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Giro del Mondo

  • Public Topic: Everyone is invited to contribute to Giro del Mondo

    • Si parte da Recco per l’eco "Giro del Mondo"

      Turismo sostenibile e responsabile. Eco giro mondo in 80 giorni? La data ufficiale della partenza è certa: il 15 settembre. Ma poi il resto del viaggio è nel segno della lentezza e affidato all’imprevidibilità dei trasporti.
      Questo è il giro del mondo che un temerario trentanovenne di Recco (...)
      Turismo sostenibile e responsabile. Eco giro mondo in 80 giorni? La data ufficiale della partenza è certa: il 15 settembre. Ma poi il ... more

      yeslife

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      2 days ago
    • The Snow Must Go On - haeround the snow planet

      Il progetto.

      Sin dall’infanzia, sono a contatto diretto con la montagna e la neve. Con mio fratello Vito e gli altri amici d’infanzia, passavamo i pomeriggi d’ogni inverno a ruzzolarci giù da discese innevate, con slitte improvvisate o bob di plastica. Eravamo arrivati al punto di battere la pista per farla durare di più, quasi fino a fine marzo, che a quelle latitudini (Italia centrale) significava una striscia di neve in un prato verde. Tutto regolare, divertimento infinito, funzionava.
      Dal 1986 in poi, s’è rotto il giocattolo. Qualcosa nel meccanismo atmosferico che genera neve in inverno, s’è bloccato.

      La coltre di neve, che prima resisteva almeno un mese e mezzo, adesso non si forma più. Nevicate a singhiozzo ce ne sono state, continuano ad essercene, ma il giorno dopo l’erba giallo-marroncina invernale torna a colorare i prati del Cicolano.

      Sulle Alpi, la stagione invernale 2006/2007 e’ stata la più anomala del nuovo secolo, tra le più calde della storia, con pochissima neve di pessima qualità, pioggia oltre i 3000 m a febbraio, frane a marzo, piccole stazioni sciistiche sotto i 1700m che non hanno mai aperto.

      Dalla constatazione di questo grave fenomeno, e’ nata l’idea di dedicare questo giro del Mondo alla verifica sul campo delle catastrofiche previsioni di cambiamento climatico, ufficializzate anche dall’ONU, con il rapporto dell’IPCC, premio Nobel 2007. Il mio progetto s’intitola quindi “The Snow Must Go On”, lo “show” che ogni inverno ci regala “snow”, deve continuare. Se le coste del mondo possono essere parzialmente inondate dall’aumento del livello degli oceani, le montagne potrebbero subire un radicale cambiamento: la sparizione dei ghiacciai, che rappresentano la sorgente numero uno d’acqua potabile, necessaria alla nostra stessa esistenza. Se questo avvenisse, potremmo dover dire addio anche alla maggior parte degli sport invernali come li conosciamo oggi.

      Un’odissea variegata, dai ghiacci dell’Alaska e dello Yukon, alle spiagge di Rarotonga e delle Fiji, dalle savane africane alle montagne neozelandesi, dalle piste da sci sintetiche inglesi alle autostrade californiane: aerei, treni, traghetti, autobus, mini-camper, automobili, funivie, seggiovie, slitte, kayaks, biciclette, segways, skateboards, snowboards o quando i soldi finivano, via col caro vecchio zaino in spalla e il pollice alzato, come nel Denali National Park in Alaska.

      Non essendo seguito da una troupe, e viaggiando in solitaria, ho dovuto filmare tutto da solo. Selvatiko, un blogger della comunità di Nat Geo Adventure, ha sintetizzato il modus operandi di noi “viaggia_attori” in questa frase:

      Oramai ho perso il conto delle volte in cui, nel rito della ripresa-video, mi trovo a ripercorrere la stessa strada: treppiede aperto, telecamera su Rec, sfilata con la “cadrega” fino ad uscir dall’inquadratura, bagaglio a terra, e indietro, a recuperare tutto e pigiare stop.

      dove la “cadrega” era la sua speciale bicicletta, nel mio caso snowboard o skate, oppure i mezzi di locomozione e trasporto sopra elencati. Dovendo poi “postare”, vale a dire caricare video su natgeoadventure.it, appena trovavo una presa di corrente e una connessione decente, giù a montare le immagini filmate, creando col mio laptop clips di pochi minuti di durata, ma d’emozione garantita.

      Girando e documentando per lo più nell’inverno australe e in nord America, ho registrato le reazioni e la testimonianza delle persone, la variazione dei fenomeni nevosi, l’arretramento dei ghiacciai. Ho raccolto oltre 84 ore di materiale video, e circa 5000 fotografie digitali in formato RAW, per cercare di sensibilizzare quella parte d’umanità che ha scelto di separararsi dalla Natura, coloro i quali vivono in cemento e asfalto, senza tralasciare esplorazioni a tema o “giringiro” del tutto casuali, perchè lo spettacolo della neve deve continuare, e secondo me tutti hanno il dovere di contribuire alla preservazione della specie umana dall’autodistruzione.

      The Snow Must Go On.
      Il progetto. ... more

      haero

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      4 days ago
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