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Le Black Hills non si vendono, spero…
Di recente è apparsa su internet la notizia che uno studio legale di Yankton ha organizzato meetings di informazione rivolti al pubblico, relativi a una possibile azione legale sul denaro della Docket 74B e della Docket 74A. La Docket 74B è la sentenza in merito alle richieste sulle Black Hills. La notizia fa capo allo studio legale Kettering di Yankton che in associazione con altri studi, agisce da leader nel condurre questa azione legale. Doug Kettering, dello studio legale, sostiene che stralci della mail sulla notizia non sono del tutto corretti. Diceva che c’è molta gente che vorrebbe che le proprietà immobiliari, cioè i territori sacri dei Sioux, ritornassero a loro oppure che essi entrassero in possesso di una quota proporzionale della somma in contanti. “Tra la gente esistono in merito idee e opinioni diverse che potrebbero ritornare utili” afferma “c’è un pò di gente che ci sta dando una mano” in riferimento alla mail di notifica da parte di quattro studi legali coinvolti. I meetings sono scaturiti dagli incontri con gli anziani di Fort Peck, nel Montana, che vorrebbero trovare una soluzione alla sentenza sulle Black Hills e la Docket 74A. Il primo incontro in programma si è svolto sabato 3 maggio alle 11.00 presso il New Hope Community Church, 3222 Pawnee Place, Sioux City, Iowa. Il secondo incontro si è tenuto il giorno seguente nello stesso posto. Altri appuntamenti verranno programmati. Secondo la notifica, gli studi legali rappresenteranno tutti i membri tribali Sioux che lo vorranno.
Tim Giago, giornalista sindacalista Oglala Sioux, cita Harry Blackmun della Suprema Corte di Giustizia, “Non esiste nella nostra storia un caso più indegno ed estremo di rapporti disonesti” e introduce la faccenda delle Black Hills, che un capo Lakota paragona alla storia del parente squilibrato che uno nasconde in cantina per non doverne parlare. Nel suo articolo Giago fissa l’importo dovuto ai Lakota per le Black Hills in 863.286.767.90 milioni di dollari poiché l’importo iniziale di 105 milioni di dollari fu assegnato nel 1980 dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Giago pone una domanda: “In un mondo in cui tutto ruota attorno al denaro, come fa la popolazione più povera d’America a rifiutarsi di accettare milioni di dollari? La risposta è che loro reputano sacra la terra che gli è stata rubata e dicono che non si può vendere la propria madre”. Giago continua annotando che “è un argomento così delicato che persino la delegazione del Sud Dakota al congresso ne rifugge come si scappa da una puzzola in salotto” e conclude “c’è chi dice che se gli indiani continueranno a rifiutare il denaro si farà in modo di costringerli ad accettarlo. C’è anche chi pensa che gli indiani dovrebbero prendere quei soldi e ricomprarsi parti delle Black Hills. Ma quest’idea è inaccettabile per loro perché prendere anche solo un centesimo di questa risoluzione in tutte le forme, avvalorerebbe il furto delle terre”....[continua] Di recente è apparsa su internet la notizia che uno studio legale di Yankton ha organizzato meetings di informazione rivolti al pubbli... more -
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