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occupazione Agraria e veterinaria di Torino
Campeggio di occupazione pacifica contro la legge 133 Gelmini-Tremonti.
Intervista.
L'università è la nostra casa, ci pre-occupiamo per lei
Gli studenti raccontano questa loro iniziativa.
Video realizzato da Gemma Santi, interviste fatte dagli studenti.
Presto in rete il seguito di questa occupazione. Campeggio di occupazione pacifica contro la legge 133 Gelmini-Tremonti. Intervista. ... more -
In testa alla classifica
Un uomo solo al comando, si chiama Silvio Berlusconi: il 62 per cento degli italiani ha fiducia in lui come premier, come leader e come capo del governo. Nonostante la crisi economica, nonostante le pessime notizie che arrivano dal fronte della spesa pubblica, del costo della vita e dell'inflazione. Nonostante governi a colpi di decreti e fiducia, abbia traslocato Palazzo Chigi a palazzo Grazioli, la sua residenza privata, e tutto il modo di procedere di questo governo sia sempre più simile a una gestione aziendale e il consiglio dei ministri a un consiglio di amministrazione. Nonostante, ancora, i lodi che via via "salvano" lui in quanto premier (Alfano), i manager (lodo Cicolani-Paravia) e l'anziano giudice Corrado Carnevale, quello che in Cassazione "ammazzava" le sentenze di mafia, che definì Giovanni Falcone "un cretino" e che potrebbe diventare primo presidente della Cassazione.
Nonostante tutto questo, che sono i capi d'accusa secondo l'opposizione, il gradimento di Silvio Berlusconi cresce di due punti e non è mai stato così in alto dall'inizio della legislatura. Lo dice il sondaggio Ipr marketing per Repubblica.it. Le interviste sono state effettuate il 13 e il 14 ottobre, hanno coinvolto mille cittadini italiani residenti in Italia e disaggregati per sesso, età ed area di residenza. Ha risposto il 93 per cento degli intervistati. Il sondaggio misura la fiducia anche nel governo (costante, 54%) e in ogni singolo ministro. Nella squadra di Palazzo Chigi, Giulio Tremonti strappa il trono a Roberto Maroni grazie a un balzo in avanti di cinque punti percentuale. Un uomo solo al comando, si chiama Silvio Berlusconi: il 62 per cento degli italiani ha fiducia in lui come premier, come leader e com... more -
Consulta Rai: Scambi ai Vertici...
"Ufficialmente l’accordo non c’è ancora ma ormai per la presidenza della Vigilanza Rai la soluzione sembra davvero dietro l’angolo, e passa anche per l’elezione del giudice della Corte Costituzionale in quota Pdl. Un doppio passo in avanti, quindi, per maggioranza ed opposizione che però da domani dovranno affrontare la prova delle convocazione ad oltranza del parlamentino di San Macuto deciso dai presidenti di Camera e Senato dopo la conferenza congiunta dei capigruppo di ieri sera. Allora si vedrà davvero se tra i due schieramenti l’intesa sia davvero sbocciata. Per il momento l’unico a tirarsi fuori è Antonio Di Pietro il quale non vuole sentire ragione e continua a caricare a testa bassa contro la maggioranza ed il premier.
In realtà però a parte il leader di Idv la situazione sembra davvero essersi sbloccata. A dare il via alla distensione era stato lo stesso Walter Veltroni che ieri mattina in occasione dell’inaugurazione della sua web tv, Youdem, aveva teso una mano al Pdl spiegando che se fossero caduti i veti contro Orlando il Pd avrebbe votato un esponente del centrodestra per la Corte Costituzionale. L'apertura secondo molti sarebbe il frutto di una mediazione portata avanti in gran segreto dallo stesso leader democratico e dal sottosegretario Gianni Letta."
************leggi l'articolo completo di Dario Caselli***************
http://www.loccidentale.it/articolo/rai-consulta:+il+gr... "Ufficialmente l’accordo non c’è ancora ma ormai per la presidenza della Vigilanza Rai la soluzione sembra davvero dietro l’angol... more -
Troppe prove, niente arresti
Signornò
da l'Espresso in edicola.
«A Palazzo Madama, da sei mesi, siede un senatore abusivo: Nicola Di Girolamo. E’ stato eletto tra gli italiani all’estero nella lista Pdl collegio Europa, ma non poteva neppure candidarsi, perché s’è inventato una residenza in Belgio mentre risiedeva in Italia. A giugno il Gip di Roma ha disposto per lui gli arresti domiciliari per 9 reati (attentato ai diritti politici del cittadino, falsa dichiarazione d’identità, falso ideologico, abuso d’ufficio) e ha chiesto il nullaosta alla giunta per le autorizzazioni. Ma il nostro eroe seguita imperterrito a circolare fra l’aula del Senato e la commissione Esteri (e quale, se no?). C’era pure il 24 settembre, quando i compari di casta l’han salvato con un plebiscito, ben nascosti dietro il voto segreto: 204 no all’arresto (Pdl, Lega, Pd, Udc), soltanto 43 sì (IdV e qualche pidino sciolto). Impossibile sapere se ha votato anche lui per sè, o se ha avuto il buon gusto di astenersi.
Ora, com’è noto, c’è un solo motivo che può consentire al Parlamento di derogare al principio di eguaglianza, bloccando l’ordinanza di un giudice: il fumus persecutionis, quando le accuse si rivelano inconsistenti al punto da far sospettare un complotto politico. Ma tutti gli intervenuti in giunta e in aula, compresi i compagni di partito, l’hanno escluso, complimentandosi anzi con i giudici per l’ottimo lavoro. Costituzione alla mano, avrebbero dovuto fermarsi lì: spetta al gip stabilire le esigenze cautelari, non ai colleghi dell’arrestando. Questi invece si sono sostituiti al giudice, sentenziando che il pericolo d’inquinamento delle prove non esiste. E pazienza se il Gip cita un bel po’ di testimoni avvicinati da emissari del senatore perché mentissero ai magistrati. Per il relatore Francesco Sanna (Pd) e il leghista Sandro Mazzatorta, l’arresto comprometterebbe “il plenum del Senato”, che scenderebbe da 315 a 314 inquilini. Quindi l’abusivo deve restare per la stessa logica del quarto a briscola: pare brutto giocare col morto. E poi i suoi reati, aggiunge Sanna, “non hanno gravità paragonabile a quelli per i quali, negli unici quattro precedenti nella storia repubblicana, il Parlamento ha approvato misure cautelari nei confronti di propri membri”.
In effetti gli unici quattro parlamentari arrestati in 60 anni di storia repubblicana erano accusati di “omicidio plurimo, l’insurrezione armata contro lo Stato ed il sequestro di persona”. E Di Girolamo non ha ammazzato nessuno: rischia solo 10 anni. Il dipietrista Luigi Li Gotti prova a spiegare: l’arresto è proprio “a difesa del plenum e della legittimità di quanti han diritto a farne parte”; i pm devono ancora sentire diversi testimoni, che potrebbero essere a loro volta subornati; e ogni volta che Di Girolamo entra in Senato reitera il reato di attentato ai diritti del suo partito e degli elettori presi per i fondelli. Ma anche i senatori del Pdl appaiono felici di esser stati buggerati. E poi, come osserva spiritoso Luigi Lusi (Pd), “le prove sono talmente evidenti che non c’è bisogno di arrestarlo”. Giampiero D’Alia (Udc) si associa. Ecco: se le prove sono poche, non si arresta. Se sono tante, invece, non si arresta lo stesso.
(Vignetta di Roberto Corradi)» Signornò da l'Espresso in edicola. ... more -
Nuovo record di efficienza dei pannelli solari
Gli scienziati del U.S. Department of Energy’s National Renewable Energy Laboratory (NREL) hanno segnato un nuovo record mondiale per quanto riguarda l’efficienza energetica delle celle solari. Le nuove celle fotovoltaiche trasformano il 48% della luce solare in elettricità Gli scienziati del U.S. Department of Energy’s National Renewable Energy Laboratory (NREL) hanno segnato un nuovo record mondiale per ... more
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Lo Stato si arrende, Saviano espatria! Natale in Cina?
2008-10-15
Lo Stato si arrende, Saviano espatria! Natale in Cina?
Lo scrittore Roberto Saviano, l'autore del libro “Gomorra” dal quale è stata tratta la sceneggiatura del film omonimo, ha deciso di lasciare l'Italia perché non si sente al sicuro.
Sarebbe come dire che negli Usa dopo le minacce di morte a Barak Obama questi avesse deciso di lasciare la politica!
Accade in Italia, accade in una regione "rossa", guidata da un rappresentante del PD, il cui Capoluogo, Napoli è anch'esso guidato da decenni da rappresentanti del PD, sempre gli stessi che passano dal governo centrale ai comuni e dai comuni alle regioni o alle province.
Una partita di giro politica dalla quale non se ne esce e non se ne uscirà mai per il semplice motivo che, in alcune regioni, ai livelli locali si sono stretti patti trasversali tra schieramenti politici ma anche tra categorie sociali e dello Stato.
Quando anche uno schieramento sostituisce l'altro non cambia nulla perché gli affari fanno capo sempre agli stessi "padroni"!
Non cito nemmeno le dichiarazioni ipocrite e false dei leader del PD, i quali, se qualcuno non lo sapesse, guidano le tre regioni che sono ancora completamente nelle mani della criminalità organizzata: Campania, Puglia e Calabria!
Questo dopo che la Sicilia è stata bonificata da un eccellente lavoro svolto da Forze dell'Ordine e magistratura!
In quelle tre regioni e, tra queste e altre regioni di riferimento per gli investimenti, esiste una continuità di fatto nella direzione del PD.
Una continuità che si impone con il voto di scambio e la cooptazione dei nuovi adepti nei gruppi dirigenti!
Perché parlare solo della sinistra e non citare il rapporto secolare della destra con la mafia di Cosa Nostra?
Perché a sinistra ci hanno sempre detto che le collusioni tra mafia e politica erano un fatto di destra e che la sinistra avrebbe cambiato tutto.
Invece l'unica cosa a cambiare sono stati i numeri dei conti correnti all'estero, nei paradisi fiscali, sui quali vengono versati i soldi dai mafiosi!
Caro Veltroni, la parte del Paese che vive fuori della legalità oggi, è quella diretta da voi! 2008-10-15 Lo Stato si arrende, Saviano espatria! Natale in Cina? ... more -
Rai-YouTube, il grande abbraccio Hurley: "Il potere è dei contenuti"
La tv di Stato caricherà le produzioni sul grade portale video E anche gli utenti potranno pubblicare i loro "spezzoni. Intervista al fondatore del gigante web di proprietà di Google
"In futuro sarà sempre più la rete a distribuire la tv agli utenti"
dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE
L'annuncio è certamente interessante: YouTube e la Rai hanno stretto un accordo per il quale ogni settimana la Rai caricherà sul sito i propri contenuti, rendendoli consultabili dagli utenti di tutto il mondo. E non solo: gli utenti potranno continuare a caricare i loro "spezzoni" di televisione Rai in maniera legale, l'azienda pubblica, con i software di controllo di YouTube, eliminerà solo i file che hanno problemi di copyright.
E' una novità non da poco, è un segnale (che arriva a poca distanza da un simile accordo chiuso tra YouTube e la Cbs) di una nuova strategia sia da parte dei produttori di contenuti sia da parte di YouTube. Piero Gaffuri, direttore di Rai Nuovi Media, tiene a sottolinearlo: "Questo accordo va nella direzione giusta, ovvero quella della diffusione dei contenuti Rai su più piattaforme e della nascita di partnership con operatori web di alto profilo internazionale.
Anche Chad Hurley, il fondatore e capo di YouTube, arrivato al Mipcom di Cannes per presentare l'accordo, non nasconde la sua soddisfazione: "E' un ottimo risultato. Dopo un periodo di test che ha avuto un buon successo abbiamo deciso di andare avanti in un rapporto di collaborazione che sarà fruttuoso per entrambi".
Signor Hurley, vi state orientando sempre di più verso i grandi produttori di contenuti. E' un cambiamento di strategia? Volete mettere in secondo piano i contenuti generati dagli utenti?
"No. E' il contenuto generato dagli utenti che ha portato YouTube al successo, ed è su questi contenuti che sono arrivati da noi i pubblicitari, non ci trasformeremo, insomma, un distributore di televisione tradizionale e basta. Ma è anche vero che le cose cambiano, ad esempio stiamo assistendo ad una crescita di interesse per contenuti di durata più lunga delle solite clip da pochi minuti, e questo significa poter allargare le possibilità di interazione anche con i nostri partner, con i professionisti, con chi realizza contenuti e vuole distribuirli attraverso YouTube. Quello che cerchiamo di fare con partner come la Rai o la Cbs, è di offrire loro tutti gli strumenti possibili per controllare, gestire e monetizzare la loro presenza su YouTube, con grande flessibilità".
In Italia avete fatto l'accordo con la Rai, ma avete invece una causa in corso con Mediaset.
"E' ovvio che la situazione sia in evoluzione, che ogni realtà ha un suo specifico, ma io sono ottimista, credo che YouTube offra la migliore piattaforma video in circolazione, quella che offre più garanzie agli operatori del settore, delle forme di accordo si troveranno. Siamo nati come una piattaforma per gestire e condividere i filmati fatti tra amici, ci siamo evoluti e siamo diventati un "video hub" globale che può creare benefici a chi produce video e film. Fino a poco tempo fa eravamo visti solo come dei nemici della televisione, oggi stiamo diventando dei partner. Ma noi non siamo cambiati".
continua: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scienza_e_tecn... La tv di Stato caricherà le produzioni sul grade portale video E anche gli utenti potranno pubblicare i loro "spezzoni. Intervist... more -
Energia Solare: Tutto quello che accadrà nei prossimi 30 anni
Quarto ed ultimo capitolo del dossier sull’energia solare. Ecco tutto quello che succederà nei prossimi 30 anni, le linee guida già impostate e gli sviluppi possibili, in continua ottica di efficienza energetica.
Gli ingegneri di Yes.co srl ci raccontano in che direzione stiamo andando. Guardate il video :) Quarto ed ultimo capitolo del dossier sull’energia solare. Ecco tutto quello che succederà nei prossimi 30 anni, le linee guida già im... more -
Premio: Civiltà Globale e Diritti Umani...
Foro Traiano 1/A Roma (via dei Fori imperiali)
ROMA 16 Ottobre 2008
Il Premio Italia Diritti Umani nasce dall’esigenza da parte delle associazioni coinvolte di voler dare un riconoscimento a coloro che, per la loro attività, si sono distinti nel campo dei diritti umani. In un mondo in cui il profitto sembra essere lo scopo ultimo di ogni intento, bisogna sostenere chi lotta veramente, sacrificando spesso gran parte (o del tutto) la propria esistenza per aiutare il prossimo. I Mass Media spesso non prestano la dovuta attenzione al tema dei diritti umani, se non in maniera superficiale. È giunto quindi il momento, non solo di dare un giusto riconoscimento a chi lotta per la difesa dei più deboli, ma anche di parlare su come possano essere tutelati meglio questi diritti che, anche in paesi come l’Italia oltre che all’estero, sono sistematicamente violati, soprattutto nei confronti dei più deboli.
*********************Leggi il PROGRAMMA al LINK ............................. Foro Traiano 1/A Roma (via dei Fori imperiali) ROMA 16 Ottobre 2008 ... more -
Berlusconi turba i mercati azionari con notizie che dice di aver sentito alla radi...
«Quel che Berlusconi dà, Berlusconi toglie. Con un rapido voltafaccia che rispecchia la volatilità dei mercati finanziari, il Presidente del Consiglio italiano ha dichiarato che i leader mondiali stavano pensando di chiudere i mercati finanziari, per poi smentire la medesima affermazione meno di un’ora dopo.
“Si sta discutendo l’idea di sospendere i mercati per il tempo necessario a riscrivere le regole,” ha detto ieri Berlusconi al termine di un Consiglio dei Ministri a Napoli. Una soluzione alla crisi finanziaria” non può essere valida solo per un paese e nemmeno per la sola Europa, ma deve essere globale” ha aggiunto, subito dopo l’apertura della borsa di New York alle 9.30.
Meno di un’ora dopo, Berlusconi, 72 anni, si è corretto: “L’ipotesi non è stata formulata da nessun leader, me incluso,” ha detto. La sua spiegazione per l’affermazione precedente: “L’ho sentito alla radio.”
I commenti di Berlusconi seguono altre gaffes commesse nel corso della sua carriera politica. “Può permettersi queste cose in Italia, ma non può farla franca nel momento in cui tratta questioni di portata globale” ha detto James Watson, professore di Scienze Politiche all’Università americana di Roma. “E’ un leader mondiale, ma non ne è all’altezza.” ...»
Continua qui: http://italiadallestero.info/archives/1324 «Quel che Berlusconi dà, Berlusconi toglie. Con un rapido voltafaccia che rispecchia la volatilità dei mercati finanziari, il Presiden... more -
il sole senza macchie
sono circa duecento giorni che non si notano le macchie solari, gli scienziati non sanno ancora come definire questa situazione, è tutto sotto controllo,
e se invece il sole si fermasse all'improvviso? che controllo possono avere gli scienziati sull'immenso mistero dell'universo? sono circa duecento giorni che non si notano le macchie solari, gli scienziati non sanno ancora come definire questa situazione, è tut... more -
Piazza Navona
... un video per chi non c'era e vuole sapere come è andata... sull'informazione, su internet, la politica etc...
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AMBIENTE: Ortona vs Eni
La città di Ortona dice NO, al Centro Oli un progetto dell'ENI...
Ortona, una altura sul mare, città che Margherita d'Austria, figlia di Carlo V elesse a sua ultima dimora, luogo trasparente e semplice... Ortona, dal latino, significa Levante, dove sorgono gli astri.... In questi ultimi anni vogliono trasformarla in una città iperindustrializzata... con strane manovre... vogliono realizzare un Centro di estrazione e lavorazione del petrolio, "prima raffinazione del greggio...i giovani si oppongono... alcuni di loro hanno realizzato questo video che con semplicità esprime chiaro e forte il concetto...
http://www.comuneortona.ch.it/notizia.asp?idass=29&...
http://no-centro-oli.blogspot.com/ La città di Ortona dice NO, al Centro Oli un progetto dell'ENI... ... more -
Torino: Focus diritti umani al Festival CinemAmbiente (16-21 ottobre)
Per il terzo anno CinemAmbiente, festival internazionale a tematica ambientale, presenta una sezione dedicata ai diritti umani, realizzata in collaborazione con Amnesty International.
Questa edizione trae spunto dal 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani per evidenziare come, purtroppo, i principi e le libertà fondamentali sanciti nel 1948 non sono ancora una realtà per tutti. Sono molti i paesi che violano sistematicamente i diritti umani, tradendo gli ideali che hanno ispirato la Dichiarazione.
Fra i temi di maggiore attualità, l'attenzione si centra su due aree emblematiche, il Tibet e il Sudan, che offrono spunti per altri temi scottanti quali la tortura e l'utilizzo dei bambini soldato.
****************Leggi il PROGRAMMA delle Proiezioni al LINK......
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/...
TAVOLA ROTONDA
Sabato 18 ottobre alle ore 16.30
1948 - 2008: LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE E LE PROMESSE INFRANTE
A distanza di sessanta anni dall'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, con la quale la comunità internazionale si impegnava a garantire eguaglianza, giustizia e stato di diritto per tutti i cittadini del mondo, uno scarto drammatico separa le promesse iniziali dall'attuale comportamento dei governi. L'incontro pone l'attenzione su alcune aree di crisi e riflette sulla difficoltà della giustizia internazionale nell'assicurare la protezione dei diritti umani e nel prevenire crisi umanitarie.
Intervengono:
Palden Gyatso - monaco tibetano, protagonista del documentario Fire under the Snow
Evans Maendeh- ex bambino soldato sudanese, co-protagonista di War Child.
Chiara Pallanch - responsabile della campagna per i diritti umani in
Darfur presso il Segretariato internazionale di Amnesty International
Makoto Sasa - regista e co-produttrice del documentario Fire under the Snow
Carlos Villán Durán - presidente dell'Associazione spagnola per l'applicazione del diritto internazionale dei diritti umani, membro dell'Ufficio dell'Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite
Introduce e modera:
Paolo Pobbiati - Presidente della Sezione italiana di Amnesty International
Intervento in video di:
Moni Ovadia - attore e scrittore, esponente del teatro d'impegno civile,
impegnato nel recupero e rielaborazione del patrimonio culturale e
artistico degli ebrei dell'Europa orientale
Ingresso libero
Dal 16 al 21 ottobre
Cinema Massimo
Via Verdi, 18 Per il terzo anno CinemAmbiente, festival internazionale a tematica ambientale, presenta una sezione dedicata ai diritti umani, realiz... more -
Il furto legalizzato
di Peppe Carpentieri.
«Nel nostro immaginario collettivo quando pensiamo ad un furto rappresentiamo nella nostra mente il ladro che entra in casa e poi porta via i valori, pensiamo al furto di un’auto etc. Questi personaggi sono dilettanti allo sbaraglio.
Oggi il furto, quello che incide sull’intera economia e sul mercato italiano, è stato depenalizzato senza neanche cambiare il codice penale. I maestri incappucciati di questa strategia hanno iniziato a lavorare tanti anni fa, nella sede giusta: il parlamento italiano. Ma prima di mettere in atto il piano, parallelamente bisognava “lavorarsi” il popolo, distrarlo. Disinnescare il suo cervello, evitare che il popolo si ponesse delle domande ed isolare quei pochi che riusciranno a capire come rubare sia facile, quando si è al potere. Non è stato difficile, gli italiani sono già storicamente divisi dal teatro destra e sinistra, bisognava concentrare il controllo dei media nelle mani di pochi, fatto. Assecondare gli italiani sui loro svaghi e vizi, il calcio, e l’offerta di programmi televisivi ignobili, vuoti. Per garantirsi un futuro controllo duraturo, bisognava distruggere la formazione scolastica, secondo un’indagine OCSE la preparazione scolastica degli alunni italiani è la più bassa d’Europa, fatto. La maggioranza degli accademici universitari è sempre stata ben controllata, per formare una nuova razza di colletti bianchi per delinquere. Adesso l’applicazione del piano è un gioco da ragazzi. Oggi il potere invisibile sta raccogliendo i frutti della semina. La maggioranza degli italiani continua ad ignorare la politica, con la convinzione che bisogna tenersi lontano da essa e che sia meglio occuparsi solo della propria famiglia.» [...]
[continua su: http://peppecarpentieri.wordpress.com/2008/01/17/il-fur... ] di Peppe Carpentieri. ... more -
Galbani; formaggi avariati
NON BASTAVANO le indagini - che continuano ad ampio raggio - delle procure di Cremona e Piacenza. Adesso a scrivere una nuova pagina nello scandalo dei formaggi "scaduti, bonificati e reimmessi sulle tavole degli ignari consumatori" (dalle carte dell'inchiesta), ci pensano gli stessi dipendenti delle aziende. Accade a Perugia, dove alcuni lavoratori - venditori e addetti allo stoccaggio - hanno presentato un esposto in procura contro la Galbani, denunciando di essere "stati obbligati, per anni, dai capi del personale, a vendere merce con la data di scadenza contraffatta".
A disposizione dei magistrati ci sono documenti, fotografie e registrazioni audio piuttosto esplicite. Nella denuncia si fa riferimento a grossi quantitativi di prodotti piazzati sul mercato dopo provvidenziali lifting nel deposito perugino dell'azienda. Da lì - stando al dossier ora al vaglio degli investigatori - dal 2000 in poi sarebbero partite tonnellate di formaggi e salumi "tenuti in vita".
Il marchio Galbani è già coinvolto nell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Cremona e Piacenza. Compare tra i principali fornitori della Tradel, una delle aziende "riciclone" che tra Lombardia e Emilia Romagna acquistavano formaggio scaduto o avariato e lo "bonificavano" mischiandolo a prodotto fresco. Precise responsabilità, in quel caso, sono emerse a carico di alcuni impiegati degli stabilimenti Galbani di Certosa di Giussago e Corteolona (Pavia).
Decine di tonnellate di merce qualificata come "residui di produzione lattiero casearia per trasformazione a uso alimentare" erano in realtà costituite da croste di gorgonzola ad uso zootecnico e cagliate scadute.
Egidio Galbani Spa produce i formaggi Bel Paese, Certosa, Santa Lucia e Galbanino. Fa parte della francese Lactalis, il gruppo caseario numero uno in Europa, già proprietario di altri marchi italiani tra cui Invernizzi e Locatelli. "Big logistica" è la società che distribuisce e vende tutti i prodotti Galbani in Italia. NON BASTAVANO le indagini - che continuano ad ampio raggio - delle procure di Cremona e Piacenza. Adesso a scrivere una nuova pagina n... more -
Come uccidere Saviano.
NAPOLI — Il piano della Camorra per uccidere Roberto Saviano sarebbe entrato nella fase operativa. Deciso all'unanimità dalle famiglie che aderiscono al cartello dei Casalesi e addirittura fissato con una scadenza a breve termine: entro Natale i clan vogliono ammazzare l'autore di Gomorra e se necessario anche i carabinieri che gli fanno da scorta. Contano di farlo con un attentato spettacolare sull'autostrada Roma-Napoli durante uno dei frequenti spostamenti dello scrittore e degli uomini che lo proteggono. L'informativa giunta ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli nasce da una confidenza del pentito Carmine Schiavone, cugino e omonimo del boss soprannominato Sandokan, il capo dei capi dei Casalesi, riconosciuto come tale anche ora che è detenuto e condannato all'ergastolo.
Schiavone ha cominciato a collaborare con i magistrati nel 1993 e al processo Spartacus, il più importante contro le cosche del Casertano, conclusosi in appello nello scorso giugno, la sua deposizione si è sviluppata per quarantanove udienze. Di quelle cosche conosceva ogni segreto, finché ne ha fatto parte. Ma anche oggi che vive con una identità nuova in una località dell'Italia centrale, continuerebbe ad avere contatti a Casal di Principe, il paese dal quale i clan hanno mutuato il nome, e di cui sono originari tutti gli Schiavone. E da uno di questi suoi contatti il collaboratore di giustizia avrebbe appreso del piano per eliminare Saviano. E ne ha parlato con un ufficiale di polizia. Da qui l'informativa alla Dda e l'innalzamento del livello di attenzione per proteggere l'incolumità dello scrittore. In Procura a Napoli i magistrati sottolineano che una informazione de relato ha bisogno di essere verificata da ulteriori accertamenti, ma ammettono anche che i rischi per Saviano sono consistenti da tempo, e quest'ultima novità non farebbe che confermare la fondatezza delle preoccupazioni che loro stessi hanno più volte espresso.
Una preoccupazione che cresce ulteriormente se si mettono in parallelo le confidenze di Schiavone con le prime deposizioni di Oreste Spagnuolo, uno dei killer dei sei africani ammazzati il 18 settembre scorso a Castelvolturno, che dopo l'arresto ha scelto di diventare collaboratore di giustizia. Spagnuolo ha parlato e sta parlando molto di Giuseppe Setola, il boss di quella frangia dei casalesi che avrebbe firmato non solo la strage di Castelvolturno ma anche numerosi altri omicidi negli ultimi mesi. Colpisce particolarmente un colloquio riferito dal pentito: «Ricordo che Setola ha parlato del fatto che cercava di procurarsi dell'esplosivo con un detonatore con telecomando; non mi ha spiegato cosa voleva farci ma diceva che era un modo facile per uccidere». Setola potrebbe aver trovato l'esplosivo che cercava, e ciò che non spiegò a Spagnuolo potrebbe essere proprio che aveva intenzione di usarlo per Saviano.
CONTINUA SUL LINK... NAPOLI — Il piano della Camorra per uccidere Roberto Saviano sarebbe entrato nella fase operativa. Deciso all'unanimità dalle fam... more -
Trieste: "Realtà e retorica dei diritti umani. A 60 anni dalla Dichiarazione ...
Il seminario è organizzato dal Dipartimento di Storia e Storia dell'Arte, dall'Istituto Internazionale di Studi sui Diritti dell'Uomo, dal Dipartimento di Scienze Politiche, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trieste.
Programma:
Indirizzi di saluto
Guido Abbattista - Direttore Dipartimento di Storia e Storia dell'Arte
Giacomo Borruso - Presidente Istituto Internazionale di Studi sui Diritti dell'Uomo
Eloisa Cignatta - Presidente Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trieste
Lorenza Rega - Preside della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori
Introducono e coordinano
Elisabetta Vezzosi e Fulvio Longato (Università di Trieste)
Intervengono
Marcello Flores (Università di Siena)
Silvia Salvatici (Università di Teramo)
Mauro Bussani (Università di Trieste)
Discussione
A partire dagli anni Novanta il discorso e la retorica sui diritti umani si sono enormemente espansi, a fronte di una loro massiccia e continuativa violazione. Perché l'intenso attivismo in favore dei diritti umani ha prodotto risultati così scarsi? Perché una retorica dei diritti umani così pervasiva a livello globale ha generato politiche in loro difesa così deboli?
A 60 anni dalla Dichiarazione dell'ONU ne discutono Marcello Flores- storico - curatore dell'opera Diritti Umani. Cultura dei diritti e dignità della persona nell'epoca della globalizzazione (UTET 2007), Silvia Salvatici - storica - autrice di saggi e volumi sui diritti umani delle donne e sulla condizione dei profughi nel corso della seconda guerra mondiale, Mauro Bussani - giurista - autore di saggi e monografie sul tema della diversità umana e della sua tutela.
Giovedì 16 ottobre apartire dalle ore 15.30
Aula Magna
Scuola Superiore di Lingue Moderne
per Interpreti e Traduttori
Via F. Filzi, 14
***********CONTINUA**************** Il seminario è organizzato dal Dipartimento di Storia e Storia dell'Arte, dall'Istituto Internazionale di Studi sui Diritti ... more -
‘Ndrangheta: un libro della Tamaro come codice tra clan
Roma, 13 ott (Velino) - Per la prima volta un libro di narrativa viene utilizzato dal crimine organizzato come “codice” per le comunicazioni tra gli associati...
Le donne del clan Molè, la cosca della ‘Ndrangheta coinvolta con il clan Piromalli nell’indagine che ha portato oggi all’arresto di amministratori ed ex amministratori locali calabresi, utilizzavano il libro di Susanna Tamaro “Va’ dove ti porta il cuore” per ricavarne un codice segreto utile a portare fuori dal carcere i messaggi dei mariti detenuti.
I messaggi venivano in sostanza cifrati e per “decrittografarli” era necessario conoscere il testo di riferimento, proprio come avviene per le comunicazioni militari. Il cifrario della ‘Ndrangheta era il libro della Tamaro “Va’ dove ti porta il cuore”. Scelto, evidentemente, in omaggio alla “valorizzazione” delle figure femminili nelle cosche. “Una sorta di quota rosa nella criminalità”, hanno osservato ironicamente gli investigatori. In pratica, i messaggi consegnati dagli uomini del clan in carcere erano soltanto un insieme di numeri. Bisognava poi confrontare la sequenza numerica libro alla mano per risalire alle pagine e alle singole parole che, messe insieme, rivelavano il vero contenuto del messaggio.
**********************************CONTINUA******************************************* Roma, 13 ott (Velino) - Per la prima volta un libro di narrativa viene utilizzato dal crimine organizzato come “codice” per le comunic... more -
12ª Carovana nazionale antimafie...
È partita lunedì da Roma la dodicesima Carovana nazionale antimafie, promossa dalle associazioni Libera, Arci e Avviso Pubblico. Il viaggio, lungo due mesi, prevede cento tappe: un giro per l'Italia attraverso il quale riaffermare l'importanza della legalità e della lotta a tutte le mafie. In realtà le carovane sono due. Entrambe partiranno del centro Italia ma poi si separeranno. Una in direzione Nord, l'altra verso Sud, per poi ricongiungersi a Comiso in Sicilia, il 12 dicembre.
Quest’anno la carovana assume un significato particolare visto il 60esimo anniversario della Costituzione e della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. E scopo della Carovana sarà riaffermare i valori di questi due preziosi documenti e «ricordare che in Italia la vera emergenza sicurezza sono mafie e corruzione».
La carovana ha chiesto il riconoscimento ufficiale del 21 marzo come giornata della memoria e dell'impegno, dedicata alle vittime della mafia. Infine per i promotori, l’iniziativa non mira solo ad essere contro la mafia ma anche a proporre valori e politiche positive, dal sostegno alle famiglie delle vittime alla promozione della cultura della legalità.
*********************LEGGI TUTTO L'ARTICOLO AL LINK*************************** È partita lunedì da Roma la dodicesima Carovana nazionale antimafie, promossa dalle associazioni Libera, Arci e Avviso Pubblico. Il vi... more
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