fare troppi danni, invece sarà uno tsunami devastante e dopo di esso nulla sarà più uguale a prima.Non basta l’ottimismo esasperato di Berlusconi ad esorcizzarla: la crisi... more
I podcast da non perdere se sei un appassionato di miglioramento personale o… semplicemente vuoi ascoltare qualcosa di interessante con il tuo iPod.I podcast da non perdere se sei un appassionato di miglioramento personale o…... more
L'ATAC sbarca su twitter, e potrebbe essere un servizio che spacca se non fosse per il fatto che siamo uno dei pochi paesi i cui gli operatori mobili hanno bloccato l'uso di Twitter via sms.
L'azienda romana dei trasporti pubblici infatti ha un suo account twitter con il quale manda messaggi sulla viabilità in tempo reale.L'ATAC sbarca su twitter, e potrebbe essere un servizio che spacca se non fosse per il... more
Ecco uno strumento utilissimo per la raccolta differenziata. Si tratta di un particolare bidone, ideato dalla designer Constance Guisset, avente una struttura 3 in 1, include, cioè, tre diverse sezioni destinate a differenti tipologie di immondizia. Ogni parte può essere azionata da uno dei tre pedali posti in basso. In questo modo, invece di avere tante diverse pattumiere ingombranti e confusionarie, basterà utilizzare "Tri 3". Inoltre, il design piacevole ed essenziale rende questo prodotto un vero oggetto d'arredamento.Ecco uno strumento utilissimo per la raccolta differenziata. Si tratta di un... more
Innovid è una piattaforma che permette di creare dei video con all'interno informazioni interattive come, pubblicità, link, RSS, pulsanti e molto altro ancoraInnovid è una piattaforma che permette di creare dei video con all'interno... more
La crisi non invecchia mai: la città, i suoi tessuti, le sue economie ne portano addosso gli effetti. La crisi del capoluogo siciliano sembra essere quasi uno degli inveterati vizi difficile da abbandonare.
Nel video pillole di crisi attraverso la città e le sue emergenze:
- Diritto al lavoro (situazione degli ex detenuti)
- Sicurezza e Precariato (lavoratori Asu, precari Kairos, operai Fincantieri, lavoratori Amat)
- Emergenza (in) Crisi (aumento Tarsu, protesta indigenti, senza casa in container)
La domanda è: cosa è cambiato nel 2009?
I numeri. La crisi, infatti, ha allargato i suoi bacini. Secondo il XVIII Report Sud dossier stilato della Fondazione Curella e dal Diste, la disoccupazione resta alta nel meridione, alcuni settori produttivi risentono della crisi a livello mondiale, il turismo subisce una frenata. L'ultima indagine campionaria su “Reddito e condizioni di vita” dell’Istat, documenta una situazione disastrosa per la Sicilia: il 19,6 per cento è stato in arretrato con il pagamento delle bollette, il 23,5 non riesce a riscaldare la casa adeguatamente e ben il 57,5 non è in grado di sostenere una spesa imprevista di 700 euro. La crisi ha toccato tutti i settori comportando la chiusura di importanti aziende e il lincenziamento, o la cassa integrazione di molti operai. Nel terzo trimestre 2008, l’edilizia siciliana ha perso 14.000 addetti e l’industria in senso stretto mille. Poi c'è il dramma dei senza casa e dei disoccupati distribuiti tra container, alloggi confiscati alla mafia, ed edifici occupati abusivamente per avere almeno un tetto sopra la propria disperazione.
Montaggio: Rossella Puccio
Interviste: Rossella Puccio
Immagini:
- Antonio Macaluso
- Mohamed Laouar
- Francesco Di Gesù
- Noemi Sapienza
- Kappa Cinema (imm. parte finale sui container con intervista)La crisi non invecchia mai: la città, i suoi tessuti, le sue economie ne portano... more
E’ quanto sostiene il regista Massimo Mazzucco, in un’intervista a una malata di cancro guarita grazie alle cure a base di bicarbonato ottenute via mail da Tullio Simoncini. Ma il suo stesso filmato tradisce la bufala…l regista Massimo Mazzucco ha presentato sulla Web-TV Arcoiris il filmato di una propria intervista (telematica) a una certa Lorna che vive a Queensland in Australia, con questo commento: “Questa è un’altra paziente curata di recente da Tullio Simoncini da un tumore alla vescica”. La donna spiega la propria esperienza e il regista mostra alcuni referti medici che avvallerebbero le sue dichiarazioni, tradotte nei sottotitoli: “Nel febbraio 2007 mi hanno diagnosticato un cancro alla vescica… erano cellule cancerose di transizione… ero al terzo stadio di una forma di cancro aggressivo, nel corso dell’anno ho fatto delle cistoscopie trimestrali per tenerlo sotto controllo ma nel giuimmagineuno_johngno 2008 mi è stato diagnosticato un carcinoma “in situ”. L’urologo mi disse che avrei dovuto fare della immunoterapia. Ho deciso di non voler le cure convenzionali, e ho deciso di provare la soluzione di bicarbonato di soda di Simoncini. Ho scoperto Simoncini in Internet. Ho fatto due cicli di tre settimane di bicarbonato di sodio, sotto la guida di Simoncini che mi ha seguito via e-mail per l’intero trattamento. Il 28 novembre sono tornata dall’urologo per una cistoscopia di controllo e la mia vescica è risultata libera da qualunque cancro“.E’ quanto sostiene il regista Massimo Mazzucco, in un’intervista a una malata di... more